Autostrade, forte adesione allo sciopero nazionale

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Sindacati: concessionarie non rispettano norma che prevede un addetto presente h24

      Il rientro dal week end lungo di Pasqua è stato complicato dallo sciopero dei casellanti e addetti alle autostrade, che si è concluso (do- po le 24 ore annunciate) ieri sera alle 22, ed ha fatto registrare, secondo fonti sindaca- li, adesioni molto elevate.

    I lavoratori autostradali hanno protestato contro le concessionarie che non garantiscono la presenza di un addetto 24 ore su 24 ore ai caselli automatizzati, come prevede, invece, una circolare ministeriale.

      La protesta dei casellanti è giunta a Roma con il presidio di Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl, che si è tenuto nella mattinata di ieri davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Il lavoro prima di tutto”, si leggeva su uno striscione spiegato davanti al Mit.

      Una delegazione dei manifestanti è stata anche convocata, durante la mattinata, per un incontro al ministero. Un incontro dal quale i sindacati sono usciti molto delusi. “Senza risposte siamo pronti anche a procedere per le vie legali – ha commentato il coordinatore Fit Ci- sl per le autostrade, Marino Masucci. Dove non arriva la politica – ha aggiunto – la sostituiremo con gli avvocati come hanno fatto i taxi con Uber.

      Ci sono regole che il Paese non riesce a far rispettare, se serve andremo nei tribunali”. “Siamo molto insoddisfatti – ha rincarato il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco Verzari. “Il ministero ha ribadito che abbiamo ragione ma ci ha chiesto tempo per far applicare le regole. Il fatto è che mentre il ministero prende tempo, sei o sette concessionarie, a partire da Autostrade dei parchi, sono già andate avanti sulla strada dell’automazione e altre – ha aggiunto – già programmano di farlo”.

      Sindacati: concessionarie non rispettano norma che prevede un addetto presente h24 Autostrade, forte adesione allo sciopero nazionale Continua il blocco delle attività al porto di Gioia Tauro per lo sciopero dei lavoratori proclamato, per 10 giorni, da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sul dopo i 400 esuberi annunciati da Mct. Tra i portuali cresce l’attesa per l’incontro in programma oggi a Ro- ma, al ministero dei Tra- sporti e delle Infrastrutture. Incontro convoca- to grazie all’intervento del prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari do- po che i lavoratori, venerdì scorso, avevano bloccato l’autostrada Saler- Porto Gioia Tauro, no ai licenziamenti.

      Oggi confronto e presidio a Roma te dei lavoratori, ma anche sui ritardi accumulati nella realizzazione delle opere inserite nell’Apq di luglio scorso (bacino di carenaggio e gateway ferroviario) e sull’istituzione della Zona Economica Speciale.

      I lavoratori hanno anche rivolto diversi appelli a Papa Francesco raccolti in un video che sarà parte di un documentario più ampio, realizzato dal massmediologo Klaus Davi in collaborazione con Filt Cgil, Fit Cisl, Uil- trasporti, Ugl Mare e Sul. Sara Martano “Sono scoraggiata – ha osservato Tatiana Fazi della Filt Cgil.

     Ma la nostra battaglia ora va avanti – ha puntualizzato – la porteremo in parlamento. Scriveremo alle commissioni, qualcuno dovrà prendere in mano la situazione”. “Le autostrade – sottolineano unitariamente le organizzazioni sindacali di categoria – sono un bene pubblico ed è un diritto di tutti usufruirne in modo sicuro.

      Sono date in concessione ad aziende i cui utili, grazie ai pedaggi regolarmente aumentati ogni anno, non hanno mai risentito della crisi economica. Sorprende dunque rilevare tanta resistenza (che non trova giustificazione economica), nell’applicare una circolare ministeriale. Un lavoratore presente h24 può inter- venire tempestivamente in caso di qualunque necessità, piccola o grande”. “Auspichiamo – concludono Fit, Filt, Uilt, Sla e Ugl – che gli utenti comprendano le motivazioni del nostro sciopero in quanto loro per primi devono esigere sicurezza e qualità di un servizio pagato caramente.

     Qualsiasi disservizio e limitazione della circolazione nel corso dello sciopero dipenderanno dalle scelte dei concessionari di concentrare il traffico ai caselli sui soli varchi regolati da automatismo e queste scelte non possono essere certo addebitate ai lavoratori e al sindacato”. La maggiore concessionaria della rete italiana aveva informato che durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale sarebbero potuti restare chiusi (per as- senza degli esattori), mentre sarebbero rimasti regolarmente aperti i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass.

     In alcuni casi il varco al casello sarebbe potuto restare aperto. I gestori della rete autostradale, in caso di protesta – ricordano i sindacati – possono evitare disagi e tutelare la sicurezza del cittadino lasciando aperti i varchi al casello; ante- ponendo quindi la sicurezza agli incassi.

     Nessun pagamento è dovuto, infatti – puntualizzano in conclusione – nel passaggio a varco aperto, qualsiasi lettera di pagamento è da ritenersi illegittima, così come l’uso della telecamera per verificare chi passa con le barriere aperte durante lo sciopero.

Cecilia Augella