BASTA AGGRESSIONI NEL TPL! LE NOSTRE PROPOSTE


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La FIT CISL è venuta a conoscenza, per puro caso, di una convocazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 10 ottobre p.v. rivolta alle Regioni, alle sole Associazioni Datoriali e alle aziende costruttrici di autobus in merito all’allestimento per la “security” sugli autobus del Trasporto Pubblico Locale.

Restiamo a dir poco esterrefatti da un tale atteggiamento nei confronti delle Organizzazioni Sindacali che rappresentano i diretti interessati: i lavoratori e le lavoratrici del trasporto pubblico locale sempre più spesso vittime di aggressioni verbali e fisiche.

Il fatto è ancora più sconcertante, perché il tema delle aggressioni fa parte della vertenza generale dei trasporti “Rimettiamo in movimento il Paese”, avviata come FIT CISL congiuntamente a FILT CGIL e UILTRASPORTI, che ha portato allo sciopero generale dei trasporti del 24 luglio 2019 e ad una richiesta di incontro urgente al MIT, ad oggi, non ancora soddisfatta.

Inoltre, è assai singolare riscontrare atteggiamenti di protagonismo, da parte di qualche Organizzazione Sindacale, che con iniziative estemporanee, a dir poco discutibili alla luce di quanto sopra, pensa di prendere la scena, su un tema così sentito e delicato come quello delle aggressioni che interessa TUTTI.

A questo punto come FIT CISL abbiamo ritenuto necessario mettere a conoscenza preventivamente tutti i soggetti convocati alla riunione, delle nostre proposte concrete per contrastare e contenere il fenomeno delle aggressioni, inviando specifica nota e ribadendo, che gli interventi per garantire la sicurezza dei lavoratori devono riguardare gli allestimenti di sicurezza quali

  • dotazione di rilevamento satellitare su tutti i mezzi
  • sistemi di chiamata di emergenza e video sorveglianza a circuito chiuso
  • adeguata protezione del posto guida attraverso porte anti-sfondamento

    ma soprattutto la necessità di avviare un’azione coordinata e congiunta che coinvolga non solo il MIT, ma anche i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, per mettere in campo sia misure preventive deterrenti, sia pene certe per chi commette questo genere di reati.

    Il tema va affrontato unitariamente nell’ambito della vertenza in parola e iniziative sporadiche ed isolate, non solo mettono in discussione un percorso unitario costruito con fatica, al quale continueremo a credere e sul quale continueremo a lavorare, ma ledono anche la dignità degli autoferrotranvieri.

LA SICUREZZA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEVE ESSERE SEMPRE AL PRIMO POSTO!!!

 

 

Roma, 9 Ottobre 2019                                                                        La Segreteria Nazionale

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