Retribuzione riconosciuta durante ferie

Carissime/i,
in merito a quanto in oggetto, la nozione Europea fissata dall’Art.7 della Direttiva 88/2003, cosìcome interpretata dalla Corte di Giustizia, esplicitata dalla recente sentenza del 17 maggio 2019, n. 13425 della Corte di Cassazione, con la quale si afferma che la retribuzione riconosciuta durante la fruizione delle ferie deve avere il valore di quella che il lavoratore avrebbe percepito se avesse effettivamente svolto la prestazione lavorativa.

Vi possono essere quindi le condizioni, per richiedere al Datore di lavoro eventuali somme dovute e non corrisposte.

Ebbene altresì sottolineare, che ai fini di una valutazione incidente nella propria realtà/Azienda, va analizzato il singolo caso in relazione al comportamento tenuto dal singolo datore di lavoro, nella specifica contrattuale di primo livello (rif. art. 10 CCNL 12 marzo 1980) e nei Contratti di secondo livello rispetto alle voci retributive ivi comprese.

Analisi questa, che può essere apportata esclusivamente dal livello Territoriale.

Nell’attesa di tale verifica, è opportuno proporre al datore di lavoro, apposito “reclamo gerarchico” con il quale si avanza un atto utile anche ai fini di interrompere il termine di prescrizione di un eventuale contenzioso.

Al fine di omogeneizzare le eventuali azioni messe in campo, a partire dal contenuto del reclamo gerarchico, in allegato inviamo una bozza dello stesso (in formato word), proposto dal nostro Legale di riferimento, che qualora venga ritenuto utile, può essere personalizzato rispetto alla struttura Regionale/Territoriale.

Rimaniamo a completa disposizione per eventuali chiarimenti/approfondimenti.

 

Un caro saluto

Firma Eliseo

 

 

In allegato alleghiamo copia della richiesta chiarimenti inviata in azienda in data 29 luglio 2019 ore 11:11:10.

Ricevuta mail richiesta applicazione retribuzione durante il periodo di feriedownload.jpg

Libertà di scelta tra quota 100 e la permanenza in Naspi o negli altri ammortizzatori sociali

schermata2019-01-31alle15.51.48Come noto da qualche mese a questa parte, i lavoratori e le lavoratrici possono accedere alla pensione con la famosa quota 100. Il Dl n. 4/2019 ha attribuito, in via sperimentale, la facoltà di conseguire il diritto alla pensione per coloro che perfezionano un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un’anzianitàcontributiva non inferiore a 38 anni (di cui almeno 35 di effettivo lavoro). Tale opportunità è sperimentale e vale solo nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021.

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Circolare numero 88 del 12-06-2019