Legge di riforma del sistema penale e reato di stalking


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Roma, 2 agosto 2017

Carissime/i,

      domani, 3 agosto, entrerà in vigore la legge 23 giugno 2017, n. 103, concernente “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” (v. allegato).

      Il provvedimento interviene su diversi aspetti della materia penale ed anche, come abbiamo anticipato in più occasioni, sul reato di stalking.

     In particolare, riguardo all’introduzione della causa di estinzione del reato per condotte riparatorie (nuovo art. 162ter del Codice penale), si conferma l’impianto originario della norma, su cui avevamo espresso perplessità e preoccupazioni già durante la fase di discussione parlamentare, chiedendone pertanto esplicitamente l’esclusione.

      Ricordiamo che tale istanza è stata oggetto anche di uno specifico ordine del giorno approvato recentemente dal nostro XVIII Congresso confederale.

     Su queste basi abbiamo avanzato unitariamente una richiesta di incontro al Ministro della Giustizia per discutere insieme nel merito le ricadute di questo provvedimento e trovare soluzioni condivise che mettano le vittime di stalking al riparo da ogni possibile depotenziamento delle misure di tutela e sicurezza da applicare nei loro confronti.

     Continueremo a sollecitare le istituzioni in questa direzione, anche attraverso specifiche iniziative, per giungere prima possibile ad assicurare che nessuna denuncia per il reato di stalking possa rientrare in alcun modo in una sanzione riparatoria.

Cordiali saluti                                         Annamaria Furlan

 

4-7-2017 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale – n. 154 LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI

LEGGE 23 giugno 2017, n. 103.
Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale

e all’ordinamento penitenziario.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA la seguente legge:

Art. 1.

1. Dopo l’articolo 162-bis del codice penale è inserito il seguente:

«Art. 162-ter (Estinzione del reato per condotte ripa- ratorie). — Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno ca- gionato dal reato, mediante le restituzioni o il risarcimen- to, e ha eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose del reato. Il risarcimento del danno può es- sere riconosciuto anche in seguito ad offerta reale ai sensi degli articoli 1208 e seguenti del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo.

Quando dimostra di non aver potuto adempiere, per fat- to a lui non addebitabile, entro il termine di cui al primo comma, l’imputato può chiedere al giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a sei mesi, per prov- vedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento; in tal caso il giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva udienza alla scadenza del termine sta- bilito e comunque non oltre novanta giorni dalla predetta scadenza, imponendo specifiche prescrizioni. Durante la sospensione del processo, il corso della prescrizione resta sospeso. Si applica l’articolo 240, secondo comma.

Il giudice dichiara l’estinzione del reato, di cui al primo comma, all’esito positivo delle condotte riparatorie».

2. Le disposizioni dell’articolo 162-ter del codice pena- le, introdotto dal comma 1, si applicano anche ai processi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e il giudice dichiara l’estinzione anche quando le condotte riparatorie siano state compiute oltre il termine della di- chiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

3. L’imputato, nella prima udienza, fatta eccezione per quella del giudizio di legittimità, successiva alla data di entrata in vigore della presente legge, può chiedere la fis- sazione di un termine, non superiore a sessanta giorni, per provvedere alle restituzioni, al pagamento di quan- to dovuto a titolo di risarcimento e all’eliminazione, ove possibile, delle conseguenze dannose o pericolose del

reato, a norma dell’articolo 162-ter del codice penale, in- trodotto dal comma 1. Nella stessa udienza l’imputato, qualora dimostri di non poter adempiere, per fatto a lui non addebitabile, nel termine di sessanta giorni, può chie- dere al giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a sei mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale, di quanto dovuto a titolo di risarcimento.

4. Nei casi previsti dal comma 3, il giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo e fissa la successiva udienza alla scadenza del termine stabilito ai sensi del citato comma 3. Durante la sospensione del pro- cesso, il corso della prescrizione resta sospeso. Si applica l’articolo 240, secondo comma, del codice penale.

5. All’articolo 416-ter, primo comma, del codice pena- le, le parole: «da quattro a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni».

6. All’articolo 624-bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «è punito con la re- clusione da uno a sei anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032» sono sostituite dalle seguenti: «è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 927 a euro 1.500»;

b) al terzo comma, le parole: «La pena è della reclu- sione da tre a dieci anni e della multa da euro 206 a euro 1.549» sono sostituite dalle seguenti: «La pena è della re- clusione da quattro a dieci anni e della multa da euro 927 a euro 2.000»;

c) dopo il terzo comma è aggiunto il seguente:

«Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 625-bis, concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti di cui all’articolo 625, non posso- no essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a que- ste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall’aumento conseguente alle predette circostanze aggravanti».

7. All’articolo 625, primo comma, alinea, del codice penale, le parole: «La pena per il fatto previsto dall’arti- colo 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.032» sono sostituite dalle seguenti: «La pena per il fatto previsto dall’articolo 624 è della re- clusione da due a sei anni e della multa da euro 927 a euro 1.500».

8. All’articolo 628 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma, le parole: «è punito con la re- clusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065» sono sostituite dalle seguenti: «è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e con la multa da euro 927 a euro 2.500»;

b) al terzo comma, le parole: «La pena è della reclu- sione da quattro anni e sei mesi a venti anni e della multa da euro 1.032 a euro 3.098» sono sostituite dalle seguenti: «La pena è della reclusione da cinque a venti anni e della multa da euro 1.290 a euro 3.098»;

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c) dopo il terzo comma è inserito il seguente:

«Se concorrono due o più delle circostanze di cui al terzo comma del presente articolo, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’ar- ticolo 61, la pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 1.538 a euro 3.098».

9. All’articolo 629, secondo comma, del codice penale, le parole: «da sei a venti anni» sono sostituite dalle se- guenti: «da sette a venti anni».

10. All’articolo 158 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Per i reati previsti dall’articolo 392, comma 1-bis, del codice di procedura penale, se commessi nei confronti di minore, il termine della prescrizione decorre dal compi- mento del diciottesimo anno di età della persona offesa, salvo che l’azione penale sia stata esercitata precedente- mente. In quest’ultimo caso il termine di prescrizione de- corre dall’acquisizione della notizia di reato».

11. All’articolo 159 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma:
1) i numeri 1) e 2) sono sostituiti dai seguenti:

«1) autorizzazione a procedere, dalla data del provvedimento con cui il pubblico ministero presenta la richiesta sino al giorno in cui l’autorità competente la accoglie;

2) deferimento della questione ad altro giudi- zio, sino al giorno in cui viene decisa la questione»;

2) dopo il numero 3-bis) è aggiunto il seguente:

«3-ter) rogatorie all’estero, dalla data del prov- vedimento che dispone una rogatoria sino al giorno in cui l’autorità richiedente riceve la documentazione richiesta, o comunque decorsi sei mesi dal provvedimento che di- spone la rogatoria»;

b) dopo il primo comma sono inseriti i seguenti:
«Il corso della prescrizione rimane altresì sospeso nei

seguenti casi:

1) dal termine previsto dall’articolo 544 del codice di procedura penale per il deposito della motivazione del- la sentenza di condanna di primo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositivo della sentenza che definisce il grado successivo di giudizio, per un tempo comunque non superiore a un anno e sei mesi;

2) dal termine previsto dall’articolo 544 del codi- ce di procedura penale per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di secondo grado, anche se emessa in sede di rinvio, sino alla pronuncia del dispositi- vo della sentenza definitiva, per un tempo comunque non superiore a un anno e sei mesi.

I periodi di sospensione di cui al secondo comma sono computati ai fini della determinazione del tempo neces- sario a prescrivere dopo che la sentenza del grado suc- cessivo ha prosciolto l’imputato ovvero ha annullato la sentenza di condanna nella parte relativa all’accertamen- to della responsabilità o ne ha dichiarato la nullità ai sensi dell’articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis, del codice di pro- cedura penale.

Se durante i termini di sospensione di cui al secondo comma si verifica un’ulteriore causa di sospensione di cui al primo comma, i termini sono prolungati per il periodo corrispondente»;

c) il secondo comma è abrogato.

12. All’articolo 160, secondo comma, del codice pena- le, dopo le parole: «davanti al pubblico ministero» sono inserite le seguenti: «o alla polizia giudiziaria, su delega del pubblico ministero,».

13. Il primo comma dell’articolo 161 del codice penale è sostituito dal seguente:

«L’interruzione della prescrizione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato. La sospensione del- la prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo».

14. Al secondo comma dell’articolo 161 del codice penale, dopo le parole: «della metà» sono inserite le se- guenti: «per i reati di cui agli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322-bis, limitatamente ai delitti ri- chiamati dal presente comma, e 640-bis, nonché».

15. Le disposizioni di cui ai commi da 10 a 14 si ap- plicano ai fatti commessi dopo la data di entrata in vigore della presente legge.

16. Il Governo è delegato ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi per la modifica della disciplina del regi- me di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicu- rezza personali e per il riordino di alcuni settori del codice penale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere la procedibilità a querela per i reati contro la persona puniti con la sola pena edittale pecu- niaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, fatta eccezione per il delitto di cui all’ar- ticolo 610 del codice penale, e per i reati contro il patri- monio previsti dal codice penale, salva in ogni caso la procedibilità d’ufficio qualora ricorra una delle seguenti condizioni:

1) la persona offesa sia incapace per età o per infermità;

2) ricorrano circostanze aggravanti ad effetto spe- ciale ovvero le circostanze indicate nell’articolo 339 del codice penale;

3) nei reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravità;

b) prevedere che, per i reati perseguibili a querela ai sensi della lettera a), commessi prima della data di entrata in vigore delle disposizioni emanate in attuazione della medesima lettera a), il termine per presentare la querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato; prevede- re che, se è pendente il procedimento, il pubblico mini- stero o il giudice informa la persona offesa dal reato della facoltà di esercitare il diritto di querela e il termine de- corre dal giorno in cui la persona offesa è stata informata;

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c) revisione della disciplina delle misure di sicurezza personali ai fini della espressa indicazione del divieto di sottoporre a misure di sicurezza personali per fatti non preveduti come reato dalla legge del tempo in cui furo- no commessi; rivisitazione, con riferimento ai soggetti imputabili, del regime del cosiddetto «doppio binario», prevedendo l’applicazione congiunta di pena e misure di sicurezza personali, nella prospettiva del minor sacrifi- cio possibile della libertà personale, soltanto per i delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale e prevedendo comunque la durata mas- sima delle misure di sicurezza personali, l’accertamento periodico della persistenza della pericolosità sociale e la revoca delle misure di sicurezza personali quando la pe- ricolosità sia venuta meno; revisione del modello defi- nitorio dell’infermità, mediante la previsione di clausole in grado di attribuire rilevanza, in conformità a consoli- date posizioni scientifiche, ai disturbi della personalità; previsione, nei casi di non imputabilità al momento del fatto, di misure terapeutiche e di controllo, determinate nel massimo e da applicare tenendo conto della necessità della cura, e prevedendo l’accertamento periodico della persistenza della pericolosità sociale e della necessità del- la cura e la revoca delle misure quando la necessità della cura o la pericolosità sociale siano venute meno; previ- sione, in caso di capacità diminuita, dell’abolizione del sistema del doppio binario e previsione di un trattamento sanzionatorio finalizzato al superamento delle condizioni che hanno diminuito la capacità dell’agente, anche me- diante il ricorso a trattamenti terapeutici o riabilitativi e l’accesso a misure alternative, fatte salve le esigenze di prevenzione a tutela della collettività;

d) tenuto conto dell’effettivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e dell’assetto delle nuo- ve residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), previsione della destinazione alle REMS priori- tariamente dei soggetti per i quali sia stato accertato in via definitiva lo stato di infermità al momento della commis- sione del fatto, da cui derivi il giudizio di pericolosità so- ciale, nonché dei soggetti per i quali l’infermità di mente sia sopravvenuta durante l’esecuzione della pena, degli imputati sottoposti a misure di sicurezza provvisorie e di tutti coloro per i quali occorra accertare le relative condi- zioni psichiche, qualora le sezioni degli istituti peniten- ziari alle quali sono destinati non siano idonee, di fatto, a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi, con riferi- mento alle peculiari esigenze di trattamento dei soggetti e nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.

17. I decreti legislativi di cui al comma 16 sono adot- tati, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su proposta del Ministro della giustizia. I relativi schemi sono trasmessi alle Camere, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi, per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamen- tari competenti per materia e per i profili finanziari. I pa- reri sono resi nel termine di quarantacinque giorni, decor- si i quali i decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine di delega pre- visto dal comma 16, o successivamente, quest’ultimo ter- mine è prorogato di sessanta giorni. Il Governo, qualora

non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari ele- menti integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro venti giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i de- creti possono essere comunque emanati.

18. Il Governo è delegato ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la revisione della disciplina del casellario giudiziale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) rivedere la disciplina del casellario giudiziale ade- guandola alle modifiche intervenute nella materia penale, anche processuale, e ai princìpi e criteri contenuti nella normativa nazionale e nel diritto dell’Unione europea in materia di protezione dei dati personali, perseguendo gli obiettivi di semplificazione e di riduzione degli adempi- menti amministrativi, e provvedere all’abrogazione del comma 1 dell’articolo 5 del testo unico di cui al decre- to del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313, nonché rivedere i presupposti in tema di elimi- nazione delle iscrizioni per adeguarli all’attuale durata media della vita umana;

b) consentire alle pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi di ottenere dall’Ufficio del ca- sellario centrale il certificato generale contenente le iscri- zioni presenti nella banca dati al nome di una determinata persona, quando tale certificato è necessario all’esercizio delle loro funzioni, previamente riservando ad apposite convenzioni, stipulate con le amministrazioni interessate, la puntuale fissazione, per ciascun procedimento ammi- nistrativo di competenza, delle norme di riferimento, di limiti e condizioni di accesso volti ad assicurare la riser- vatezza dei dati personali e degli specifici reati ostativi inerenti ogni singolo procedimento, nonché comunque di ogni ulteriore indicazione necessaria per consentire la realizzazione di una procedura automatizzata di accesso selettivo alla banca dati;

c) eliminare la previsione dell’iscrizione dei provve- dimenti applicativi della causa di non punibilità della par- ticolare tenuità del fatto, prevedendo che sia il pubblico ministero a verificare, prima che venga emesso il provve- dimento, che il fatto addebitato sia occasionale; rimodu- lare i limiti temporali per l’eliminazione delle iscrizioni delle condanne per fatti di modesta entità, quali quelle irrogate con decreto penale, con provvedimento della giu- risdizione di pace, con provvedimento applicativo della pena su richiesta delle parti, per pene determinate in mi- sura comunque non superiore a sei mesi, in modo tale da favorire il reinserimento sociale con modalità meno gravose.

19. Il decreto legislativo di cui al comma 18 è adottato, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su proposta del Ministro della giustizia. Il relativo schema è trasmesso alle Camere, corredato di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo, per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri

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sono resi nel termine di quarantacinque giorni, decorsi i quali il decreto può essere comunque emanato. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine di delega previsto dal comma 18, o successivamente, quest’ultimo termine è prorogato di sessanta giorni.

20. Il Governo è delegato ad adottare, nei termini e con la procedura di cui ai commi 16 e 17, decreti legislativi recanti le norme di attuazione delle disposizioni previste nei commi 16 e 18 e le norme di coordinamento delle stesse con tutte le altre leggi dello Stato, nonché le norme di carattere transitorio.

21. All’articolo 71, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «partecipazione al procedimento» sono inserite le seguenti: «e che tale stato è reversibile» e le parole: «che questo» sono sostituite dalle seguenti: «che il procedimento».

22. Dopo l’articolo 72 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

«Art. 72-bis (Definizione del procedimento per inca- pacità irreversibile dell’imputato). — 1. Se, a seguito degli accertamenti previsti dall’articolo 70, risulta che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedire la co- sciente partecipazione al procedimento e che tale stato è irreversibile, il giudice, revocata l’eventuale ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere, salvo che ricorrano i presupposti per l’applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca».

23. All’articolo 345, comma 2, del codice di proce- dura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché quando, dopo che è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere o di non doversi procedere a norma dell’articolo 72-bis, lo stato di incapacità dell’im- putato viene meno o si accerta che è stato erroneamente dichiarato».

24. All’articolo 162 del codice di procedura penale, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

«4-bis. L’elezione di domicilio presso il difensore d’uf- ficio non ha effetto se l’autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di elezione, l’assenso del difensore domiciliatario».

25. All’articolo 104, comma 3, del codice di procedura penale, dopo le parole: «indagini preliminari» sono inse- rite le seguenti: «per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater».

26. All’articolo 335 del codice di procedura penale, dopo il comma 3-bis è aggiunto il seguente:

«3-ter. Senza pregiudizio del segreto investigativo, de- corsi sei mesi dalla data di presentazione della denuncia, ovvero della querela, la persona offesa dal reato può chie- dere di essere informata dall’autorità che ha in carico il procedimento circa lo stato del medesimo».

27. All’articolo 90-bis, comma 1, del codice di proce- dura penale, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

«b) alla facoltà di ricevere comunicazione del proce- dimento e delle iscrizioni di cui all’articolo 335, commi 1, 2 e 3-ter».

28. All’articolo 360 del codice di procedura penale, dopo il comma 4 è inserito il seguente:

«4-bis. La riserva di cui al comma 4 perde efficacia e non può essere ulteriormente formulata se la richiesta di incidente probatorio non è proposta entro il termine di dieci giorni dalla formulazione della riserva stessa».

29. All’articolo 360, comma 5, del codice di procedura penale sono premesse le seguenti parole: «Fuori del caso di inefficacia della riserva di incidente probatorio previ- sto dal comma 4-bis,».

30. Al codice di procedura penale sono apportate le se- guenti modificazioni:

a) all’articolo 407, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

«3-bis. In ogni caso il pubblico ministero è tenuto a esercitare l’azione penale o a richiedere l’archiviazione entro il termine di tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini e comunque dalla sca- denza dei termini di cui all’articolo 415-bis. Nel caso di cui al comma 2, lettera b), del presente articolo, su richie- sta presentata dal pubblico ministero prima della scaden- za, il procuratore generale presso la corte di appello può prorogare, con decreto motivato, il termine per non più di tre mesi, dandone notizia al procuratore della Repubblica. Il termine di cui al primo periodo del presente comma è di quindici mesi per i reati di cui al comma 2, lettera a), nu- meri 1), 3) e 4), del presente articolo. Ove non assuma le proprie determinazioni in ordine all’azione penale nel ter- mine stabilito dal presente comma, il pubblico ministero ne dà immediata comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello»;

b) il primo periodo del comma 1 dell’articolo 412 è sostituito dal seguente: «Il procuratore generale presso la corte di appello, se il pubblico ministero non esercita l’azione penale o non richiede l’archiviazione nel termine previsto dall’articolo 407, comma 3-bis, dispone, con de- creto motivato, l’avocazione delle indagini preliminari».

31. All’articolo 408 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 3, le parole: «nel termine di dieci gior- ni» sono sostituite dalle seguenti: «nel termine di venti giorni»;

b) al comma 3-bis, dopo le parole: «per i delitti com- messi con violenza alla persona» sono inserite le seguen- ti: «e per il reato di cui all’articolo 624-bis del codice penale» e le parole: «venti giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni».

32. All’articolo 409 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «il giudice» sono inserite le seguenti: «entro tre mesi»;

b) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le seguenti pa- role: «, altrimenti provvede entro tre mesi sulle richieste»;

c) il comma 6 è abrogato.
33. Dopo l’articolo 410 del codice di procedura penale

è inserito il seguente:

«Art. 410-bis (Nullità del provvedimento di archi- viazione). — 1. Il decreto di archiviazione è nullo se è emesso in mancanza dell’avviso di cui ai commi 2 e 3- bis dell’articolo 408 e al comma 1-bis dell’articolo 411 ovvero prima che il termine di cui ai commi 3 e 3-bis

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del medesimo articolo 408 sia scaduto senza che sia stato presentato l’atto di opposizione. Il decreto di archiviazio- ne è altresì nullo se, essendo stata presentata opposizione, il giudice omette di pronunciarsi sulla sua ammissibilità o dichiara l’opposizione inammissibile, salvi i casi di inos- servanza dell’articolo 410, comma 1.

2. L’ordinanza di archiviazione è nulla solo nei casi previsti dall’articolo 127, comma 5.

3. Nei casi di nullità previsti dai commi 1 e 2, l’inte- ressato, entro quindici giorni dalla conoscenza del prov- vedimento, può proporre reclamo innanzi al tribunale in composizione monocratica, che provvede con ordinanza non impugnabile, senza intervento delle parti interessa- te, previo avviso, almeno dieci giorni prima, dell’udienza fissata per la decisione alle parti medesime, che possono presentare memorie non oltre il quinto giorno precedente l’udienza.

4. Il giudice, se il reclamo è fondato, annulla il provve- dimento oggetto di reclamo e ordina la restituzione degli atti al giudice che ha emesso il provvedimento. Altrimen- ti conferma il provvedimento o dichiara inammissibile il reclamo, condannando la parte privata che lo ha proposto al pagamento delle spese del procedimento e, nel caso di inammissibilità, anche al pagamento di una somma in fa- vore della cassa delle ammende nei limiti di quanto pre- visto dall’articolo 616, comma 1».

34. Al comma 1 dell’articolo 411 del codice di pro- cedura penale, le parole: «degli articoli 408, 409 e 410» sono sostituite dalle seguenti: «degli articoli 408, 409, 410 e 410-bis».

35. All’articolo 415 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. Il termine di cui al comma 2 dell’articolo 405 decorre dal provvedimento del giudice».

36. Le disposizioni di cui al comma 30 si applicano ai procedimenti nei quali le notizie di reato sono iscritte nell’apposito registro di cui all’articolo 335 del codice di procedura penale successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

37. All’articolo 15, comma 1, della legge 16 aprile 2015, n. 47, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La relazione contiene inoltre i dati relativi alle sentenze di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, pronunciate nell’anno precedente, con speci- ficazione delle ragioni di accoglimento delle domande e dell’entità delle riparazioni, nonché i dati relativi al nu- mero di procedimenti disciplinari iniziati nei riguardi dei magistrati per le accertate ingiuste detenzioni, con indica- zione dell’esito, ove conclusi».

38. All’articolo 428, commi 1, alinea, e 2, primo pe- riodo, del codice di procedura penale, le parole: «ricorso per cassazione» sono sostituite dalla seguente: «appello».

39. All’articolo 428 del codice di procedura penale, il secondo periodo del comma 2 è soppresso.

40. All’articolo 428 del codice di procedura penale, il comma 3 è sostituito dai seguenti:

«3. Sull’impugnazione la corte di appello decide in camera di consiglio con le forme previste dall’artico- lo 127. In caso di appello del pubblico ministero, la cor- te, se non conferma la sentenza, pronuncia decreto che dispone il giudizio, formando il fascicolo per il dibatti- mento secondo le disposizioni degli articoli 429 e 431, o sentenza di non luogo a procedere con formula meno favorevole all’imputato. In caso di appello dell’imputato, la corte, se non conferma la sentenza, pronuncia senten- za di non luogo a procedere con formula più favorevole all’imputato.

3-bis. Contro la sentenza di non luogo a procedere pro- nunciata in grado di appello possono ricorrere per cassa- zione l’imputato e il procuratore generale solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’articolo 606.

3-ter. Sull’impugnazione la corte di cassazione de- cide in camera di consiglio con le forme previste dall’articolo 611».

41. Il comma 4 dell’articolo 438 del codice di procedu- ra penale è sostituito dal seguente:

«4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinan- za con la quale dispone il giudizio abbreviato. Quando l’imputato chiede il giudizio abbreviato immediatamen- te dopo il deposito dei risultati delle indagini difensive, il giudice provvede solo dopo che sia decorso il termine non superiore a sessanta giorni, eventualmente richiesto dal pubblico ministero, per lo svolgimento di indagini suppletive limitatamente ai temi introdotti dalla difesa. In tal caso, l’imputato ha facoltà di revocare la richiesta».

42. All’articolo 438 del codice di procedura penale, dopo il comma 5 è inserito il seguente:

«5-bis. Con la richiesta presentata ai sensi del comma 5 può essere proposta, subordinatamente al suo rigetto, la richiesta di cui al comma 1, oppure quella di applicazione della pena ai sensi dell’articolo 444».

43. All’articolo 438 del codice di procedura penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«6-bis. La richiesta di giudizio abbreviato proposta nell’udienza preliminare determina la sanatoria delle nul- lità, sempre che non siano assolute, e la non rilevabilità delle inutilizzabilità, salve quelle derivanti dalla viola- zione di un divieto probatorio. Essa preclude altresì ogni questione sulla competenza per territorio del giudice».

44. Al primo periodo del comma 2 dell’articolo 442 del codice di procedura penale, le parole: «è diminuita di un terzo» sono sostituite dalle seguenti: «è diminuita della metà se si procede per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto».

45. All’articolo 452, comma 2, del codice di procedura penale, dopo le parole: «442 e 443;» sono inserite le se- guenti: «si applicano altresì le disposizioni di cui all’arti- colo 438, comma 6-bis;».

46. All’articolo 458, comma 1, del codice di procedura penale sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Si appli- cano le disposizioni di cui all’articolo 438, comma 6-bis. Con la richiesta l’imputato può eccepire l’incompetenza per territorio del giudice».

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47. All’articolo 458 del codice di procedura penale, il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Il giudice fissa con decreto l’udienza in camera di consiglio dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all’imputato, al difensore e alla per- sona offesa. Qualora riconosca la propria incompetenza, il giudice la dichiara con sentenza e ordina la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice compe- tente. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all’articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l’ordinanza con cui era stato dispo- sto il giudizio abbreviato, fissa l’udienza per il giudizio immediato».

48. All’articolo 464, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «442 e 443;» sono inserite le se- guenti: «si applicano altresì le disposizioni di cui all’arti- colo 438, comma 6-bis;».

49. All’articolo 130 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Quando nella sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti si devono rettificare solo la specie e la quantità della pena per errore di denominazio- ne o di computo, la correzione è disposta, anche d’ufficio, dal giudice che ha emesso il provvedimento. Se questo è impugnato, alla rettificazione provvede la corte di cassa- zione a norma dell’articolo 619, comma 2».

50. All’articolo 448 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. Il pubblico ministero e l’imputato possono pro- porre ricorso per cassazione contro la sentenza solo per motivi attinenti all’espressione della volontà dell’imputa- to, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all’erronea qualificazione giuridica del fatto e all’illegali- tà della pena o della misura di sicurezza».

51. Le disposizioni del comma 2-bis dell’articolo 448 del codice di procedura penale, introdotto dal comma 50, non si applicano nei procedimenti nei quali la richiesta di applicazione della pena ai sensi dell’articolo 444 del co- dice di procedura penale è stata presentata anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.

52. Al comma 1 dell’articolo 546 del codice di proce- dura penale, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

«e) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, con l’indicazione dei risultati acquisiti e dei criteri di valutazione della prova adottati e con l’enunciazione delle ragioni per le quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie, con riguardo:

1) all’accertamento dei fatti e delle circostanze che si riferiscono all’imputazione e alla loro qualificazio- ne giuridica;

2) alla punibilità e alla determinazione della pena, secondo le modalità stabilite dal comma 2 dell’artico- lo 533, e della misura di sicurezza;

3) alla responsabilità civile derivante dal reato;

4) all’accertamento dei fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali».

53. All’articolo 459 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Nel caso di irrogazione di una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva, il giudice, per de- terminare l’ammontare della pena pecuniaria, individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l’im- putato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva. Nella determinazione dell’ammontare di cui al periodo prece- dente il giudice tiene conto della condizione economica complessiva dell’imputato e del suo nucleo familiare. Il valore giornaliero non può essere inferiore alla somma di euro 75 di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva e non può superare di tre volte tale ammontare. Alla pena pecuniaria irrogata in sostituzione della pena detentiva si applica l’articolo 133-ter del codice penale».

54. All’articolo 571, comma 1, del codice di procedura penale sono premesse le seguenti parole: «Salvo quanto previsto per il ricorso per cassazione dall’articolo 613, comma 1,».

55. L’articolo 581 del codice di procedura penale è so- stituito dal seguente:

«Art. 581 (Forma dell’impugnazione). — 1. L’impu- gnazione si propone con atto scritto nel quale sono indi- cati il provvedimento impugnato, la data del medesimo e il giudice che lo ha emesso, con l’enunciazione specifica, a pena di inammissibilità:

a) dei capi o dei punti della decisione ai quali si rife- risce l’impugnazione;

b) delle prove delle quali si deduce l’inesistenza, l’omessa assunzione o l’omessa o erronea valutazione;

c) delle richieste, anche istruttorie;
d) dei motivi, con l’indicazione delle ragioni di dirit-

to e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta».

56. Dopo l’articolo 599 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

«Art. 599-bis (Concordato anche con rinuncia ai moti- vi di appello). — 1. La corte provvede in camera di con- siglio anche quando le parti, nelle forme previste dall’ar- ticolo 589, ne fanno richiesta dichiarando di concordare sull’accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di ap- pello, con rinuncia agli altri eventuali motivi. Se i motivi dei quali viene chiesto l’accoglimento comportano una nuova determinazione della pena, il pubblico ministero, l’imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria indicano al giudice anche la pena sulla quale sono d’accordo.

2. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i pro- cedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, primo, secondo, terzo e quinto comma, 600-quater, secondo comma, 600-quater.1, relativamen- te alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-qua- ter e 609-octies del codice penale, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, pro- fessionali o per tendenza.

3. Il giudice, se ritiene di non poter accogliere, allo sta- to, la richiesta, ordina la citazione a comparire al dibatti- mento. In questo caso la richiesta e la rinuncia perdono effetto, ma possono essere riproposte nel dibattimento.

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4. Fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 53, il procuratore generale presso la corte di appello, sentiti i magistrati dell’ufficio e i procuratori del- la Repubblica del distretto, indica i criteri idonei a orien- tare la valutazione dei magistrati del pubblico ministero nell’udienza, tenuto conto della tipologia dei reati e della complessità dei procedimenti».

57. All’articolo 602 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Se le parti richiedono concordemente l’accogli- mento, in tutto o in parte, dei motivi di appello a norma dell’articolo 599-bis, il giudice, quando ritiene che la ri- chiesta deve essere accolta, provvede immediatamente; altrimenti dispone la prosecuzione del dibattimento. La richiesta e la rinuncia ai motivi non hanno effetto se il giudice decide in modo difforme dall’accordo».

58. Dopo il comma 3 dell’articolo 603 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

«3-bis. Nel caso di appello del pubblico ministero con- tro una sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa, il giudice dispo- ne la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale».

59. All’articolo 48 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti pa- role: «, che può essere aumentata fino al doppio, tenuto conto della causa di inammissibilità della richiesta»;

b) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

«6-bis. Gli importi di cui al comma 6 sono adeguati ogni due anni con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto nazio- nale di statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente».

60. All’articolo 325, comma 3, del codice di procedura penale, le parole: «dell’articolo 311, commi 3 e 4» sono sostituite dalle seguenti: «dell’articolo 311, commi 3, 4 e 5».

61. All’articolo 610, comma 1, quarto periodo, del codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le se- guenti parole: «con riferimento al contenuto dei motivi di ricorso».

62. Dopo il comma 5 dell’articolo 610 del codice di procedura penale è aggiunto il seguente:

«5-bis. Nei casi previsti dall’articolo 591, comma 1, lettere a), limitatamente al difetto di legittimazione, b), c), esclusa l’inosservanza delle disposizioni dell’artico- lo 581, e d), la corte dichiara senza formalità di procedura l’inammissibilità del ricorso. Allo stesso modo la corte dichiara l’inammissibilità del ricorso contro la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti e con- tro la sentenza pronunciata a norma dell’articolo 599-bis. Contro tale provvedimento è ammesso il ricorso straordi- nario a norma dell’articolo 625-bis».

63. All’articolo 613, comma 1, del codice di procedu- ra penale, le parole: «Salvo che la parte non vi provveda personalmente,» sono soppresse.

64. All’articolo 616, comma 1, secondo periodo, del codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le se- guenti parole: «, che può essere aumentata fino al triplo, tenuto conto della causa di inammissibilità del ricorso».

65. All’articolo 616 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

«1-bis. Gli importi di cui al comma 1 sono adeguati ogni due anni con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in relazione alla variazione, accertata dall’Istituto nazio- nale di statistica, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel biennio precedente».

66. All’articolo 618 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

«1-bis. Se una sezione della corte ritiene di non condi- videre il principio di diritto enunciato dalle sezioni unite, rimette a queste ultime, con ordinanza, la decisione del ricorso.

1-ter. Il principio di diritto può essere enunciato dalle sezioni unite, anche d’ufficio, quando il ricorso è dichia- rato inammissibile per una causa sopravvenuta».

67. All’articolo 620, comma 1, del codice di procedura penale, la lettera l) è sostituita dalla seguente:

«l) se la corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di ridetermina- re la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio».

68. All’articolo 625-bis, comma 3, del codice di proce- dura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e senza formalità. L’errore di fatto può essere rilevato dalla corte di cassazione, d’ufficio, entro novanta giorni dalla deliberazione».

69. All’articolo 608 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Se il giudice di appello pronuncia sentenza di conferma di quella di proscioglimento, il ricorso per cas- sazione può essere proposto solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell’articolo 606».

70. L’articolo 625-ter del codice di procedura penale è abrogato.

71. Dopo l’articolo 629 del codice di procedura penale è inserito il seguente:

«Art. 629-bis (Rescissione del giudicato). — 1. Il con- dannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che l’assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza del- la celebrazione del processo.

2. La richiesta è presentata alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimen- to, a pena di inammissibilità, personalmente dall’interes- sato o da un difensore munito di procura speciale auten- ticata nelle forme previste dall’articolo 583, comma 3, entro trenta giorni dal momento dell’avvenuta conoscen- za del procedimento.

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3. La corte di appello provvede ai sensi dell’artico- lo 127 e, se accoglie la richiesta, revoca la sentenza e di- spone la trasmissione degli atti al giudice di primo grado. Si applica l’articolo 489, comma 2.

4. Si applicano gli articoli 635 e 640».

72. I presidenti delle corti di appello, con la relazione sull’amministrazione della giustizia prevista dall’artico- lo 86 dell’ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, ri- feriscono dati e valutazioni circa la durata dei giudizi di appello avverso le sentenze di condanna, nonché dati e notizie sull’andamento dei giudizi di appello definiti ai sensi dell’articolo 599-bis del codice di procedura penale, introdotto dal comma 56.

73. Al comma 3-ter dell’articolo 129 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguen- ti parole: «, dando notizia dell’imputazione»;

b) il terzo periodo è soppresso.

74. All’articolo 132-bis, comma 1, delle norme di at- tuazione, di coordinamento e transitorie del codice di pro- cedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo la lettera f) è aggiunta la seguente:

«f-bis) ai processi relativi ai delitti di cui agli artico- li 317, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321 e 322-bis del codice penale».

75. All’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, dopo le parole: «azione penale» sono inserite le seguenti: «, l’osservanza delle disposizio- ni relative all’iscrizione delle notizie di reato».

76. All’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, dopo le parole: «azione penale» sono inserite le seguenti: «, l’osservanza delle disposizio- ni relative all’iscrizione delle notizie di reato».

77. All’articolo 146-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura pe- nale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. La persona che si trova in stato di detenzione per taluno dei delitti indicati nell’articolo 51, comma 3-bis, nonché nell’articolo 407, comma 2, lettera a), numero 4), del codice, partecipa a distanza alle udienze dibattimen- tali dei processi nei quali è imputata, anche relativi a reati per i quali sia in libertà. Allo stesso modo partecipa alle udienze penali e alle udienze civili nelle quali deve essere esaminata quale testimone»;

b) il comma 1-bis è sostituito dal seguente:

«1-bis. La persona ammessa a programmi o misure di protezione, comprese quelle di tipo urgente o provvisorio, partecipa a distanza alle udienze dibattimentali dei pro- cessi nei quali è imputata»;

c) dopo il comma 1-bis sono inseriti i seguenti:

«1-ter. Ad esclusione del caso in cui sono state appli- cate le misure di cui all’articolo 41-bis della legge 26 lu- glio 1975, n. 354, e successive modificazioni, il giudice può disporre con decreto motivato, anche su istanza di parte, la presenza alle udienze delle persone indicate nei commi 1 e 1-bis del presente articolo qualora lo ritenga necessario.

1-quater. Fuori dei casi previsti dai commi 1 e 1-bis, il giudice può disporre con decreto motivato la parteci- pazione a distanza anche quando sussistano ragioni di sicurezza, qualora il dibattimento sia di particolare com- plessità e sia necessario evitare ritardi nel suo svolgimen- to, ovvero quando si deve assumere la testimonianza di persona a qualunque titolo in stato di detenzione presso un istituto penitenziario»;

d) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Il presidente del tribunale o della corte di assise nella fase degli atti preliminari, oppure il giudice nel cor- so del dibattimento, dà comunicazione alle autorità com- petenti nonché alle parti e ai difensori della partecipazio- ne al dibattimento a distanza»;

e) dopo il comma 4 è inserito il seguente:

«4-bis. In tutti i processi nei quali si procede con il col- legamento audiovisivo ai sensi dei commi precedenti, il giudice, su istanza, può consentire alle altre parti e ai loro difensori di intervenire a distanza assumendosi l’onere dei costi del collegamento».

78. All’articolo 45-bis delle norme di attuazione, di co- ordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: «Nei casi previsti dall’ar- ticolo 146-bis, commi 1 e 1-bis,» sono soppresse e dopo le parole: «avviene a distanza» sono inserite le seguenti: «nei casi e secondo quanto previsto dall’articolo 146-bis, commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater»;

b) al comma 2, le parole: «disposta dal giudice con ordinanza o dal presidente del collegio con decreto mo- tivato, che sono comunicati o notificati» sono sostituite dalle seguenti: «comunicata o notificata dal giudice o dal presidente del collegio»;

c) al comma 3, dopo le parole: «3, 4» è inserita la seguente: «, 4-bis».

79. All’articolo 134-bis, comma 1, delle norme di at- tuazione, di coordinamento e transitorie del codice di pro- cedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, le parole: «e 1-bis» sono sostituite dalle seguenti: «, 1-bis e 1-quater».

80. All’articolo 7 del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislati- vo 6 settembre 2011, n. 159, il comma 8 è sostituito dal seguente:

«8. Per l’esame dei testimoni si applicano le disposi- zioni degli articoli 146-bis e 147-bis delle norme di attua- zione, di coordinamento e transitorie del codice di proce- dura penale».

81. Le disposizioni di cui ai commi 77, 78, 79 e 80 acquistano efficacia decorso un anno dalla pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, fatta ecce- zione per le disposizioni di cui al comma 77, relativamen- te alle persone che si trovano in stato di detenzione per i delitti di cui agli articoli 270-bis, primo comma, e 416- bis, secondo comma, del codice penale, nonché di cui all’articolo 74, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.

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82. Il Governo è delegato ad adottare decreti legisla- tivi per la riforma della disciplina in materia di intercet- tazione di conversazioni o comunicazioni e di giudizi di impugnazione nel processo penale nonché per la riforma dell’ordinamento penitenziario, secondo i princìpi e crite- ri direttivi previsti dai commi 84 e 85.

83. I decreti legislativi di cui al comma 82 sono adotta- ti, su proposta del Ministro della giustizia, relativamente alle materie a cui si riferiscono i princìpi e criteri direttivi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 84 nel termine di tre mesi, e relativamente alle restanti materie nel termine di un anno, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. I termini per l’esercizio delle deleghe decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge. I relativi schemi sono trasmessi alle Camere, cor- redati di relazione tecnica che dia conto della neutrali- tà finanziaria dei medesimi, per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. I pareri sono resi nel termine di quarantacinque giorni, decorsi i quali i decreti possono essere comunque emanati. Qualora tale termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti la scadenza del ter- mine di delega, o successivamente, quest’ultimo termine è prorogato di sessanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuo- vamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri defi- nitivi delle Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque emanati.

84. Nell’esercizio della delega di cui al comma 82, i decreti legislativi recanti modifiche alla disciplina del processo penale, per i profili di seguito indicati, sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere disposizioni dirette a garantire la riser- vatezza delle comunicazioni, in particolare dei difensori nei colloqui con l’assistito, e delle conversazioni telefoni- che e telematiche oggetto di intercettazione, in conformità all’articolo 15 della Costituzione, attraverso prescrizioni che incidano anche sulle modalità di utilizzazione caute- lare dei risultati delle captazioni e che diano una precisa scansione procedimentale per la selezione di materiale intercettativo nel rispetto del contraddittorio tra le parti e fatte salve le esigenze di indagine, avendo speciale ri- guardo alla tutela della riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni delle persone occasionalmente coin- volte nel procedimento, e delle comunicazioni comunque non rilevanti a fini di giustizia penale, disponendo in par- ticolare, fermi restando i limiti e i criteri di utilizzabilità vigenti, che:

1) ai fini della selezione del materiale da inviare al giudice a sostegno della richiesta di misura cautelare, il pubblico ministero, oltre che per necessità di prosecuzio- ne delle indagini, assicuri la riservatezza anche degli atti contenenti registrazioni di conversazioni o comunicazio- ni informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque titolo ovvero contenenti dati sensibili ai sensi dell’artico- lo 4, comma 1, lettera d), del codice di cui al decreto le- gislativo 30 giugno 2003, n. 196, che non siano pertinenti

all’accertamento delle responsabilità per i reati per cui si procede o per altri reati emersi nello stesso procedimento o nel corso delle indagini, ovvero irrilevanti ai fini delle indagini in quanto riguardanti esclusivamente fatti o cir- costanze ad esse estranei;

2) gli atti di cui al numero 1) non allegati a soste- gno della richiesta di misura cautelare siano custoditi in apposito archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto ma non di copia, da parte dei difensori delle parti e del giudice, fino al momento di conclusione della procedura di cui all’articolo 268, commi 6 e 7, del codice di proce- dura penale, con il quale soltanto viene meno il divieto di cui al comma 1 dell’articolo 114 del medesimo codice relativamente agli atti acquisiti;

3) successivamente alla conclusione di tale proce- dura, i difensori delle parti possano ottenere copia degli atti e trascrizione in forma peritale delle intercettazioni, ritenuti rilevanti dal giudice ovvero il cui rilascio sia stato autorizzato dal giudice nella fase successiva alla conclu- sione delle indagini preliminari;

4) in vista della richiesta di giudizio immediato ovvero del deposito successivo all’avviso di cui all’arti- colo 415-bis del codice di procedura penale, il pubblico ministero, ove riscontri tra gli atti la presenza di registra- zioni di conversazioni o comunicazioni informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque titolo ovvero con- tenenti dati sensibili ai sensi dell’articolo 4, comma 1, let- tera d), del codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, che non siano pertinenti all’accertamento delle responsabilità per i reati per cui si procede ovve- ro irrilevanti ai fini delle indagini in quanto riguardanti esclusivamente fatti o circostanze ad esse estranei, qua- lora non sia già intervenuta la procedura di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 268 del codice di procedura penale, ne dispone l’avvio, indicando espressamente le conversazio- ni di cui intenda richiedere lo stralcio;

5) le conversazioni o comunicazioni di cui al nu- mero 1) non siano oggetto di trascrizione sommaria ai sensi dell’articolo 268, comma 2, del codice di procedura penale, ma ne vengano soltanto indicati data, ora e appa- rato su cui la registrazione è intervenuta, previa informa- zione al pubblico ministero, che ne verifica la rilevanza con decreto motivato autorizzandone, in tal caso, la tra- scrizione ai sensi del citato comma 2;

b) prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione, al solo fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversa- zioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effet- tuate fraudolentemente. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate nell’ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’eserci- zio del diritto di difesa o del diritto di cronaca;

c) tenere conto delle decisioni e dei princìpi adottati con le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, a tutela della libertà di stampa e del diritto dei cittadini all’informazione;

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d) prevedere la semplificazione delle condizioni per l’impiego delle intercettazioni delle conversazioni e delle comunicazioni telefoniche e telematiche nei procedimen- ti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pub- blica amministrazione;

e) disciplinare le intercettazioni di comunicazioni o conversazioni tra presenti mediante immissione di capta- tori informatici in dispositivi elettronici portatili, preve- dendo che:

1) l’attivazione del microfono avvenga solo in conseguenza di apposito comando inviato da remoto e non con il solo inserimento del captatore informatico, nel rispetto dei limiti stabiliti nel decreto autorizzativo del giudice;

2) la registrazione audio venga avviata dalla poli- zia giudiziaria o dal personale incaricato ai sensi dell’ar- ticolo 348, comma 4, del codice di procedura penale, su indicazione della polizia giudiziaria operante che è tenuta a indicare l’ora di inizio e fine della registrazione, secon- do circostanze da attestare nel verbale descrittivo delle modalità di effettuazione delle operazioni di cui all’arti- colo 268 del medesimo codice;

3) l’attivazione del dispositivo sia sempre ammes- sa nel caso in cui si proceda per i delitti di cui all’artico- lo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale e, fuori da tali casi, nei luoghi di cui all’artico- lo 614 del codice penale soltanto qualora ivi si stia svol- gendo l’attività criminosa, nel rispetto dei requisiti di cui all’articolo 266, comma 1, del codice di procedura pena- le; in ogni caso il decreto autorizzativo del giudice deve indicare le ragioni per le quali tale specifica modalità di intercettazione sia necessaria per lo svolgimento delle indagini;

4) il trasferimento delle registrazioni sia effettua- to soltanto verso il server della procura così da garantire originalità e integrità delle registrazioni; al termine della registrazione il captatore informatico venga disattivato e reso definitivamente inutilizzabile su indicazione del per- sonale di polizia giudiziaria operante;

5) siano utilizzati soltanto programmi informatici conformi a requisiti tecnici stabiliti con decreto ministe- riale da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al presente comma, che tenga costantemente conto dell’evoluzione tecnica al fine di garantire che tali programmi si limitino ad effettuare le operazioni espressamente disposte secondo standard idonei di affidabilità tecnica, di sicurezza e di efficacia;

6) fermi restando i poteri del giudice nei casi or- dinari, ove ricorrano concreti casi di urgenza, il pubblico ministero possa disporre le intercettazioni di cui alla pre- sente lettera, limitatamente ai delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura pena- le, con successiva convalida del giudice entro il termine massimo di quarantotto ore, sempre che il decreto d’ur- genza dia conto delle specifiche situazioni di fatto che rendono impossibile la richiesta al giudice e delle ragioni per le quali tale specifica modalità di intercettazione sia necessaria per lo svolgimento delle indagini;

7) i risultati intercettativi così ottenuti possano es- sere utilizzati a fini di prova soltanto dei reati oggetto del provvedimento autorizzativo e possano essere utilizzati in procedimenti diversi a condizione che siano indispen- sabili per l’accertamento dei delitti di cui all’articolo 380 del codice di procedura penale;

8) non possano essere in alcun modo conoscibili, divulgabili e pubblicabili i risultati di intercettazioni che abbiano coinvolto occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede;

f) prevedere la ricorribilità per cassazione soltanto per violazione di legge delle sentenze emesse in grado di appello nei procedimenti per i reati di competenza del giudice di pace;

g) prevedere che il procuratore generale presso la corte di appello possa appellare soltanto nei casi di avo- cazione e di acquiescenza del pubblico ministero presso il giudice di primo grado;

h) prevedere la legittimazione del pubblico ministe- ro ad appellare avverso la sentenza di proscioglimento, nonché avverso la sentenza di condanna solo quando ab- bia modificato il titolo del reato o abbia escluso la sussi- stenza di una circostanza aggravante ad effetto speciale o abbia stabilito una pena di specie diversa da quella ordi- naria del reato;

i) prevedere la legittimazione dell’imputato ad ap- pellare avverso la sentenza di condanna, nonché avver- so la sentenza di proscioglimento emessa al termine del dibattimento salvo che sia pronunciata con le formule: «il fatto non sussiste» o «l’imputato non ha commesso il fatto»;

l) escludere l’appellabilità delle sentenze di condan- na alla sola pena dell’ammenda e delle sentenze di pro- scioglimento o di non luogo a procedere relative a con- travvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con una pena alternativa;

m) prevedere la titolarità dell’appello incidentale in capo all’imputato e limiti di proponibilità.

85. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modifi- cazioni, nell’esercizio della delega di cui al comma 82, i decreti legislativi recanti modifiche all’ordinamento pe- nitenziario, per i profili di seguito indicati, sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) semplificazione delle procedure, anche con la previsione del contraddittorio differito ed eventuale, per le decisioni di competenza del magistrato e del Tribunale di sorveglianza, fatta eccezione per quelle relative alla re- voca delle misure alternative alla detenzione;

b) revisione delle modalità e dei presupposti di ac- cesso alle misure alternative, sia con riferimento ai pre- supposti soggettivi sia con riferimento ai limiti di pena, al fine di facilitare il ricorso alle stesse, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità e in particolare per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale;

c) revisione della disciplina concernente le procedu- re di accesso alle misure alternative, prevedendo che il limite di pena che impone la sospensione dell’ordine di esecuzione sia fissato in ogni caso a quattro anni e che il procedimento di sorveglianza garantisca il diritto alla presenza dell’interessato e la pubblicità dell’udienza;

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4-7-2017 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale – n. 154

d) previsione di una necessaria osservazione scien- tifica della personalità da condurre in libertà, stabilen- done tempi, modalità e soggetti chiamati a intervenire; integrazione delle previsioni sugli interventi degli uffici dell’esecuzione penale esterna; previsione di misure per rendere più efficace il sistema dei controlli, anche me- diante il coinvolgimento della polizia penitenziaria;

e) eliminazione di automatismi e di preclusioni che impediscono ovvero ritardano, sia per i recidivi sia per gli autori di determinate categorie di reati, l’individualizza- zione del trattamento rieducativo e la differenziazione dei percorsi penitenziari in relazione alla tipologia dei reati commessi e alle caratteristiche personali del condannato, nonché revisione della disciplina di preclusione dei bene- fìci penitenziari per i condannati alla pena dell’ergastolo, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità specificatamente individuati e comunque per le condanne per i delitti di mafia e terrorismo anche internazionale;

f) previsione di attività di giustizia riparativa e delle relative procedure, quali momenti qualificanti del per- corso di recupero sociale sia in ambito intramurario sia nell’esecuzione delle misure alternative;

g) incremento delle opportunità di lavoro retribuito, sia intramurario sia esterno, nonché di attività di volonta- riato individuale e di reinserimento sociale dei condanna- ti, anche attraverso il potenziamento del ricorso al lavoro domestico e a quello con committenza esterna, aggior- nando quanto il detenuto deve a titolo di mantenimento;

h) previsione di una maggiore valorizzazione del vo- lontariato sia all’interno del carcere, sia in collaborazione con gli uffici dell’esecuzione penale esterna;

i) disciplina dell’utilizzo dei collegamenti audiovi- sivi sia a fini processuali, con modalità che garantiscano il rispetto del diritto di difesa, sia per favorire le relazioni familiari;

l) revisione delle disposizioni dell’ordinamento pe- nitenziario alla luce del riordino della medicina peniten- ziaria disposto dal decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, tenendo conto della necessità di potenziare l’assi- stenza psichiatrica negli istituti di pena;

m) previsione della esclusione del sanitario dal con- siglio di disciplina istituito presso l’istituto penitenziario;

n) riconoscimento del diritto all’affettività delle per- sone detenute e internate e disciplina delle condizioni ge- nerali per il suo esercizio;

o) previsione di norme che favoriscano l’integrazio- ne delle persone detenute straniere;

p) adeguamento delle norme dell’ordinamento peni- tenziario alle esigenze educative dei detenuti minori di età secondo i seguenti criteri:

1) giurisdizione specializzata e affidata al tribuna- le per i minorenni, fatte salve le disposizioni riguardanti l’incompatibilità del giudice di sorveglianza che abbia svolto funzioni giudicanti nella fase di cognizione;

2) previsione di disposizioni riguardanti l’orga- nizzazione penitenziaria degli istituti penali per minoren- ni nell’ottica della socializzazione, della responsabilizza- zione e della promozione della persona;

3) previsione dell’applicabilità della disciplina prevista per i minorenni quantomeno ai detenuti giovani adulti, nel rispetto dei processi educativi in atto;

4) previsione di misure alternative alla deten- zione conformi alle istanze educative del condannato minorenne;

5) ampliamento dei criteri per l’accesso alle misu- re alternative alla detenzione, con particolare riferimento ai requisiti per l’ammissione dei minori all’affidamento in prova ai servizi sociali e alla semilibertà, di cui rispet- tivamente agli articoli 47 e 50 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni;

6) eliminazione di ogni automatismo e preclusio- ne per la revoca o per la concessione dei benefìci peniten- ziari, in contrasto con la funzione rieducativa della pena e con il principio dell’individuazione del trattamento;

7) rafforzamento dell’istruzione e della formazio- ne professionale quali elementi centrali del trattamento dei detenuti minorenni;

8) rafforzamento dei contatti con il mondo esterno quale criterio guida nell’attività trattamentale in funzione del reinserimento sociale;

q) attuazione, sia pure tendenziale, del principio del- la riserva di codice nella materia penale, al fine di una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e quin- di dell’effettività della funzione rieducativa della pena, presupposto indispensabile perché l’intero ordinamento penitenziario sia pienamente conforme ai princìpi costitu- zionali, attraverso l’inserimento nel codice penale di tutte le fattispecie criminose previste da disposizioni di legge in vigore che abbiano a diretto oggetto di tutela beni di rilevanza costituzionale, in particolare i valori della per- sona umana, e tra questi il principio di uguaglianza, di non discriminazione e di divieto assoluto di ogni forma di sfruttamento a fini di profitto della persona medesima, e i beni della salute, individuale e collettiva, della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico, della salubrità e integrità ambientale, dell’integrità del territorio, della correttezza e trasparenza del sistema economico di mercato;

r) previsione di norme volte al rispetto della digni- tà umana attraverso la responsabilizzazione dei detenuti, la massima conformità della vita penitenziaria a quella esterna, la sorveglianza dinamica;

s) revisione delle norme vigenti in materia di misure alternative alla detenzione al fine di assicurare la tutela del rapporto tra detenute e figli minori e di garantire an- che all’imputata sottoposta a misura cautelare la possibi- lità che la detenzione sia sospesa fino al momento in cui la prole abbia compiuto il primo anno di età;

t) previsione di norme che considerino gli specifici bisogni e diritti delle donne detenute;

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u) revisione del sistema delle pene accessorie im- prontata al principio della rimozione degli ostacoli al reinserimento sociale del condannato ed esclusione di una loro durata superiore alla durata della pena principale;

v) revisione delle attuali previsioni in materia di li- bertà di culto e dei diritti ad essa connessi.

86. Il Governo è delegato ad adottare, nei termini e con la procedura di cui al comma 83, decreti legislativi recan- ti le norme di attuazione delle disposizioni previste dai commi 84 e 85 e le norme di coordinamento delle stesse con tutte le altre leggi dello Stato, nonché le norme di carattere transitorio.

87. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di cia- scuno dei decreti legislativi di cui al comma 82, il Go- verno è autorizzato ad adottare, con la procedura indicata dal comma 83, uno o più decreti legislativi recanti dispo- sizioni integrative e correttive, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dai commi 84 e 85.

88. Ai fini della ristrutturazione e della razionalizza- zione delle spese relative alle prestazioni di cui all’arti- colo 5, comma 1, lettera i-bis), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, all’articolo 96 del codice di cui al decreto legisla- tivo 1° agosto 2003, n. 259, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, la parola: «repertorio» è sostituita dalla seguente: «decreto»;

b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Ai fini dell’adozione del canone annuo forfetario per le prestazioni obbligatorie di cui al comma 1, con decreto del Ministro della giustizia e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’eco- nomia e delle finanze, da emanare entro il 31 dicembre 2017, è attuata la revisione delle voci di listino di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 26 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2001. Il decreto:

a) disciplina le tipologie di prestazioni obbligatorie e ne determina le tariffe, tenendo conto dell’evoluzione dei costi e dei servizi, in modo da conseguire un rispar- mio di spesa di almeno il 50 per cento rispetto alle tariffe praticate. Nella tariffa sono ricompresi i costi per tutti i servizi contemporaneamente attivati o utilizzati da ogni identità di rete;

b) individua i soggetti tenuti alle prestazioni obbli- gatorie di intercettazione, anche tra i fornitori di servizi, le cui infrastrutture consentono l’accesso alla rete o la distribuzione dei contenuti informativi o comunicativi, e coloro che a qualunque titolo forniscono servizi di comu- nicazione elettronica o applicazioni, anche se utilizzabili attraverso reti di accesso o trasporto non proprie;

c) definisce gli obblighi dei soggetti tenuti alle presta- zioni obbligatorie e le modalità di esecuzione delle stesse, tra cui l’osservanza di procedure informatiche omogenee nella trasmissione e gestione delle comunicazioni di natu- ra amministrativa, anche con riguardo alle fasi prelimina- ri al pagamento delle medesime prestazioni»;

c) al comma 3, la parola: «repertorio» è sostituita dalla seguente: «decreto»;

d) al comma 4, le parole: «, secondo periodo,» sono soppresse.

89. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, le prestazioni funzionali alle operazioni di intercettazione e sono determinate le corrispondenti tarif- fe. Il decreto, da aggiornare ogni due anni, sulla base del- le innovazioni scientifiche, tecnologiche e organizzative e delle variazioni dei costi dei servizi:

a) individua le tipologie di prestazioni funzionali erogate, tenendo conto altresì: delle prestazioni obbli- gatorie; dell’acquisizione e della elaborazione della do- cumentazione del traffico telefonico o telematico; della strumentazione tecnica utilizzabile e delle altre eventuali necessità atte ad assicurare l’intrusione nei sistemi telefo- nici, informatici e telematici;

b) determina la tariffa per ogni tipo di prestazione in misura non superiore al costo medio di ciascuna, come ri- levato, nel biennio precedente, dal Ministero della giusti- zia tra i cinque centri distrettuali con il maggiore indice di spesa per intercettazioni, così da conseguire un risparmio della spesa complessiva;

c) specifica gli obblighi dei fornitori delle prestazio- ni in relazione ai livelli qualitativi e quantitativi minimi dei servizi offerti e alle modalità di conservazione e ge- stione, mediante canali cifrati, dei dati raccolti negli ar- chivi informatizzati, nel rispetto dei requisiti di sicurezza e della necessità del loro trattamento secondo criteri di riservatezza, disponibilità e integrità.

90. Il decreto di cui al comma 89 è trasmesso, corre- dato di relazione tecnica, alle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari per il relativo parere.

91. Ai fini della razionalizzazione delle spese relative alle prestazioni di cui all’articolo 5, comma 1, lettera i- bis), del testo unico delle disposizioni legislative e rego- lamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, il Governo è delegato ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e se- condo le procedure di cui al comma 83, uno o più decreti legislativi per armonizzare le disposizioni di cui ai commi 88 e 89 con quelle di cui al citato testo unico, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) accelerazione dei tempi di pagamento delle pre- stazioni rese;

b) individuazione dell’autorità giudiziaria compe- tente alla liquidazione della spesa;

c) natura esecutiva del provvedimento di liquidazio- ne della spesa;

d) modalità di opposizione al provvedimento di li- quidazione della spesa.

92. Dall’attuazione della presente legge e dei decreti legislativi da essa previsti non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

93. I decreti legislativi di attuazione delle deleghe con- tenute nella presente legge sono corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei me- desimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivan- ti e dei corrispondenti mezzi di copertura.

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94. In conformità all’articolo 17, comma 2, della leg- ge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

95. La presente legge, salvo quanto previsto dal com- ma 81, entra in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 23 giugno 2017 MATTARELLA

Camera dei deputati (atto n. 2150):
Legge: Modifiche al codice penale in materia di prescrizione del reato.

Presentato dall’On. Donatella Ferranti ed altri il 28 febbraio 2014.

Assegnato alla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 7 marzo 2014, con pareri delle Commissioni I (Aff. costitu- zionali), V (Bilancio), XII (Aff. sociali).

Esaminato dalla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 28 maggio 2014; 19, 24 giugno 2014; 3 luglio 2014; 10 set- tembre 2014; 16 ottobre 2014; 27 ottobre 2014; 6, 19, 26 novembre 2014; 9, 11, 16, 17, 18 dicembre 2014; 14 gennaio 2015; 18, 26 febbraio 2015; 3, 4, 12 marzo 2015.

Esaminato in Aula il 16 marzo 2015 ed approvato il 24 marzo 2015.

Senato della Repubblica (atto n. 1844):

Assegnato alla 2a Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 31 marzo 2015 con pareri delle Commissioni 1a (Aff. costi- tuzionali), 5a (Bilancio).

Esaminato dalla 2a Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, l’8, 14, 21, 22 aprile 2015; 6, 14 maggio 2015; 3, 23 giugno 2015; 9 settembre 2015; 21 ottobre 2015; 28 aprile 2016 abbinato dalla Commissione nel T.U. A.S. 2067 e connessi.

Senato della Repubblica (atto n. 2032):

Assegnato alla 2a Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 4 agosto 2015 con pareri delle Commissioni 1a (Aff. costi- tuzionali), 5a (Bilancio).

Esaminato dalla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 3, 8, 9, 15, 22, 23, 30, 31 marzo 2016; 7, 13, 20, 21, 27 apri- le 2016 e 28 aprile 2016 abbinato dalla Commissione nel testo unico A.S. 2067 e connessi.

Senato della Repubblica (atto n. 2067):

Assegnato alla 2a Commissione permanente (Giustizia), in sede re- ferente, il 29 settembre 2015 con pareri delle Commissioni 1a (Aff. co- stituzionali), 5a (Bilancio), 6a (Finanze), 8a (Lavori pubblici), 10a (Indu- stria), 11a (Lavoro), 12a (Sanità), 13a (Ambiente), 14a (Unione europea).

Esaminato dalla 2a Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 3, 8, 9, 15, 22, 23, 30, 31 marzo 2016; 7, 13, 20, 21, 27, 28 aprile 2016; 4, 18, 24, 26 maggio 2016; 7, 8, 22, 29, 30 giugno 2016; 5, 6, 7, 12, 19, 20, 21, 26, 27, 28 luglio 2016; 1° agosto 2016.

Esaminato in Aula il 27 luglio 2016; 3 agosto 2016; 15, 20, 21, 22, 27, 28 settembre 2016; 11 ottobre 2016; 28 febbraio 2017; 9, 14 marzo 2017 ed approvato con modifiche il 15 marzo 2017 in un T.U. con S.176 (Scilipoti Isgrò), S.209 (Torrisi), S.286 (Manconi ed altri), S.299 (Com- pagna), S.381 (Barani), S.382 (Barani), S.384 (Barani), S.385 (Barani), S.386 (Barani), S.387 (Barani), S.389 (Barani), S.468 (Marinello ed altri), S.581 (Compagna), S.597 (Cardiello ed altri), S.609 (Cardiel- lo ed altri), S.614 (Cardiello ed altri), S.700 (Barani), S.708 (Casson ed altri), S.709 (De Cristofaro ed altri), S.1008 (Lo Giudice ed altri), S.1113 (Casson ed altri), S.1456 (Lumia ed altri), S.1587 (Lo Giudice ed altri), S.1681 (Giarrusso ed altri), S.1682 (Giarrusso ed altri), S.1683 (Giarrusso ed altri), S.1684 (Giarrusso ed altri), S.1693 (Ginetti ed al- tri), S.1713 (Campanella ed altri), S.1824 (Ricchiuti ed altri), S.1905 (Barani), S.1921 (Mussini ed altri), S.1922 (D’Ascola ed altri), S.2032 (Molteni ed altri), S.2103 (Cappelletti), S.2295 (Ginetti), S.2457 (Bisi- nella ed altri) S.1844 (Ferranti ed altri).

Camera dei deputati (atto n. 4368):

Proposta di legge: S.2067-1844-2032-176-209-286-299-381-382- 384-385-386-387-389-468-581-597-609-614-700-708-709-1008-1113- 1456-1587-1681-1682-1683-1684-1693-1713-1824-1905-1921-1922- 2103-2295-2457. – disegno di legge d’iniziativa del Governo A.C. 2798 (approvato dalla Camera); A.C. 2150 Ferranti ed altri (approvato dalla Camera); A.C. 1129 Molteni ed altri (approvato dalla Camera);

Assegnato alla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 20 marzo 2017 con pareri delle commissioni I (Aff. costitu- zionali), V (Bilancio), VIII (Ambiente), IX (Trasporti), X (Att. produtti- ve), XII (Aff. sociali), XIV (Pol. Unione europea).

Esaminato dalla II Commissione permanente (Giustizia), in sede re- ferente, il 22, 30 marzo 2017; 6, 12 aprile 2017; 9, 10, 11, 17 maggio 2017.

Esaminato in Aula il 22 maggio 2017 e 13 giugno 2017 ed appro- vato definitivamente il 14 giugno 2017.

Visto, il Guardasigilli: ORLANDO

GENTILONI SILVERI, Presiden- te del Consiglio dei mini- stri

ORLANDO, Ministro della giustizia

LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati (atto n. 2798):
Presentato dal Ministro della giustizia (Orlando), (Governo Renzi-

I) in data 23 dicembre 2014.

Assegnato alla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, l’8 gennaio 2015 con pareri delle Commissioni I (Aff. costi- tuzionali), V (Bilancio), VI (Finanze), VIII (Ambiente), X (Att. produt- tive), XII (Aff. sociali), XIII (Agricoltura), XIV (Pol. Unione europea).

Esaminato dalla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 13, 14, 20 gennaio 2015; 3, 17, 19, 24, 26 febbraio 2015; 26, 31 marzo 2015; 1, 8, 16, 28, 29 aprile 2015; 20, 21 maggio 2015; 18, 24, 25, 30 giugno 2015; 2, 8, 9, 14, 21, 23, 24 luglio 2015.

Esaminato in Aula il 27, 28 luglio 2015; 15, 16, 17, 22 settembre 2015 ed approvato il 23 settembre 2015.

Camera dei deputati (atto n. 1129):
Legge: Modifiche all’art. 438 del codice di procedura penale, in materia

di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato.

Presentato dall’On. Nicola Molteni ed altri il 3 giugno 2013.

Assegnato alla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 9 luglio 2013, con pareri delle Commissioni I (Aff. costitu- zionali), V (Bilancio).

Esaminato dalla II Commissione permanente (Giustizia), in sede referente, il 17 settembre 2013; 12, 17 dicembre 2013; 18, 25 marzo 2014; 24 aprile 2014; 15 maggio 2014; 15, 21, 22 ottobre 2014; 10, 18 febbraio 2015; 24 giugno 2015, 23, 24, 28 luglio 2015.

Esaminato in Aula ed approvato il 29 luglio 2015.

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