C’eravamo tanto armati


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Il mondo di nuovo con il fiato sospeso. Gli Stati Uniti hanno lanciato nella notte tra giovedì e venerdì un attacco, con 59 missili partiti da navi Usa nel Mediterraneo, contro la base militare siriana di Shayrat, nella provincia di Homs, da dove sarebbero partiti i raid con armi chimiche del 4 aprile scorso che hanno causato la morte di almeno 86 persone tra cui 30 bambini. L’attacco missilistico Usa avrebbe invece causato la morte di 15 civili, tra cui 4 bambini. Durissima la reazione della Russia. Putin parla di ”aggressione contro un paese sovrano sulla base di pretesti inventati”. E il presidente siriano Assad definisce ”sperico – lato e irresponsabile” il comportamento degli Usa. Ma Unione Europea e Nato non hanno dubbi: è proprio Assad il solo responsabile. Nelle capitali del Vecchio Continente emergono comunque due linee distinte. Da un lato quella di Gran Bretagna e paesi dell’est, convinti che non ci siano margini per fare compromessi con Assad e il suo protettore russo. Ma altri temono un’esca – lation militare e le conseguenze di un caotico cambio di regime a Damasco. Il premier italiano Gentiloni, d’accordo con Francia e Germania, giustifica l’attacco Usa ma al tempo stesso rilancia la necessità del negoziato politico e il ruolo fondamentale della Russia.Unaposizione questa sostenuta anche dal sindacato. Sottolinea ad esempio la leader Cisl Furlan: ”Ue e Governo italiano si devono adoperare per far cessare l’uso di tutte le armi e le atrocità ed avviare un negoziato sotto l’egida Onuper riportare la pace in Siria”. Ma è proprio il ruolo dell’Onu in forte discussione in queste ore di crescente tensione. Aggravata dal nuovo attacco terroristico, stavolta a Stoccolma, dove un camion ha investito la folla in una strada nei pressi della stazione centrale, Il bilancio provvisorio è di tre morti e otto feriti. D’altra parte gli attacchi terroristici sono inaumento in tutto il mondo: nel 2016 4.151, + 14% rispetto all’anno prima. E tra gli Stati a rischio, per la prima volta, anche il Vaticano, come spiega l’edizio – ne 2017 della Risk map.

Giampiero Guadagni

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