LA GIUSTIZIA MANCATA NELLE PAROLE DEL POETA DIALETTALE BUTTITTA


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Undici anni dopo la misteriosa strage di Portella della Ginestra il poeta dialettale siciliano Ignazio Buttitta compose un’opera dedicata a quell’eccidio. Indichiamo il link su Youtube in cui è possibile ascoltarla e riportiamo il testo in lingua italiana.

Ignazio Buttitta, Portella della Ginestra recita Tano Avanzato, musica degli Zabara

 

Portella della Ginestra

(traduzione in italiano)

 

Nel piano della Portella chiusa in mezzo a due montagne

c’è una roccia sopra l’erba per memoria ai compagni

Alla destra nella roccia al tempo dei Fasci

un apostolo ci parlava donde proviene tutta la ricchezza.

E da allora fino a oggi a Portella della Ginestra

quando viene il primo di maggio i compagni fanno festa…

E Giuliano lo sapeva che era la festa dei poveri,

una bella giornata di sole dopo tanto piovere,

chi ballava, chi cantava, chi accordava le canzoni e le tavole apparecchiate con nocciole e torroni!

Ogni asta di bandiera era zappa, braccia e mani era terra seminata, pane caldo, forno e grano

La speranza di un domani che fa del mondo una famiglia

la vedevano ormai vicino già contavano le miglia,

l’oratore di quel giorno era Jacopo Schirò,

disse appena: «Viva il primo maggio», e rimase senza parola.

Dal monte della Pizzuta che l’altura più vicina

Giuliano con la sua banda scatenò la carneficina.

A tappeto e a ventaglio mitragliavano la gente come una falce che miete con il fuoco tra i denti

C’è chi piange spaventato,

c’è chi scappa e grida aiuto,

c’è chi alza le braccia invocando protezione.

E le madri col fiatone con il fiato – ma senza più fiato

– Figlio mio, (hai) corpo e braccia un groviglio di piombo!

Dopo un quarto d’ora di quell’inferno, vita, morte e passione i briganti se ne andarono senza più munizioni rimasero in mezzo al sangue e all’erba del piano venti morti, poveretti, che volevano un mondo umano.

E nell’erba li piansero madri e padri inginocchiati che baciandoli gli lavarono il viso con le loro lacrime.

Epifania Barbato accanto al figlio a terra morto dice:

«Ai poveri persino qua fanno la guerra…»

Invece Margherita La Glisceri che era lì coi suoi cinque figli era stata colpita a morte, e nel ventre, aveva il sesto figlio…

Da quel giorno succede che a Portella, chi ci torna dopo tanti anni vede i morti in carne e ossa, testa, volti e gambe, vivere ancora, ancora vivi e può sentire una voce fra cielo e terra che grida: O giustizia, quando arrivi?

O giustizia quando arrivi?!!

Ignazio Buttitta

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