Alla Rossignol si sciopera per l’integrativo


Schermata 2017-09-19 alle 12.34.18.png

Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04

Azienda e sindacati divisi sul rinnovo del contratto aziendale

Hanno incrociato le braccia ieri i 120 lavoratori della Rossignol Lange di Montebelluna, in provincia di Treviso. Lo sciopero di 4 ore a fine turno lo hanno deciso proprio loro, i lavoratori, al termine di un’assemblea, dopo che l’incontro tra i rappresentanti sindacali e i manager italiani del marchio di scarponi e attrezzatura da sci non ha dato esito positivo rispetto alla trattativa sul rinnovo del contratto aziendale. “Dopo diversi incontri avuti con l’azienda – spiegano Gianni Boato della Femca Cisl Belluno Treviso e MassimoMessina della Filctem Cgil Treviso – non abbiamo avuto alcuna apertura rispetto alle richieste fatte, che riguardano il ripristino delle maggiorazioni previste dal contratto nazionale per i lavoratori che prestano la flessibilità e l’au – mento economico per tutti i lavoratori del premio di risultato fermo dal 2009”. Lavoratori e sindacati avvertono che se non dovessero arrivare aperture da parte aziendale le azioni di lotta e mobilitazione saranno intensificate. Per i sindacalisti la situazione vissuta dai 120 lavoratori è paradossale poiché mentre da un lato i vertici del gruppofrancese elogiano, anche con dichiarazioni pubbliche, il livello di eccellenza della produzione realizzata a Montebelluna e la professionalità dei suoi addetti,“ dall’altro – continuano i due sindacalisti -, nel corso della trattativa, i rappresentanti aziendali non sono stati disponibili ad affrontare argomenti che riguardano la dignità del lavoro dei dipendenti”. Ancora oggi le parti sono distanti, nonostante la mediazione di Unindustria. Diversi i nodi al pettine: i sindacati chiedono di ritoccare verso l’alto il premio di produzione fermo da ben otto anni e introdurre nuove forme di welfare e indennità dovute alla flessibilità. I vertici aziendali, secondo fonti sindacali, avrebbero paventato la possibilità di trasferire all’estero la produzione di Montebelluna nel caso di aumenti sul costo del lavoro. “Qualcuno non sta rispettando i patti – afferma Boato – perché è sempre stato detto che a Montebelluna i francesi avrebbero mantenuto la produzione di almeno 40 mila paia di scarponi da sci. Ora succede che noi chiediamo un legittimo ritocco dei premi, e ci sentiamorispondere che ’non esiste aggiungere peso al costo del lavoro, o i francesi ci portano via Montebelluna’. Aquesti ricatti non ci stiamo”. “A Montebelluna la produzione nel 2017 è aumentata e la qualità stabile della manifattura è garantita dall’ec – cellenza dei lavoratori – ribadisce Messina – ecco perché un aumento del premio di risultato secondo noi è del tutto legittimo”.

Sara Martano

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...