Ape sociale e precoci In autunno nuova finestra


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Partenza sprint: già 5.300 domande. Per i beneficiari resta anche il bonus di80euro

Sono oltre 5.300 le domande di indennità per l’Ape sociale e per il pensionamento anticipato dei lavoratori cosiddetti precoci arrivate all’Inps fino al pomeriggio di ieri. L’Istituto di previdenza fa sapere che sono state presentate 3.500 domande di accesso all’Ape sociale e 1.840 domande di accesso al pensionamento anticipato per precoci. Dunque una partenza sprint e nuove finestre sono programmate in autunno per l’anticipo pensionistico previsto per le persone di 63 anni, che rientrano nelle categorie socialmente deboli e che sono in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva. I beneficiari potranno avere anche il bonus di 80 euro previsto per i redditi da lavoro bassi In questo scorcio di anno, spiega la direttrice generale Gabriella Di Michele, sono disponibili 300 milioni di euro, cifra che dovrebbe raddoppiare nel 2018. L’avvio dell’Ape social è comunque una notizia positiva per tanti lavoratori che potranno andare in pensione prima e senza pagare niente, grazie all’accordo dei mesi scorsi tra Cgil Cisl Uil e governo che ha corretto e riequilibrato alcune gravi disfunzioni della legge Fornero. Il punto chiarito è che non tutti i lavori sono uguali, ma alcuni sono particolarmente gravosi e delicati. L’Ape social viene dunque incontro a questa esigenza di giustizia sociale. Ma chi sono i soggetti che possono richiedere il trattamento pensionistico dell’Ape sociale? 63 anni di età e 30 di contributi. I soggetti beneficiari dovranno avere almeno 63 anni, essere in possesso di almeno 30 anni di anzianità contributiva e trovarsi in una delle seguenti condizioni: disoccupazione in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 e avere finito di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi; assistenza da almeno sei mesi al coniuge, la persona unita civilmente o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. La platea potenziale per il 2017 è complessivamente di 60 mila persone: 35 mila per l’Ape sociale e 25 mila per i precoci, mentre altri 45 mila potrebbero avere i requisiti nel 2018. Lavoratori con mansioni gravose. Possono richiedere l’Ape sociale anche i lavoratori che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% o i lavoratori dipendenti che, al momento della richiesta di accesso dell’Ape sociale, svolgono o abbiano svolto in Italia, da almeno sei anni in via continuativa, una o più delle attività lavorative gravose. Per quest’ultima categoria, come ad esempio gli operai dell’industria edile, i conduttori di mezzi pesanti, i facchini e gli operatori ecologici, è richiesta un’anzianità contributiva di almeno 36 anni. A chi non spetta. L’indennità non spetta ai titolari di un trattamento pensionistico diretto in Italia o all’estero, ed è subordinata alla residenza in Italia e alla condizione che il soggetto abbia cessato l’attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero. L’indennità è inoltre incompatibile con i trattamenti a sostegno del reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento Asdi e con l’indennizzo per cessazione attività commerciale. I limiti. Il beneficiario dell’Ape sociale può svolgere un’attività lavorativa, in Italia o all’estero, durante il godimento dell’indennità purché i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa percepiti non superino gli 8.000 euro lordi annui, e quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro lordi annui. In caso di superamento dei limiti annui, il soggetto decade dall’Ape sociale, l’indennità percepita nel corso dell’anno diviene indebita e la Sede Inps procede al relativo recupero. G.G.

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