Siccità, 2mld di danni Agricoltura al collasso


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Coldiretti presenta ilprimo conto delleconseguenze delle anomalie climatiche

 

     Arriva da Coldiretti il primo conto dei danni prodotti dalla siccità e dalle altre anomalie climatiche che da inizio anno hanno colpito l’Italia. Si tratta di una cifra astronomica: 2 miliardi di euro.

     L’emergenza idrica, infatti, interessa ormai i due terzi della superficie agricola nazionale ed ha provocato danni ingenti e costi extra in tutte le regioni.

      “Nei campi – denuncia Coldiretti – è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni”, ed in parallelo i violenti nubifragi con trombe d’aria e grandine a macchia di leopardo hanno fatto salire il conto dei danni di un’agricoltura già stremata dalla siccità e profondamente segnata dal rincorrersi di eventi estremi, con il divampare di incendi che hanno colpito non solo boschi ma anche allevamenti, pascoli, vigneti e uliveti, con un impatto devastante su ambiente, economia, lavoro e turismo.

      Le perdite più ingenti, nell’ordine di 310 milioni di euro, si sono verificate in Calabria, con gli ulivi che registrano perdite medie del 35-40%, i grappoli d’uva bruciati per il 15% ed un forte aumenti dei costi di irrigazione.

     Le perdite della Lombardia, per i 2/3 legate ai danni a colture di mais e frumento, ammontano a 90 milioni, mentre in Emilia Romagna le sole province di Parma e Piacenza toccano quota 100 milioni (colpite colture di pomodoro, cereali, frutta, ortaggi barbabietola e soia), a cui si aggiungono altri 50 milioni di danni a causa di grandinate e nubifragi.

      In Piemonte soffrono soprattutto le province di Cuneo, Asti e Alessandria, con una resa della campagna cerealicola in calo del 30%; in Liguria sono in crisi in particolare gli uliveti dell’Imperiese, la zona di Andora e quella di Albenga, dove è a rischio la produzione del basilico.

      Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni che si sono registrati in Toscana (50 milioni solo alle coltivazioni di grano tenero), altri 30 nelle Marche, 60 in Umbria, 90-110 nel Lazio dove ad essere colpita è soprattutto la zona di Latina e dove è compromesso il 50% dei raccolti di mais, ortaggi e meloni.

     “E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza a una nuova cultura delle prevenzione”, sostiene il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo,, secondo il quale “appare difficile continuare a parlare della tropicalizzazione del clima come di un evento eccezionale: se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi.

      Occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque ed il potenziamento della rete di invasi perché non è più possibile perdere ogni anno 9 litri di pioggia su 10″.

      La lunga siccità ha messo a dura prova tutte le province della Campania dove la Regione ha chiesto al Governo di dichiarare lo stato di calamità naturale.

      La Coldiretti stima che i danni possano ammontare a circa 200 milioni di euro, ma occorrerà attendere la fine dell’estate per comprenderne la reale dimensione.

      In Abruzzo, nella sola Marsica che contribuisce a generare il 25% del Pil agricolo con 13 mila ettari coltivati, si stimano perdite di ricavo, legate alla produzione orticola, all’olivicoltura e alla zootecnia, di circa 200 milioni di euro con conseguenti ripercussioni sull’intera economia regionale.

      Ma soffrono anche gli agrumeti, i vigneti di uva da tavola e da vino.

      Grossi problemi di siccità nel Metapontino in Basilicata, con notevoli danni alle colture frutticole, agrumicole e orticole, e nella zona della val d’Agri e del Vulture alla viticoltura e alla orticoltura di fine estate.

R.R.

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