Sindacato In piazza per tornare a crescere


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Il Governo dimentica il lavoro e dunque il futuro del paese. I sindacati scendono in piazza per riportarlo al centro del dibattito e, possibilmente, dell’azione dell’Esecutivo. In piazza San Giovanni arriveranno domani migliaia di lavoratori, pensionati, disoccupati. Una giornata di protesta ma anche di proposta. La piattaforma unitaria con le proposte dei Cgil Cisl e Uil è stata, infatti, discussa e affrontata negli ultimi mesi in più di 100 assemblee, che hanno coinvolto più di 100mila cittadini, lavoratori, pensionati, disoccupati.

Dal palco interverranno sei delegati sindacali: un’infermiera, un rider, un pensionato, un delegato dell’Ilva di Taranto, una delegata della scuola, un lavoratore edile. Alle 12 parleranno i segretari generali delle tre confederazioni: Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Con il lavoro – scrive la segretaria generale Cisl, in un editoriale che sarà pubblicato intergralmente domani sulla prima pagina di Conquiste Tabloid – si costruisce il futuro del paese: questo diremo domani a Roma nella nostra Manifestazione nazionale, insieme a migliaia di lavoratori, pensionati, donne, immigrati e tanti giovani di tutte le regioni d’Italia. Vogliamo cambiare le scelte sbagliate del Governo e sollecitare un confronto di merito sulle vere priorità economiche e sociali, a partire dalle richieste dei più deboli e bisognosi. I venti della recessione sono di nuovo alle porte in tutta Europa ed anche nel nostro paese la crescita è pericolosamente ferma, come hanno testimoniato anche gli ultimi dati dell’Unione Europea e del Fondo Monetario, mentre si susseguono segnali negativi, con tante aziende che rischiano di chiudere, tante vertenze nazionali e locali aperte, con un calo continuo dell’occupazione stabile e della produzione industriale. Doveva essere questo il momento di decisioni nette, di equità, dopo tanti anni di sacrifici enormi fatti dai lavoratori, dai pensionati e dalle famiglie italiane per uscire definitivamente dalla crisi. Ed invece c’è il rischio di una nuova contrazione dei redditi, di un aumento del divario tra nord e sud e delle diseguaglianze sociali, per di più con una ipoteca di ben 52 miliardi sulle tasche degli italiani per far quadrare i conti nelle prossime leggi di bilancio. Non si va lontano solo con una miope politica dei ‘no'”.

L’editoriale integrale di Annamaria Furlan domani su Conquiste Tabloid

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