Pensioni, sindacati insistono su blocco aumento età


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Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04Riparte il confronto traGovernoe Cgil Cisl e Uil sulla” fasedue” dell’intesa

 

Riparte al rallentatore,

      dopo la pausa estiva, il confronto tra Governo e sindacati sulla cosiddetta ”fase due” del dossier pensioni.

      Ieri il ministro Giuliano Poletti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, i leader di Cgil e Uil Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo e il segretario confederale Cisl Maurizio Petriccioli, si sono incontrati al ministero del Lavoro.

      In agenda i temi della pensione di garanzia per i giovani, il riconoscimento ai fini previdenziali del lavoro di cura familiare e il rilancio della previdenza complementare.

       Ma anche la questione della rivalutazione delle pensioni in essere, tema molto sensibile per i sindacati dei pensionati, e il blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, che ilGoverno però cerca di evitare nonostante il pressing dei sindacati.

       “Continueremo nelle prossime settimane gli incontri – dice il ministro Poletti al termine dell’incontro – oggi abbiamo affrontato il temagiovani e previdenza integrativa.

       E abbiamo messo in campo alcune proposte”. Due, al momento, le ipotesi di intervento messe sul tavolo dai tecnici dell’Economia e della Presidenza del Consiglio.

       Una riguarda un anticipo della futura pensione contributiva di garanzia dei giovani, l’altra mira a favorire l’adesione alla previdenza complementare con una messa a punto del meccanismo Rita (rendita integrativa temporanea anticipata).

      “Per noi – commenta Petriccioli – si devono creare due o tre proposte per rendere più adeguati i trattamenti pensionistici dei giovani in futuro”.

       “Abbiamo anche ribadito – aggiunge il segretario confederale Cisl – che se vogliamo incrementare la flessibilità in uscita dobbiamo intervenire sul parametro che permette di andare in pensione prima e non sono solo sul parametro della pensione più bassa”.

      “Comunque – conclude Petriccioli – in generale, dall’incontro di oggi, non c’è grande soddisfazione, pensavamo di essere più avanti”.

       “Registriamo una disponibilità alla discussione sui temi all’ordine del giorno – dice Susanna Camusso – ma una molto ampia reticenza da parte del Governo sul tema dell’aspettativa di vita.

      Noi – sottolinea la leader della Cgil – abbiamo ribadito che quello è un punto fondamentale”. “Siamo parzialmente soddisfatti dall’incontro di oggi – afferma il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo – noi pensiamo che bisogna arrivare necessariamente, entro il mese di settembre, avendo chiaro tutto quello che può uscire anche dal punto di vista delle necessità economiche che servono”.

      Mentre sul tema dell’aspettativa di vita, aggiunge Barbagallo, ”ho fiducia nel Parlamento”.

      Come a dire che dove non riuscisse l’Esecutivo ci dovranno pensare Camera e Senato a sistemare le cose.

       Sul congelamento dell’innal – zamento automatico dell’età pensionabile, sostenuto anche dai presidenti delle Commissioni Lavoro di Montecitorio e Palazzo Madama, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, con l’evidente intento di mobilizzare il mercato del lavoro evitando di inchiodare i lavoratori anziani in azienda che bloccano di conseguenza l’ingres – so dei giovani nel mondo del lavoro, il Governo sembra infatti attestato su una linea di resistenza passiva ispirata all’arte del rimando.

      “Sul tema dell’aspettativa della vita – dice infatti Poletti – confermiamo la posizione del Governo, ovvero che ne discuteremo quando l’Istat darà i termini della situazione”.

       Questo tema, conclude, “sarà elemento di discussione per categorie specifiche, come fatto l’anno scorso per i lavori usuranti.

       Un tema che non abbiamo ancora affrontato”. Il punto, però, resta centrale.

      Non solo per i sindacati.

     E qualcuno, come spera Barbagallo, dovrà pur farsene carico.

Francesco Gagliardi

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