Decreto Genova, Decreto fiscale e Legge di Bilancio 2019

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Carissime/i,

Dipartimento Mobilità/Tpl:
interventi normativi incidenti sul Trasporto Pubblico Locale: Decreto Genova, Decreto fiscale e Legge di Bilancio 2019

gli ultimi interventi normativi, che si sono avvicendati negli ultimi mesi del 2018, hanno introdotto una serie di misure, che hanno importanti riflessi sul trasporto pubblico locale, in materia di risorse destinate al settore.

Di seguito un approfondimento delle misure più salienti.

Fondo Nazionale Tpl

(legge n. 145/2018 tabella n. 10 stato di previsione del Mit)

La legge di bilancio per l’anno 2019, non prevede interventi sulle risorse destinate al fondo nazionale Tpl. Tuttavia ricordiamo che, rispetto alla dotazione iniziale del Fondo, riconosciuta dal DL. n. 50/2017, per un importo di 4.932,6 milioni di euro al netto delle risorse destinate al finanziamento per leattività dell’Osservatorio nazionale Tpl, subisce nel 2019 una decurtazione di 58 milioni di euro pereffetto della legge di bilancio 2018 (l.205/2017 tabella n.10), attestando l’ammontare del Fondo a4.876,5 milioni di euro.

Nota: anche in questa occasione, non è stata accolta dal legislatore la proposta di adeguamento al tasso di inflazione programmata delle risorse del Fondo nazionale Tpl, sancita nel verbale di accordo sottoscritto con il Ministero dei Trasporti il 12 giugno 2017 (rif. ns. circ. n.13/2017) e più volte avanzata dalle Organizzazioni Sindacali.

Accantonamento voci di spesa temporaneamente indisponibili

(art.1 commi 117-1120 legge n. 145/2018)

La legge di bilancio ha previsto un accantonamento di 300 milioni di euro, a valere sul programma di spesa “Sviluppo e sicurezza della mobilità locale”, temporaneamente indisponibile sia in termini di competenza che di cassa, sino agli esiti del monitoraggio degli andamenti tendenziali di finanza pubblica, da effettuare entro il mese di luglio 2019.

Tale accantonamento è effettuato a valere sulla dotazione del capitolo di spesa relativo al Fondo nazionale Tpl per le Regioni a Statuto ordinario.
In caso di esito positivo del monitoraggio, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per il 2019, le risorse diventerebbero disponibili per lo stesso anno di riferimento. In caso di esito negativo del monitoraggio le risorse potrebbero essere riconfermate oppure ridotte con inevitabili effetti negativi sulla dotazione del Fondo nazionale Tpl.

Risorse indennità di malattia autoferrotranvieri

(art 5 commi 1 e 2 della l.n.130/2018 di conversione del DL n. 109/2018; art. 23 comma 1 Dl. n. 119/2018; legge n. 145/2018 tabella n. 10 stato di previsione del Mit)

Le risorse in questione (introdotte dall’art. 1, comma 273, della l. n. 266/2005 – legge finanziaria 2006),erano destinate al rimborso degli oneri sostenuti dalle aziende di trasporto pubblico locale per le indennità di malattia dei lavoratori del settore. Tali risorse ammontavano a circa 55 milioni di euro annui e venivano individuate nei residui della autorizzazione di spesa destinata al rimborso degli oneri per i rinnovi contrattuali pregressi del CCNL autoferrotranvieri nelle regioni a statuto speciale (ex art. 1, comma 1230, della legge n. 296/2006). Attraverso decreto del Ministero dei trasporti, ogni anno si individuavano e assegnavano le risorse rispetto al fabbisogno delle aziende: a titolo esemplificativo con decreto del 31 gennaio 2018 il Mit autorizzava la spesa per un importo quantificato in 53 milioni di euro utile a soddisfare il fabbisogno del 2012.

Gli ultimi interventi normativi hanno apportato delle forti riduzioni sull’ autorizzazione di spesa destinata al rimborso degli oneri per i rinnovi contrattuali pregressi del CCNL autoferrotranvieri nelle regioni a statuto speciale, incidendo indirettamente sui rimborsi per gli oneri delle indennità di malattia. Una prima riduzione, pari a 500.000 euro per la competenza 2018 e di 23 milioni di euro per la competenza 2019, è stata apportata per sostenere il Tpl di Genova e della Liguria, con il Decreto Genova (art 5 commi 1 e 2 della l.n.130/2018 di conversione del DL n. 109/2018).

Il decreto fiscale (art. 23 comma 1 Dl. n. 119/2018), nel rifinanziare alcune agevolazioni fiscali perl’autotrasporto merci, ha individuato la relativa copertura, attraverso una riduzione pari a 10,4 milioni di euro nel 2018, della autorizzazione di spesa destinato al rimborso degli oneri per i rinnovi contrattuali pregressi del CCNL autoferrotranvieri nelle regioni a statuto speciale(ex art. 1, comma 1230, della legge n. 296/2006), incidendo quindi anche sul rimborso degli oneri per le indennità di malattia dei dipendenti delle Aziende di Tpl, per gli stessi motivi di cui sopra.

Infine, la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145/2018 tabella n. 10 stato di previsione del Mit) ha introdotto un ulteriore taglio delle risorse per 27,4 milioni circa nel 2019, e per 50 milioni di euro circa a decorrere dal 2020, che andranno ad incidere sempre sulla voce di spesa destinata al rimborso degli oneri per i rinnovi contrattuali pregressi del CCNL autoferrotranvieri nelle regioni a statuto speciale

incidendo quindi, anche tale riduzione, sul rimborso degli oneri per le indennità di malattia dei dipendenti delle Aziende di Tpl

Fondo rinnovo parco autobus

(legge n. 145/2018 tabella n. 10 stato di previsione del Mit)

Le risorse destinate al fondo in questione sono riconfermate in misura pari a 750 milioni di euro per il triennio 2019-2021.

Nota: fondo reso strutturale dall’art. 1, comma 613 della l. n. 232/2016.Rimborso accise sul gasolio

(Art. 1, comma 57-58 legge n. 145/2018)

La legge di bilancio 2019 riconosce testualmente l’abrogazione dell’art. 1, co. 234 della L. n. 190/2014,che rinviava al 2019 gli effetti del taglio del 15% del credito d’imposta (DPCM 20 febbraio 2014 diattuazione dell’art. 1, co. 577-580 della L. 27 dicembre 2013, n. 147) spettante, ai fini del rimborsodell’accisa sul gasolio, alle imprese esercenti servizi di trasporto pubblico di persone con autobus e di trasporto merci.

Un caro saluto

SCIOPERO NAZIONALE DI 4 ORE 21 GENNAIO 2019 TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E NOLEGGIO CON CONDUCENTE

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Le Segreterie Nazionali

Con il pacchetto mobilità, pubblicato il 18 novembre 2017, la Commissione europea ha proposto la liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto di persone a lunga percorrenza svolto con autobus e pullman nell’unione europea, modificando il regolamento n. 1073/2009.

L’approvazione della proposta di modifica del regolamento in questione, comporterebbe l’introduzione di un meccanismo di liberalizzazione del settore, che determinerebbe la restrizione del diritto universale alla mobilità ed inevitabili effetti negativi sull’occupazione, sulla sicurezza del trasporto, dei conducenti e dei passeggeri, e sull’autonomia della gestione dei servizi stessi.

A tale proposito, da tempo e su diversi fronti, anche in collaborazione con l’Etf (sindacato europeo dei trasporti), le scriventi Segreterie Nazionali hanno messo in atto una serie di iniziative atte a contrastare la modifica proposta sostenendo l’approvazione di un emendamento di rigetto della stessa.

La proposta di modifica ha raggiunto la fase successiva del processo di codecisione ed il primo voto al Parlamento europeo si terrà in commissione trasporti il 22 gennaio 2019.

A tale proposito, ed al fine di scongiurare l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della proposta di modifica del regolamento n. 1073/2009, le scriventi Segreterie Nazionali hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti .

Roma, 4 gennaio 2019 Le Segreterie Nazionali

 

Modifiche apportate dal Decreto Fiscale, in merito alle risorse del Fondo Nazionale Tpl

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Carissime/i, 

Il 17 dicembre scorso è stato convertito in legge (L. n.136/2018) il cosiddetto Decreto fiscale (D.L n.119/2018) che, tra le altre cose, in merito alle risorse del Fondo Nazionale Tpl, modifica l’art. 27, comma 2, lettera d) del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. n.96/2017, spostando il termine di applicazione delle penalizzazioni relative al mancato affidamento dei servizi attraverso gara. Continua a leggere…

L’INPS pubblica la procedura per ottenere l’esenzione della speranza di vita per gravosi, usuranti, notturni

L’Inps ha sbloccato la procedura per la presentazione delle richieste di dispensa dal prossimo scatto della speranza di vita nei confronti dei lavoratori addetti alle mansioni gravose, lavoratori usuranti e notturni. Le indicazioni sono contenute nel messaggio numero 4804/2018.

I lavoratori interessati devono presentare domanda di pensione tramite i consueti canali (Web, Contact Center o patronati) allegando la dichiarazione del datore di lavoro redatta sull’apposito modello AP116(se lavoratore del settore privato o pubblico) o AP117 (se lavoratore domestico) reperibile sul sitoistituzionale, al percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i moduli” > “Assicurato/pensionato” attestante:1) i periodi di svolgimento delle professioni considerate attività gravose di cui all’allegato A) del decreto5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, emanato di concerto con il Ministerodell’Economia e delle finanze; 2) il contratto di lavoro applicato; 3) il livello di inquadramento attribuito;4) le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti, come individuati dall’allegatoA) del citato decreto 5 febbraio 2018.

Qualora il datore di lavoro non possa rendere la dichiarazione per accertabile oggettiva impossibilitàderivante dalla cessazione dell’attività, l’interessato è tenuto ad allegare alla domanda di pensione una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente dellaRepubblica n. 445/2000, attestante i periodi di svolgimento delle professioni c.d. gravose, il contratto di lavoro applicato, il livello di inquadramento attribuito e le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.

I lavoratori usuranti o notturni devono, invece, produrre la documentazione di cui al D.lgs 21 aprile 2011, n. 67, ed al D.M. 20 settembre 2011, come modificato dal D.M. 20 settembre 2017, attestante losvolgimento dell’attività particolarmente faticosa e pesante per il periodo indicato nell’articolo 1 commi 2 e 3 del citato decreto legislativo.

Il Dipartimento Politiche Sociali