COMUNICATO AI LAVORATORI


Come già comunicato dalla scrivente federazione, il RD n. 148 è stato abrogato dalla conversione in legge del DL n. 50/2017, dando un anno alle parti per contrattualizzare le parti ancora vigenti. Volevamo sottolineare che né la FIT-CISL né altre OO.SS. possono in alcun modo sostituirsi al legislatore. In fase di rinnovo contrattuale alcuni articoli del 148 sono stati abrogati e inseriti all’interno del nostro CCNL. Il lavoro della FIT-CISL in questo momento, al tavolo del ministero dei trasporti, è quello di continuare la fase di conversione all’interno del nostro CCNL di tutte le parti d’interesse del 148. L’accordo col Mit del 12 giugno è tutt’altro che carta straccia Roma, 5 luglio – “Registriamo con soddisfazione che i contenuti dell’accordo del 12 giugno, siglato dai sindacati con il Ministero dei Trasporti, relativo all’interpretazione delle norme contenute nel dl. 50/2017 sono stati inseriti nei lavori parlamentari”, ne danno notizia Filt-Cgil, Fit-Cisl UilTrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna  “Quell’accordo, infatti – proseguono le sigle sindacali – interviene sulla clausola sociale e sull’uso del personale inidoneo. Nel caso di cambiamento del soggetto gestore del servizio, oggetto del trasferimento dovrà essere tutto il personale, ad eccezione dei soli dirigenti; il trasferimento del personale deve avvenire senza soluzione di continuità, in quanto si tratta di prosecuzione dell’originario rapporto di lavoro con la relativa conservazione di tutti i diritti acquisiti. In caso di trasferimento l’azienda subentrante garantirà l’applicazione del ccnl nazionale di settore e il contratto di secondo livello o territoriale applicato dal gestore uscente.  Inoltre, con l’intento di evitare un possibile “vuoto legislativo” e nelle more della sua contrattualizzazione potrebbe anche essere ripristinato il regio decreto legge 148/31. Quanto al personale inidoneo, è stabilito che sarà reimpiegato anche nell’attività di contrasto all’evasione tariffaria”. Approfondimento e analisi del Regio Decreto n. 148/1931 Inquadramento sistematico del RD 148/31 La conversione in legge del DL n. 50/2017, che prevede l’abrogazione del RD n. 148/1931, come noto riconosce, alle Associazioni datoriali e alle Organizzazioni sindacali, la competenza ad intervenire contrattualmente, nell’ambito del rinnovo contrattuale e comunque non oltre un anno dall’entrata in vigore della legge stessa, per regolamentare le materie contenute nel Regio Decreto. Al fine di individuare gli strumenti e le valutazioni necessarie per far fronte al percorso di contrattualizzazione delle materie contenute nel RD., è necessario partire da un breve inquadramento sistematico per comprenderne la reale portata all’interno del sistema delle fonti di diritto rilevanti per il settore. Il testo di legge in esame detta norme parzialmente difformi da quelle vigenti per la generalità dei dipendenti da privati configurandosi come legge speciale. La Cassazione, a questo proposito, ha avuto ripetutamente modo di precisare che “il rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri è disciplinato da una normativa speciale costituente un corpus compiuto ed organico, quindi il ricorso alla normativa generale è possibile soltanto nel caso in cui si riscontrino in essa lacune tali che non siano superabili neanche attraverso l’interpretazione estensiva o analogica di altre disposizioni appartenenti allo stesso corpus”. (, Cass. civ., Sez. lavoro, 29/05/2006, n.1273, in Mass. Giur. It., 2006). La normativa speciale in questione, anche ove detti deroghe in pejus rispetto alle regole di generale applicazione (si pensi alla promozione automatica ex art. 2103 cc), sono state ripetutamente ritenute legittime dalla Corte Costituzionale (sentt. nn. 39/69; 130/70; 57/72; 168/73; 257/84, 300/85). La stessa Corte Costituzionale, che è intervenuta in diversi contesti per dichiararne l’illegittimità costituzionale peraltro, con la sentenza n. 500 del 1988, ha espresso l’auspicio che il legislatore provvedesse all'”ammodernamento” della disciplina degli autoferrotranvieri, attraverso una riforma integrale e non settoriale. Tale auspicio è stato colto dalla legge 12 luglio 1988, n. 270 che ha cambiato le cose e la posizione del Regio Decreto nell’ordine del sistema delle fonti, disponendo la delegificazione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle aziende esercenti servizi di trasporto e, quindi, autorizzando la contrattazione collettiva di categoria a derogare alle disposizioni contenute nel regolamento, allegato A dello stesso. In seguito a tale intervento, le norme del RD n. 148/31 trovano applicazione solo ove manchi la disciplina della contrattazione nazionale. Riassumendo, il RD 148/31 costituisce un corpo di norme compiuto che non consente l’applicazione della normativa generale se non in caso di lacuna non colmabile tramite applicazione estensiva o analogica. Va quindi rilevato che l’abrogazione del Regio Decreto in esame determinerebbe l’applicazione ai lavoratori interessati di tutte le norme dettate per la generalità dei lavoratori dipendenti con particolare, ma non esclusivo, riferimento allo statuto dei lavoratori. Inoltre, allo stesso RD 148/31, può introdurre deroghe la contrattazione nazionale di categoria. È proprio su tale impostazione che è stata introdotta, dal DL n.50/2017, l’abrogazione del Regio Decreto riconoscendo la competenza alle Parti sociali interessate a regolamentare le materie in esso contenute rendendole attuali.Schermata 2017-07-06 alle 14.49.46.png

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