circ22 05042019 aggiornamento requisiti pensionistici – specifica TPL.pdf

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Carissime/i,

come noto il 29 marzo scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la L. n. 26/2019, di conversione del D.L n. 4/2019 che, oltre ad introdurre il reddito di cittadinanza, prevede alcune importanti novità in materia previdenziale.

Considerando le specificità che in materia previdenziale caratterizzano i lavoratori autoferrotranvieri/internavigatori, al fine di fare maggiore chiarezza, di seguito si riportano sinteticamente le novità introdotte dal recente intervento normativo e le possibilità previste per accedere al trattamento pensionistico.

Per quanto riguarda il D.L. n. 4/2019 le novità sono:

  • Quota 100, ovvero la possibilità di andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi per il triennio 2019-2021, con le finestre mobili di tre mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori del settore privato. I beneficiari non potranno cumulare la pensione con redditi di lavoro fino a 67 anni di età.
  • Sospensione degli adeguamenti dell’aspettativa di vita: gli aumenti dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, restano in vigore dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2026 nella misura di;
  1. 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  2. 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  3. 41 anni di contributi per i lavoratori precoci con l’introduzione, per chi matura i requisiti dal 1.01.2019, di una finestra mobile di tre mesi;
  • Ape Sociale – proroga di un anno dell’istituto fino al 31 dicembre 2019;
  • Opzione donna – prorogata per le lavoratrici nate nel 1960 (1959 per le

    autonome) che abbiano
    maturato 35 anni di contributi al 31.12.2018. La pensione sarà ricalcolata con il solo criterio
    contributivo e con decorrenza posticipata di 12 mesi (18 se autonome).

  • Per lavoratori che non hanno contribuzione al 31.12.1995 – in via sperimentale fino al 31 dicembre
    2021, riconoscimento della possibilità di riscattare i periodi di vuoto contributivo tra un periodo lavorativo e l’altro pagando il riscatto ratealmente in 10 anni senza interessi.

I recenti interventi normativi, si aggiungono e si integrano a quanto già previsto, in merito alle diverse possibilità per accedere al trattamento pensionistico, riportate sinteticamente di seguito.

 

Pensione di vecchiaia

Il diritto alla pensione di vecchiaia si matura, dal 1° gennaio 2019, con 67 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi. La prestazione economica sarà erogata in favore dei lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata. Si ha diritto all’assegno pensionistico dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile, oppure, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i requisiti contributivi richiesti, dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tali requisiti.

Pensione anticipata
È il trattamento pensionistico riconosciuto ai lavoratori che abbiano raggiunto i requisiti contributivi per terminare l’attività lavorativa nella gestione di riferimento, anticipatamente rispetto al requisito di età anagrafica previsto per la pensione di vecchiaia. Dal 1° gennaio 2019 i requisiti per andare in pensione anticipata con il sistema misto sono i seguenti: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per le donne, la decorrenza della pensione solo tre mesi dopo la maturazione dei requisiti.
Isopensione 

L’isopensione è il trattamento a cui può accedere il lavoratore, a seguito della sottoscrizione di un accordo di esodo, con soluzione di prepensionamento completamente a carico dell’azienda (solo per aziende con più di 15 addetti). Il lavoratore avrà diritto ad un trattamento economico mensile a carico dell’azienda, che pagherà la contribuzione correlata fino alla pensione, con la possibilità di anticipare il pensionamento di 7 anni rispetto alla pensione di vecchiaia. Dall’anno 2020 l’anticipazione sarà di 4 anni.

Lavoratori precoci

È prevista una riduzione del requisito contributivo a 41 anni, a prescindere dall’età anagrafica del lavoratore, sia per gli uomini che per le donne, che abbiano svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e che si trovino in alcuni specifici profili meritevoli di una particolare tutela di seguito elencati: Disoccupati – Invalidi – Caregivers – Mansioni Gravose – Mansioni usuranti.


È sospeso l’adeguamento dei requisiti rispetto all’aspettativa di vita, ma con lo spostamento della percezione del primo rateo di pensione tre mesi dopo la maturazione dei requisiti.
Lavori gravosi 

Le categorie professionali riconosciute come gravose, sono individuate nel numero di 15, incluse quelle di conduttore di convoglio ferroviario e personale viaggiante e conduttore di mezzi pesanti e camion.
Per i lavoratori che hanno svolto tali mansioni, il requisito per accedere al trattamento pensionistico di vecchiaia è fissato a 66 anni e 7 mesi di età (unitamente ad almeno 30 anni di contributi). In questo caso, la pensione decorre il primo giorno del mese successivo alla maturazione del requisito anagrafico.

Lavoriusuranti                                                                                                                                      I soggetti che hanno svolto una o più delle attività usuranti per un tempo pari ad almeno la metà della vita lavorativa, o sette anni negli ultimi dieci, hanno la possibilità di usufruire del trattamento pensionistico in modo anticipato rispetto ai lavoratori generali. Si tratta delle seguenti tipologie di lavoro:

  1. lavori nelle cave, gallerie, miniere, ad alta temperatura ecc.;
  2. lavori svolti con linee a catena;
  3. lavori notturni;
  • attività lavorativa svolta nel periodo notturno per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 64;
  • attività lavorativa svolta per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo;
  • attività lavorativa svolta per almeno 3 ore, nell’intervallo ricompreso tra la mezzanotte e le cinque, nell’intero anno lavorativo;
  • attività lavorativa svolta per almeno 6 ore, nell’intervallo ricompreso tra la mezzanotte e le cinque, per almeno 78 giorni l’anno;
  1. quello di conducente di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.
    Nello specifico, i requisiti per i lavoratori usuranti nel 2019 e fino al 2026 sono:quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

Se il lavoro notturno è svolto per meno di 78 giorni l’anno, i valori di età e di quota pensionistica sono aumentati di due anni, se il lavoro notturno annuo è stato svolto per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 ( quota 99,6 con almeno 63 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi) e di un anno se le giornate annue in cui si è svolto il lavoro notturno sono state da 72 a 77 (quota 98,6 con almeno 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi).

 

Riassumendo:
Lavori usuranti in elenco: quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi di età e 35 anni di       contributi.

Notturni da 64 a 71 giorni: quota 99,6 con almeno 63 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi

Notturni da 72 a 77 giorni: quota 98,6 con almeno 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi

Ape sociale

È stata riconosciuta la proroga per tutto il 2019 dell’Ape sociale, ossia il prestito- ponte finanziato dallo Stato per consentire il pensionamento ai lavoratori che rientrano in particolari categorie ai quali mancano solo 3 anni al raggiungimento dei requisiti.
            Le categorie ammesse sono quattro:

  1. disoccupati che hanno concluso l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi con 30 anni di contributi;
  2. lavoratori che assistono familiari conviventi di 1° grado con disabilità grave da almeno 6 mesi con 30 anni di contributi;
  3. lavoratori con invalidità superiore o uguale al 74% con 30 anni di contributi;
  4. lavoratori dipendenti che svolgono un lavoro ritenuto pesante (e lo hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7) con 36 anni di contributi; ➢ lavoratori gravosi.

Per tali lavoratori è riconosciuta la possibilità di anticipare la pensione con 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda delle casistiche sopra elencate. Le lavoratrici madri possono beneficiare di un anno di sconto dei requisiti contributivi per ogni figlio fino a un massimo di due anni.

Personale Viaggiante

A partire dal 2014, il DPR 157/2013 (Decreto dell’Armonizzazione), ha innalzato l’età per il collocamento a riposo del personale viaggiante, in misura ridotta di cinque anni rispetto ai requisiti previsti per la pensione di vecchiaia. Tale agevolazione, che rimane in vigore anche in seguito ai recenti interventi normativi riguarda solo le seguenti figure professionali:

  1. macchinista;
  2. conducente di linea;
  3. capo treno;
  4. verificatore titoli di viaggio;
  5. marinai, motoristi, capitani, timonieri (battelli lagunari o lacuali dedicati al trasporto persone)

Per il 2019 e il 2020 i requisiti pensionistici per il personale viaggiante sono 62 anni e almeno 20 anni di contributi. Al compimento dell’età pensionabile, la pensione decorre dal mese successivo.

Perdita-titoloabilitante                                                                                                                    Per i conducenti di autobus e tram, che sottoposti a giudizio di idoneità al compimento del sessantesimo anno di età, non abbiano ottenuto il rinnovo del titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa, la pensione di vecchiaia resta ferma a 60 anni e l’accesso al trattamento pensionistico è fissato in base alle c.d. “finestre” trimestrali di cui alla legge n.247 del 2007.

È doveroso ricordare che, le casistiche su esposte hanno carattere generale e che ogni lavoratore possiede una propria storia contributiva, che comporta la necessità di analisi e calcoli specifici da sottoporre all’attenzione degli uffici di patronato competenti ai quali suggeriamo di rivolgersi.

A supporto di quanto sopra esposto si allega tabella sintetica e riepilogativa.

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Un caro saluto

Il Coordinatore Nazionale Mobilità Tpl
                                                                                    Eliseo Grasso

TACHIGRAFI 4.0 QUALI DATI SARANNO ACCESSIBILI ALLE AUTORITA’ DI POLIZIA DA REMOTO? TANTO RUMORE PER NULLA.

MAR 05 MARZO 2019

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Dopo la fiera Transpotech Logitec 2019, dove sono stati presentati i nuovi tachigrafi 4.0,molti clienti e lettori ci hanno contattate per avere informazioni circa i nuovi strumenti di controllo

La preoccupazione principale riguarda il cosiddetto “controllo da Remoto” da parte delle forze di polizia.

Come è stato ribadito più volte da entrambe le case costruttrici, i tachigrafi “intelligenti” 4.0 che saranno sul mercato da giugno 2019 ( salvo proroghe) , attraverso un antenna (DSRC)posizionata nella parte anteriore del veicolo potranno comunicare alle autoritàADEGUATAMENTE EQUIPAGGIATE alcuni dati relativi al tachigrafo stesso.

Risulta utile richiamare un articolo del regolamento 165/2014 che riguarda le dotazioni per le autorità di controllo

Con riferimento alle dotazioni per le autorità di controllo riportiamo l’art 9 del REG 165/2014

Articolo 9 c.2 Diagnosi precoce remota di eventuale manomissione o uso improprio

“….Dopo quindici anni dal momento in cui i veicoli di nuova immatricolazione devono essere dotati di un tachigrafo a norma del presente articolo e degli articoli 8 e 10, gliStati membri dotano in misura adeguata le loro autorità di controllo dell’apparecchiatura per la diagnosi precoce remota necessaria per consentire la comunicazione dei dati di cui al presente articolo, tenendo conto delle loro disposizioni e strategie specifiche in materia di attuazione.Fino a quel momento, gli Stati membri possono decidere se dotare le loro autorità di controllo di tale apparecchiatura per la diagnosi precoce remota…”

Quindi dal 2034 le autorità di controllo saranno OBBLIGATE ad avere apparecchiature adeguate ( per l’analisi remota) fino a quel momento sarà solo una facoltà.

MA QUALI DATI POTRA’ TRASMETTERE L’ANTENNA DSRC ALLE AUTORITA’ DI CONTROLLO CHE SARANNO “ADEGUATAMENTE” EQUIPAGGIATE?

NUMERO DI IMMATRICOLAZIONE DEL VEICOLO VALIDITA’ DELLA CARTA DEL CONDUCENTE INSERITA INSERIMENTO CARTA DURANTE LA GUIDA
ERRORE DATI MARCIA
DATI CONTRASTANTI MOVIMENTO VEICOLO ATTIVITA’ DI GUIDA CORRENTE
CHIUSURA ERRATA ULTIMA SESSIONE CARTA INTERRUZIONE ALIMENTAZIONE ENERGIA
GUASTO SENSORE
TENTATA VIOLAZIONE DI SICUREZZA
VELOCITA’ CORRENTE

POTRANNO ESSERE CONTROLLATI DATI PERSONALI DEL CONDCUENTE E I TEMPI DI GUIDA E RIPOSO?

NO per verificare l’attività dei conducenti sarà sempre e comunque necessario effettuare un controllo su strada regolare procedendo a fermare il veicolo ed effettuare i normali controlli sulla scheda del conducente.

RIPORTIAMO QUI SOTTO UNA TABELLA DI SINTESI ( elenco non esaustivo)

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DATI

DISPONIBILE PER LE AUTORITA’ DI POLIZIA

TEMPI DI GUIDA E RIPOSO

NO

DATI PERSONALI DEL CONDUCENTE

NO

NOME O PAESE DI ORIGINE

NO

NUMERO IMMATRICOLAZIONE VEICOLO

SI

CARTA DEL CONDUCENTE VALIDA INSERITA

SI

INSERIMENTO DELLA CARTA DURANTE LA GUIDA

SI

ERRORI DATI MARCIA

SI

DATI CONTRASTANTI MOVIMENTO      VEICOLO

SI

ATTIVITA’ DI GUIDA CORRENTE

SI

CHIUSURA ERRATA ULTIMA SESSIONE   CARTA

SI

INTERRUZIONE DELL’ALIMENTAZIONE DI ENERGIA

SI

GUASTO DEL SENSORE

SI

TENTATA VIOLAZIONE DELLA SICUREZZA

SI

TARATURA PRECEDENTE E ULTIMA

SI

VELOCITA’ CORRENTE

SI

Non sempre possibile la revoca automatica della patente

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Venerdì 22 Febbraio 2019 16:30

La Legge 41 del 2016 che introduce i delitti di omicidio stradale di lesioni personali stradali gravi o gravissime ottiene il via libera della Corte Costituzionale su alcune aggravanti, ma non sempre per la revoca automatica della patente.

Il 21 febbraio 2019, la Corte Costituzionale ha diffuso un comunicato in cui anticipa una sentenza che sarà depositata a marzo, relativa alla Legge 41 del 2016, ossia quella che introduce ildelitto di omicidio stradale e quello di lesioni personali stradali gravi o gravissime, inasprendo così le sanzioni per i responsabili di gravi incidenti. La prima decisione dei giudici costituzionali riguarda il divieto, per il magistrato che deve emettere una sentenza su tali delitti, di considerare prevalente o equivalente la circostanza attenuante speciale della “responsabilità non esclusiva” dell’imputato (che comporta la diminuzione della pena fino alla metà) rispetto alle concorrenti aggravanti speciali previste per questi reati, tra cui la guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. In questo caso, i giudici costituzionali ritengono legittimo il divieto.

Il secondo punto della decisione riguarda l’articolo 222 del Codice della Strada, nel punto in cui prevedel’automatica revoca della patente di guidain tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. I giudici costituzionali hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente solo in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la meno grave sanzione della sospensione della patente.