Povertà, sfida aperta


Schermata 2017-04-26 alle 15.09.50.png

Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04

Istat: nel 2016 7,2 milioni di persone in famiglie con disagio economico. Riflettori accesi sul Rei appena introdotto

     In Italia sono oltre 7,2 milioni le persone che vivono in famiglie povere. Un livello, in percentuale pari all’11,9%, che nel 2016 è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all’anno prima, ”nonostante il miglioramento delle condizioni economiche” generali. Una percezione che evidentemente manca.

     L’Istat anticipa così la stima sulla grave deprivazione materiale, una delle spia di povertà messe appunto nell’Unione europea.

     Nove sono i sintomi monitorati e si cade nell’area critica quando se ne presentano almeno quattro.

     Ecco cosa fa la differenza: non potersi permettere spese impreviste di 800 euro, una settimana di vacanze, un pasto proteico ogni due giorni, l’acquisto di un’auto, un riscaldamento adeguato o avere arretrati per mutuo o bollette.

     Guardando alle diverse fasce d’età, pur se vanno meglio della media, gli over65 registrano un peggioramento sul 2015.

     In lieve diminuzione, invece, i minorenni in situazioni problematiche, pur se si tratta ancora di 1 milione e 250 mila.

      La scarsa occupazione tra le nuove gene- razioni, avverte l’Istat, avrà ripercussioni anche negli anni a seguire.

      Serve quindi ”uno scatto” anche per centrare il target dicrescita del Pil per il 2017.

     Per il resto si confermano le solite spaccature: l’indice del disagio economico al Mezzogiorno è il triplo.

      Tutti dati che provano ”l’urgenza degli interventi previsti dal governo per il contrasto della povertà”, spiega il direttore della produzione statistica Roberto Monducci, intervenendo sul Def in Parlamento.

      Una prima, strutturale risposta è appunto arrivata nei giorni scorsi con l’approvazione definitiva in Parlamento del disegno di legge delega che introduce il reddito di inclusione, sul quale ha lavorato per anni l’Alleanza contro la povertà. Parte così il Piano nazionale che quest’anno conterà su una dote di 1,6 miliardi che diventeranno strutturali e pari a 1,8 miliardi dal 2018.

Giampiero Guadagn

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...