Ducati, i sindacati contro la cessione


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Il caso. Volkswagen tentata da Harley Davidson. Fim e Fiom: operazione sbagliata

 

Le voci di cessione da parte del gruppo Audi – Volkswagen negli ultimi anni si sono fatte insistenti. I tedeschi starebbero pensando di ”valorizzare”, che nel gergo dell’alta finanza significa vendere, il loro gioiello italiano delle due ruote: insomma Ducati. A tentarli pare che sia Harley Davidson, il colosso americano che – il condizionale è sempre d’obbligo – per installarsi a Borgo Panigale sarebbe disposta a sborsare oltre un miliardo e 600 milioni di dollari, più o meno il doppio di quel che aveva pagato nel 2012 Volkswagen. Il gruppo di Wolfsburg non si è ancora ripreso del tutto dal Dieselgate, cosa che potrebbe spingerlo a considerare la vendita di un marchio ben prezzato dal mercato main fin dei conti dislocato alla periferia del suo impero. Basta e avanza per mettere in allarme i sindacati, i quali negli anni hanno sviluppato con la casa di Wolfsburg un modello di relazioni industriali, condiviso con Lamborghini, altra enclave di Vwa pochi chilometri di distanza, che rappresenta un pò il fiore all’occhiello della Motor Valley emiliana, un trapianto ben riuscito delle tradizioni partecipative tedesche nel cuore di un distretto tra i più vitali dell’industria italiana, non solo dell’automoti – ve. Il contratto integrativo firmato nel febbraio del 2015 dopo un lunghissimo negoziato si articola in un lungo documento – quasi 50 pagine – nel quale il capitolo sulla partecipazione ha largo spazio. Sulla falsariga di quanto previsto dalla Charta Volkswagen viene prevista, tra le altre cose, la creazione di quattro commissioni bilaterali con funzioni consultive e propositive, formate da rappresentanti dei sindacati e dell’azienda, e di un progetto innovativo denominato Desi (Dual Education System Italy) che mira ad introdurre il sistema di formazione duale tedesco in collaborazione con le scuole del territorio. Non finisce qua. Perché a dicembre 2016 è arrivato anche l’accor – do, nella forma di un patto tra generazione, per facilitare l’ingresso di lavoratori dotati di competenze 4.0. Tutte cose che Fim e Fiom hanno soppesato prima di esporsi con una lettera aperta nella quale si dicono preoccupate per le notizie ”più o meno verificate in merito ad una possibile vendita” di uno dei marchi più cari ai bikers. I metalmeccanici emiliani paventano che ”una eventuale uscita di Ducati dal Gruppo Audi-Volkswagen potrebbe rappresentare un elemento di criticità non solo per i lavoratori e le lavoratrici dell’azienda, ma anche per il territorio”. Peraltro la cessione di Ducati, notano Fim e Fiom, non risolverebbe neanche in minima parte i guai diVw”come hanno ricordato qualche giorno i componenti del Consiglio di Fabbrica della Volkswagen, poiché non sarebbe sicuramente un’azione in grado di risolvere i problemi che il gruppo sta attraversando come conseguenza del Dieselgate ma siamo invece convinti che contribuirebbe solo a danneggiare l’immagine di Audi e di Volkswagen nel nostro Paese”.

 C.D’O.

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