DOCUMENTO FINALE dell’XI Congresso della Fit Cisl


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DOCUMENTO FINALE

L’XI Congresso della Fit Cisl, convocato a Chia nei giorni 29, 30, 31 maggio e 1 giugno 2017, ascoltata la relazione del Segretario Generale Nico Piras a nome della Segreteria Nazionale e le conclusioni della Segretaria Generale Anna Maria Furlan, condividendone pienamente i contenuti, le approva unitamente ai contributi emersi dal dibattito. Il Congresso, prendendo atto dei discutibili risultati dei provvedimenti legislativi varati dai Governi degli ultimi anni per rilanciare l’economia e l’occupazione, chiede all’attuale Governo di varare, una volta per tutte, come richiesto dalla nostra Confederazione da anni, una riforma del sistema fiscale, che risulta – a differenza di altri Paesi – eccessivamente penalizzante per i lavoratori e i pensionati. Al tempo stesso il Congresso ritiene indispensabile che nel nostro Paese vengano rese più efficaci, come avviene in altri Paesi avanzati europei, “politiche attive per l’occupazione”, che garantiscano un reale inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e il reinserimento, attraverso percorsi di formazione e di riqualificazione professionale, coloro che il lavoro l’hanno perso. Il Congresso, tenuto conto dei contributi emersi nelle sessioni di approfondimento tematico svoltesi nei tre giorni di lavoro, ribadisce la necessità che si promuova, congiuntamente alle istituzioni ed alle associazioni datoriali, una campagna informativa finalizzata ad incrementare le adesioni volontarie alla previdenza complementare soprattutto dei più giovani che, al momento, risultano meno coinvolti. Per rendere più efficienti e competitivi i Fondi Pensione contrattuali del settore dei trasporti, il Congresso ritiene necessario procedere alla loro unificazione. Il Congresso nell’apprezzare l’avvio degli investimenti in economia reale italiana effettuati da alcuni Fondi dei Trasporti auspica che tali esempi vengano seguiti anche da altri Fondi in modo da promuovere e sviluppare un circolo virtuoso per la creazione di nuovi posti di lavoro nel nostro Paese. A tal fine sostiene la richiesta di un intervento legislativo che consenta di poter contare agevolazioni fiscali di carattere permanente. Il Congresso, preso atto dei contenuti del rapporto 2017 sul Coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti secondo il quale che «le dismissioni di imprese controllate o partecipate dal Ministero dell’economia hanno determinato introiti lordi per 132 miliardi di euro in 24 anni tra il 1992 e il 2016» e che «il loro contributo realisticamente non potrà essere determinante – per il rientro del debito pubblico – nel breve-medio periodo»; considerato che le dismissioni non sempre hanno contribuito all’efficientamento delle aziende, né allo sviluppo dell’economia né migliorato il livello di servizio offerto ai cittadini; ritiene necessario che il Governo sospenda tale pratica e che eventuali ipotesi di privatizzazione vadano esaminate, di volta in volta, per valutare i reali benefici per la collettività anche attraverso il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali. Il Congresso ritiene che le ipotesi di quotazione in borsa di segmenti di Trenitalia e qualsiasi altra operazione propedeutica alla creazione di nuove imprese ferroviarie (es. frecce), nell’ambito del Gruppo FSI, siano da contrastare perché deleterie per l’intero Gruppo FSI, per il Paese e per i lavoratori. In tal senso il Congresso chiede al Governo di bloccare le iniziative del Gruppo FSI volte a quotare in borsa “le frecce” o sdoppiare le società esistenti e impegna la Segreteria Nazionale a mettere in campo tutte le iniziative e le azioni per salvaguardare l’attuale configurazione societaria del Gruppo FSI nonché quelle per migliorare le condizioni dell’intero 2 sistema infrastrutturale ferroviario italiano incentivando una mobilità sostenibile, su tutto il territorio nazionale, che tenga conto delle particolari esigenze anche dei pendolari, lavoratori e studenti. Il Congresso, preso atto dell’escalation di episodi di aggressione e vandalismo verificatisi su varie tratte ferroviarie nazionali e regionali, richiama l’attenzione del Governo sulla questione della sicurezza dei viaggiatori e del personale in servizio sui treni e impegna la Segreteria Nazionale affinché si attivi un tavolo istituzionale presso il Ministero dell’interno, con la partecipazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle imprese ferroviarie e delle rappresentanze sindacali, con il compito di monitorare i fenomeni di aggressione e vandalismo e, conseguentemente, proporre l’adozione di tempestivi provvedimenti in merito. Per conseguire tali obiettivi è necessario promuovere un blocco sociale maggiormente omogeneo sviluppando una più efficace azione sindacale unitaria coinvolgendo tutte le altre organizzazioni presenti nel mondo dei trasporti, a partire da Filt Cgil e Uiltrasporti. Il Congresso, relativamente alla crisi Alitalia, scaturita da scelte manageriali sbagliate come la concentrazione dell’80% delle rotte sul corto raggio e, più recentemente, acuita dalla demagogia e dal populismo di alcuni politici e pseudo esperti, ritiene indispensabile un cambiamento di strategia aziendale che punti sulle rotte a lungo raggio. Il Congresso pertanto confida nel lavoro dei Commissari affinché si individuino partner industriali disposti a investire in nuovi aerei più grandi, ad acquistare nuovi “slot” e, conseguentemente, a definire alleanze commerciali con partner che garantiscano la ridistribuzione delle rotte a lungo raggio. Solo attraverso l’attuazione di una simile strategia si potrà scongiurare lo “spezzatino” dell’azienda e salvaguardare l’occupazione e il reddito dei 12.500 dipendenti diretti e di tutti gli operatori indiretti dell’indotto. Alla luce di quanto si è verificato nella terza decade di aprile 2017, il Congresso ritiene necessaria una riflessione interna al sindacato unitario per stabilire le casistiche in cui è opportuno il ricorso all’istituto del Referendum. Analizzando i dati relativi alla presenza femminile nella Fit, tenuto conto dell’attività svolta dal Coordinamento nazionale donne, il Congresso ritiene che sia necessario promuovere una maggiore partecipazione delle donne negli organismi della Federazione attraverso una più incisiva politica di riequilibrio di genere. La condizione giovanile, da tempo al centro dell’attenzione delle politiche sindacali della Fit, deve continuare ad essere una priorità da sostanziare con azioni dirette sia a sostenere l’occupazione giovanile, che ad allargare gli spazi di partecipazione dei giovani sindacalisti alle attività della Federazione, finalizzate anche a favorire un condiviso ricambio generazionale dei quadri sindacali. A tal fine diventa necessario rendere operativo il neo costituito Coordinamento giovani della Fit, sia a livello nazionale che regionale, sviluppando il progetto di orientamento al lavoro “Il faro”, implementandolo con azioni, accordi sindacali e politiche contrattuali mirati a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nei trasporti. Il Congresso ritiene che la struttura Fit International, nata per assicurare un più puntuale e stretto collegamento con Etf e altri sindacati europei debba consolidare le attività avviate per un ulteriore rafforzamento della presenza della Fit negli organismi del sindacato europeo. 3 In tema di formazione il Congresso auspica che gli importanti e positivi risultati conseguiti trovino continuità con il rafforzamento dell’esperienza avviata e che si completino con una formazione mirata ai quadri e dirigenti della Federazione, per una crescita delle risorse impegnate nei ruoli operativi e/o di responsabilità all’interno dell’organizzazione a tutti i livelli. Il Congresso, relativamente alla costituzione di Cisl Reti, che ha subito un brusco arresto nell’assemblea organizzativa nell’autunno del 2015, valuta che, ancora oggi, il progetto sia valido e attuale e ritiene opportuno riavviare il confronto con le altre due federazioni interessate.

Approvato all’unanimità

4 pensieri su “DOCUMENTO FINALE dell’XI Congresso della Fit Cisl

  1. Un mio personale commento al documento finale dell’XI Congresso Nazionale FIT CISL. Decisamente povero e incompleto come contenuti dopo … ben quattro giorni di relazioni e dibattiti! Le considerazioni iniziali sono le solite di tutti i congressi, non cambia una virgola. Andando nel dettaglio, si contestano con veemenza le ipotesi di quotazione in borsa di talune società appartenenti al gruppo FSI e si “impegna la Segreteria Nazionale a mettere in campo tutte le iniziative e le azioni per salvaguardare l’attuale configurazione societaria del Gruppo FSI”. Non sono un’economista, quindi prendo per buona la prima contestazione. Mi trovo invece del tutto contrario a volere sostenere ancora infrastruttura e servizi in un unica società: niente di più negativo! Se si vuole così per la salvaguardia di non so quali privilegi, si neghino allora le imprese ferroviarie “private” di cui, guarda caso non c’è un minimo accenno nel documento finale. Siamo ancora in presenza di “logiche sindacali” di 40-50 anni fa e poi ci si meraviglia che “qualcuno” veda il sindacato come fumo negli occhi (per usare un eufemismo gentile …). Non c’è un minimo accenno al TPL!!! E’ un settore dove tutto fila via liscio … perfino l’escalation di episodi di aggressioni e vandalismo riguarda solo ed esclusivamente le tratte ferroviarie nazionali e regionali … sugli autobus, sui tram, sulle metro i signori “utenti” sono tutti bravi, gentili, educati … Non c’è un accenno sulla riduzione e/o soppressione di servizi TPL per cronica mancanza di fondi! E sull’autotrasporto merci? Tutto ok! Si vede che va tutto bene così come è: trasporto su gomma senza alcun limite (salviamo così l’occupazione?!?!), senza regole, massima concorrenza, lavoratori esteri che esercitano in Italia con contratti dei loro paesi, e … , in conclusione, ferrovie che trasportano sempre meno merci … Andiamo bene! Ma questi sono problemi che non interessano i “lavoratori”. Dell’Alitalia non mi pronuncio perché non conosco bene il settore. Per finire, mi aspettavo un accenno sulla proposta di legge popolare di iniziativa CISL sulla regolamentazione dello sciopero: neanche un accenno! Dopo quattro giorni a Chia, mi aspettavo insomma un documento finale un po’ più consistente e attuale! Saluti a tutti e grazie per l’attenzione.

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