Rei, misura seria contro la povertà


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Approvato definitivamente il decreto che introduce dal 1 gennaio il Reddito di inclusione. Passo avanti importante maservono più risorse per allargare la platea

     Dal primo gennaio prossimo arriva il ReI: il reddito d’inclusione con aiuti mensili fino a 490 euro.

      Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali.

      La misura si rivolge a una platea di 400 mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone.

       Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva ed è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà.

       Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica.

      In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione,nonsuperiore a 20.000 euro.

       In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni.

       Fermorestando il possesso dei requisiti economici, il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

       Viceversa, non è compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspiodi altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

      Il ReIèarticolato induecomponenti: un beneficio economico erogato su 12 mensilità, con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti; una componente di servizi alla persona identificata, in esitoadunavalutazionedel bisogno del nucleo familiare che terrà conto, tra l’altro, della situazione lavorativa e del profilo di occupabilità, dell’educazione, istruzione e formazione, della condizione abitativa e delle reti familiari, di prossimità esociali della persona e servirà a dar vita a un progetto personalizzato volto al superamentodella condizionedi povertà.

       Tale progetto indicherà gli obiettivi generali e i risultati specifici da raggiungere nel percorso diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, nonché i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al ReI e, infine, gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare.

     Il ReI sarà concesso per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere nuovamente.

       Il decreto istituisce inoltre la Rete della protezione e dell’inclusione sociale.

      Si tratta di una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali, nonché di coinvolgimento nelle decisioni programmatiche del terzo settore, delle parti sociali e degli altri stakeholder.

      La Rete si articola in tavoli regionali e territoriali e ha l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistemasuperando le attuali sperequazioni territoriali.

       Di ”passo molto positivo” parla Roberto Rossini, presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la povertà. Per Rossini ”si conclude un iter avviato ad aprile attraverso la firma del memorandum che aveva impegnato il governoademanareundecreto legislativo”.

    Adesso ”l’obiettivo deve essere di allargare l’intervento all’intera platea dei poveri assoluti in Italia che è di 4 milioni e 800 mila persone. Infatti con le risorse ad oggi disponibili si copre poco più di un terzo della platea degli aventi diritto”.

      Sulla stessa linea lAnnamaria Furlan, leader della Cisl che fa parte dell’Al – leanza. Per Furlan ”il Rei è indubbiamente un provvedimento importante.

      Ma servonomaggiori risorsee servizi sociali moderni per sostenere le famiglie ed i più deboli”.

Giampiero Guadagni

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