Pensioni Lavori usuranti Circolare INPS n. 90/2017

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Circolare INPS n. 90/2017

Cari amici,

     a seguito dell accordo sulle pensioni del 28 settembre 2016, la legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232/2016 art. 1 commi da 206 a 208) ha previsto a decorrere dal 1° gennaio 2017 l alleggerimento di alcune norme contenute nel d.lgs. n. 67/2011 in materia di pensionamento per chi svolge lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

     Ora è stata pubblicata la circolare INPS n. 90/2017, allegata, che fornisce utili precisazioni per l applicazione delle nuove regole.

      Dal 1 gennaio 2017 si richiede che la l attività usurante sia svolta per almeno sette anni negli ultimi 10, oppure per la metà della vita lavorativa complessiva.

      I periodi effettivi di lavoro usurante sono desumibili dall accredito della contribuzione obbligatoria compresi quelli dove questa è integrata con contribuzione figurativa, escludendo però i periodi con mancato svolgimento dell attività o totalmente coperti da contribuzione figurativa.

     Ai requisiti richiesti non si applicano gli incrementi per aspettativa di vita, quindi gli attuali requisiti non si modificheranno nel tempo.

      Non si applicherà neppure il differimento della decorrenza (finestre) di 12 o 18 mesi poiché per questa prestazione è stato abrogato.

      Le domande di accesso al pensionamento usuranti con la richiesta documentazione devono essere presentate entro il 1 marzo per chi raggiunge i requisiti entro il 31/12/2017 e il entro il 1 maggio 2017 per chi raggiunge i requisiti entro il 31/12/2018.

      Per gli anni successivi, sempre entro il 1° maggio dell anno precedente alla maturazione dei requisiti. In caso di domande successive la decorrenza della pensione è differita di alcuni mesi. Infine, gli accoglimenti delle domande inviate dall INPS agli interessati prima delle entrata in vigore della legge n. 232/2016 sono state riesaminate d ufficio alla luce delle nuove regole e le domande presentate da chi perfezioni i requisiti entro il 31/12/2018 non devono essere respinte dalle sedi INPS ma messe in evidenza per procedere alla liquidazione.

Vi invitiamo ad indirizzare i lavoratori alle sedi del Patronato INAS per la consulenza e l assistenza.

Fraterni saluti.

Segretario Confederale

Maurizio Petriccioli

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OGGETTO: Accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, come modificato dalla legge n. 214 del 2011 e dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232. SOMMARIO: Dal 1° gennaio 2017 gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, ovvero, per almeno metà della vita lavorativa complessiva, possono conseguire il trattamento pensionistico anticipato di cui al decreto legislativo n. 67 del 2011 senza dover attendere l’apertura della c.d. finestra mobile dal perfezionamento dei requisiti pensionistici ai quali, in via transitoria, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni dal 2019 al 2025. Premessa Nel Supplemento Ordinario n. 57 della Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, è stata pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232, avente ad oggetto “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”. Tale legge – entrata in vigore il 1° gennaio 2017 (ai sensi di quanto disposto dall’articolo 19 della stessa legge) – all’articolo 1, commi da 206 a 208, reca disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, con particolare riferimento al requisito oggettivo, al mancato adeguamento in via transitoria dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita, alla non applicazione delle c.d. finestre mobili, al termine per la presentazione della domanda di accesso al beneficio, alla copertura degli oneri ed alle modalità attuative del predetto decreto (Allegato 1). Con la presente circolare, acquisito il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 2890 del 28 aprile 2017, si forniscono le prime indicazioni in ordine alle modifiche apportate dalla legge n. 232 del 2016 al decreto legislativo n. 67 del 2011. Per quanto non espressamente previsto dalla presente circolare, si fa rinvio ai chiarimenti in materia forniti con i precedenti messaggi, ove compatibili. 1. Requisito oggettivo Con effetto dal 1° gennaio 2017, l’articolo 1, comma 206, lettera b), della legge n. 232 del 2016 ha, tra l’altro, modificato l’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 67 del 2011 prevedendo, alla lettera a), la soppressione delle parole “compreso l’anno di maturazione dei requisiti” e la sostituzione delle parole “per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017” con la parola “ovvero” e, alla lettera b),la soppressione delle parole “per le pensioni aventi decorrenza dal 1° gennaio 2018”. A seguito di tali modifiche, a partire dal 1° gennaio 2017 il diritto al trattamento pensionistico anticipato è esercitabile qualora i lavoratori addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011 abbiano svolto una o più delle predette lavorazioni per un periodo di tempo pari: a) ad almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa ovvero b) ad almeno la metà della vita lavorativa complessiva. Ai fini del computo di tali periodi si tiene conto dello svolgimento effettivo di attività lavorativa da parte dell’interessato (ossia dei periodi effettivi di permanenza nelle predette attività, desumibile dall’accredito di contribuzione obbligatoria) con inclusione dei periodi in cui l’accredito di contribuzione obbligatoria è integrato dall’accredito di contribuzione figurativa ed esclusione dei periodi di mancato svolgimento di attività lavorativa e di quelli totalmente coperti da contribuzione figurativa (es. mobilità). Con riferimento ai lavoratori che, alla data di presentazione della domanda di riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti hanno cessato l’attività lavorativa, i periodi da considerare sono quelli precedenti la data di cessazione della predetta attività. Laddove invece gli stessi lavoratori svolgono ancora attività lavorativa, i periodi da considerare sono quelli precedenti la data di cessazione dell’attività lavorativa indicata dall’interessato nella domanda di riconoscimento del beneficio insieme alla tipologia di attività che lo stesso svolgerà fino alla predetta data. Ai fini del riconoscimento del beneficio in parola non occorre che i periodi di svolgimento di attività lavorativa particolarmente faticosa e pesante siano continuativi, né che nell’anno di perfezionamento dei requisiti pensionistici, ovvero, nell’ultimo anno di lavoro, l’interessato abbia svolto tale attività. Per l’accertamento dello svolgimento di attività lavorativa particolarmente faticosa e pesante per almeno metà della vita lavorativa complessiva deve essere computata l’anzianità contributiva maturata dall’interessato presso la gestione previdenziale a carico della quale deve essere liquidata la pensione, in base alle disposizioni in essa vigenti. Al riguardo, si rammenta che la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti può essere presentata anche da lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano svolto tali attività e che raggiungono il diritto alla pensione con il cumulo della contribuzione versata in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi. In tali casi, la riduzione del requisito anagrafico e delle quote deve essere effettuata in funzione dei requisiti previsti dalla legge n. 247 del 2007 per i lavoratori autonomi. 1.1 Svolgimento di lavoro notturno a turni Come noto, per la valutazione del periodo di svolgimento di lavoro notturno a turni, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), n. 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011, occorre far riferimento alle giornate lavorative svolte nell’anno solare, ossia, nell’anno intercorrente tra un qualsiasi giorno dell’anno ed il corrispondente giorno dell’anno precedente (es., 20 febbraio 2017 – 20 febbraio 2016). Pertanto, ai fini del riconoscimento del beneficio pensionistico di cui al decreto legislativo n. 67 del 2011, occorre accertare che, per il periodo indicato dall’articolo 1, comma 2, del citato decreto (vedi precedente punto 1), l’interessato abbia svolto nell’anno solare lavoro notturno, come individuato dall’ articolo 1, comma 1, lettera b), n. 1, del citato decreto legislativo, secondo il numero di giorni lavorativi minimi richiesti dalla norma. Per la verifica dello svolgimento del lavoro notturno a turni, occorre: a) suddividere l’anzianità contributiva posseduta dall’interessato alla data di cessazione del rapporto di lavoro in periodi contributivi annui – espressi in giorni, settimane o mesi a seconda della gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore – ed eventualmente in un periodo residuo inferiore all’anno; b) accertare che in ciascun periodo contributivo annuo sia stato effettuato il numero minimo di turni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), n. 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011, non inferiore a 64; c) nel caso di svolgimento del lavoro notturno a turni per almeno la metà della vita lavorativa complessiva, accertare che nell’eventuale periodo residuo inferiore all’anno sia stato effettuato il numero minimo di turni di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), n. 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011, riparametrato alla durata del periodo residuo. Si rammenta che il comma 7 dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 67 del 2011 prevede che: per i lavoratori notturni a turni che abbiano prestato attività per un numero di giorni lavorativi all’anno sia da 64 a 71, sia da 72 a 77, si applica il beneficio previsto per l’attività svolta per il periodo di tempo più lungo nell’ambito del periodo minimo di cui al comma 2 del medesimo articolo (7 anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, metà della vita lavorativa complessiva); qualora i lavoratori notturni a turni che abbiano prestato attività per un numero di giorni lavorativi all’anno inferiori a 78, abbiano svolto anche una o più delle attività di cui alle altre fattispecie indicate al comma 1 del medesimo articolo (lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo; lavoratori che svolgono attività notturna per un numero di giorni all’anno pari o superiore a 78; lavoratori notturni che prestano attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo), si applica il beneficio previsto per i lavoratori che abbiano prestato attività in turni inferiori a 78 giorni l’anno solo se, prendendo in considerazione il periodo complessivo in cui sono state svolte le restanti attività, il lavoro da turnista con meno di 78 notti sia stato svolto per un periodo superiore alla metà. 2. Beneficio L’articolo 1, comma 206, lettera c), della legge n. 232 del 2016 ha, tra l’altro, aggiunto all’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 67 del 2011 il seguente periodo: “In via transitoria, con riferimento ai requisiti di cui al presente comma non trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui al citato articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025 ai sensi dell’articolo 24, comma 13, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214”. Pertanto, ai requisiti pensionistici previsti dall’articolo 1, commi 4 e 6-bis, del decreto legislativo n. 67 del 2011, adeguati agli incrementi della speranza di vita stabiliti a decorrere dal 1° gennaio 2013 e dal 1° gennaio 2016 – dai decreti ministeriali 6 dicembre 2011 e 16 dicembre 2014 – non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025. Ne consegue che i predetti requisiti pensionistici vigenti alla data del 31 dicembre 2016 (vedi punto 2 del messaggio n. 386 del 2016) non verranno adeguati alla speranza di vita fino al 31 dicembre 2026. 2.1 Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Le categorie di lavoratori destinatarie del beneficio in parola, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 61 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,6, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6, così come riassunto nella tabella che segue. PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI dall’ 1.01.2017 al 31.12.2018 LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) almeno 35 anni minimo 61 e 7 97,6* almeno 35 anni minimo 62 e 7 98,6* mesi* mesi* * Requisiti adeguati all’incremento della speranza di vita per effetto del decreto interministeriale del 16 dicembre 2014, in attuazione dell’articolo 12 della legge n. 122 del 2010 e s.m.i. (vedi anche Msg. n. 20600 del 13.12.2012 – punto 3.2 e circolare n. 63 del 2015). 2.2 Lavoratori notturni 2.2.1 Lavoratori notturni a turni A) Occupati per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno I lavoratori appartenenti a tale categoria, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso dei requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti di cui al punto 2.1. B) Occupati per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno I lavoratori appartenenti a tale categoria, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6, oppure, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 64 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 100,6, così come riassunto nella tabella che segue. PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI dal 01.01.2017 al 31.12.2018 LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) almeno 35 anni minimo 63 e 7 mesi* 99,6* almeno 35 anni minimo 64 e 7 mesi* 100,6* * Requisiti adeguati all’incremento della speranza di vita per effetto del decreto interministeriale del 16 dicembre 2014, in attuazione dell’articolo 12 della legge n. 122 del 2010 e s.m.i. (vedi anche Msg. n. 20600 del 13.12.2012 – punto 3.2 e circolare n. 63 del 2015). C) Occupati per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno I lavoratori appartenenti a tale categoria, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 62 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,6, oppure se lavoratori autonomi, di un’età minima di 63 anni e 7 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 99,6, così come riassunto nella tabella che segue. PERIODO DI MATURAZIONE DEI REQUISITI dal 01.01.2017 al 31.12.2018 LAVORATORI DIPENDENTI LAVORATORI AUTONOMI Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) Anzianità contributiva Requisito anagrafico Quota (somma età e anzianità contributiva) almeno 35 anni minimo 62 e 7 mesi* 98,6* almeno 35 anni minimo 63 e 7 mesi* 99,6* * Requisiti adeguati all’incremento della speranza di vita per effetto del decreto interministeriale del 16 dicembre 2014, in attuazione dell’articolo 12 della legge n. 122 del 2010 e s.m.i. (vedi anche Msg. n. 20600 del 13.12.2012 – punto 3.2 e circolare n. 63 del 2015). 2.2.2 Lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo I lavoratori appartenenti a tale categoria, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso dei requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti di cui al punto 2.1. 3. Presentazione della domanda per l’accesso al beneficio Con effetto dal 1° gennaio 2017, l’articolo 1, comma 206, lettera d), della legge n. 232 del 2016 ha, altresì, modificato l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011 prevedendo, alla lettera b), la sostituzione delle parole “a decorrere dal 1° gennaio 2012” con le parole “entro il 31 dicembre 2016” e disposto l’introduzione, dopo la lettera b), delle seguenti lettere: “b-bis) entro il 1° marzo dell’anno di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati nel corso dell’anno 2017; b-ter) entro il 1º maggio dell’anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati a decorrere dal 1º gennaio 2018”. A seguito di tali modifiche, ai fini dell’accesso al beneficio in parola, il lavoratore deve trasmettere la relativa domanda e la necessaria documentazione entro: il 1° marzo 2017 qualora perfezioni i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2017; il 1° maggio 2017 qualora perfezioni i prescritti requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018. Nel caso in cui la domanda venga presentata oltre i termini sopra individuati, e sempreché sia accertato il possesso dei prescritti requisiti, la decorrenza della pensione è differita secondo le scansioni temporali indicate al successivo punto 4. La domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio e la relativa documentazione devono essere presentate alla competente struttura territoriale dell’Istituto utilizzando la procedura telematica a disposizione dei cittadini o degli enti di patronato, fermo restando la possibilità di utilizzare il modulo AP45 reperibile sul sito internet http://www.inps.it nella sezione moduli (messaggio n. 794 del 23 febbraio 2017). 4. Decorrenza del beneficio L’articolo 1, comma 206, lettera a), della legge n. 232 del 2016 ha altresì disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’abrogazione dell’articolo 24, comma 17-bis, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, che prevedeva l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (c.d. finestre mobili), alle pensioni liquidate in favore degli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Pertanto, dal 1° gennaio 2017, non si applica il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico di 12 mesi (per i lavoratori dipendenti) o di 18 mesi (per i lavoratori autonomi) dalla data di maturazione dei previsti requisiti. Resta fermo che, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo n. 67 del 2011, la presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre il termine di cui all’articolo 2, comma 1, del predetto decreto comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari a: a. un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari ad un mese; b. due mesi, per un ritardo della presentazione superiore ad un mese ed inferiore a tre mesi; c. tre mesi per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi. Il differimento di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011 non trova applicazione per il personale del comparto scuola ed Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM). Con riferimento ai soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalla disciplina vigente al 31 dicembre 2016, il trattamento pensionistico anticipato non può avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2017, data di entrata in vigore della legge n. 232 del 2016. Con riferimento ai soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalla disciplina vigente al 1° gennaio 2017 il trattamento pensionistico anticipato non può avere decorrenza anteriore al 2 gennaio 2017 (per gli iscritti ai Fondi FS e IPOST ed alla Gestione pubblica), ovvero, al 1° febbraio 2017 (per gli iscritti all’AGO ed ai Fondi sostitutivi dell’AGO). Con riferimento al personale del comparto scuola ed Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) il trattamento pensionistico anticipato non può avere decorrenza anteriore rispettivamente al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti sempreché alle predette date gli interessati risultino in possesso dei prescritti requisiti. Per i predetti soggetti, la presentazione della domanda di certificazione oltre i termini di legge indicati al precedente punto 3 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il posticipo della decorrenza della pensione al 1° settembre e al 1° novembre dell’anno successivo. Le comunicazioni di accoglimento delle domande di accesso al beneficio inviate agli interessati prima della data di entrata in vigore della legge n. 232 del 2016 sono state riesaminate d’ufficio alla luce delle predette disposizioni. Le domande di pensione presentate ai sensi del decreto legislativo n. 67 del 2011 dai soggetti che perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018 non devono essere respinte, ma tenute in apposita evidenza, al fine di provvedere alla liquidazione del trattamento pensionistico in base alle stesse nel caso in cui, in presenza di tutti i requisiti di legge, i soggetti risultino beneficiari delle disposizioni in parola. 5. Copertura finanziaria L’articolo 1, comma 207, della legge n. 232 del 2016 pone a carico dello Stato gli oneri derivanti dal riconoscimento del beneficio in argomento, con previsione della relativa copertura finanziaria. 6. Modalità attuative Con successivo messaggio, all’esito delle modificazioni che saranno apportate dal decreto emanato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’art 1 comma 208, della legge n. 232 del 2016, verranno predisposte le ulteriori istruzioni. Il Direttore Generale Gabriella Di Michele Sono presenti i seguenti allegati: Allegato N.1 Cliccare sull’icona “ALLEGATI” per visual

I decreti attuativi dell’Ape sociale e della pensione per i lavoratori precoci

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Nota di commento a cura di Valeria Picchio

La legge di bilancio per il 2017 (legge n. 232/2016) che ha introdotto in via sperimentale nell’ordinamento l’innovativo istituto dell’Ape – Anticipo pensionistico e la pensione con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci ha anche previsto alcuni decreti attuativi che si rivelano indispensabili per poter gestire le norme e le procedure che tali prestazioni richiedono. In questa nota cercheremo di analizzare separatamente, sebbene per vari aspetti alcune norme coincidano, le disposizioni contenute nei due DPCM sapendo che i decreti attuativi entreranno in vigore il giorno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

APE Sociale

L’APE sociale è disciplinato all’art. 1 commi da 179 a 184 della legge 232/2017 e sin dal primo articolo si chiarisce che le modalità di attuazione della prestazione sono emanate nel rispetto dei limiti di spesa previsti dal comma 186 (300 milioni di euro nel 2017, 609 milioni nel 2018, 647 milioni nel 2019, 462 milioni nel 2020, 280 milioni nel 2021, 83 milioni ne 2022, 8 milioni nel 2023). La precisazione condiziona in modo significativo i tempi di presentazione della domanda di prestazione e il monitoraggio.

Che cosa è l’Ape sociale e a quanto ammonta

L’Ape sociale è un’indennità economica, pagata dall’INPS, finanziata dalla fiscalità generale a chi si trovi in determinate condizioni. Non è quindi un prestito che deve essere restituito ma una sorta di sostegno al reddito fino a che non si raggiunge la pensione. L’importo è calcolato in base all’ammontare del futuro trattamento pensionistico di vecchiaia cui avrà diritto il richiedente nel limite massimo di 1.500 euro lordi (non rivalutabile) per 12 mensilità ed è soggetto alla tassazione prevista per il reddito da lavoro dipendente. In caso di contribuzione dispersa in varie gestioni, il calcolo della pensione avverrà pro-quota con le regole di ciascuna gestione per i periodi ivi maturati.

Chi ha diritto all’Ape sociale e quale documentazione deve allegare

Possono accedere all’APE sociale coloro che siano iscritti all’Ago Inps, vale a dire i lavoratori dipendenti e i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi; alle forme sostitutive dell’Ago cioè agli ex fondi speciali (elettrici, telefonici, ex Inpdai, trasporto, dazieri, esattoriali, fondo volo, Inpgi, sportivi professionisti); alle forme esclusive (ex Indap, ex Ipost, ex Enpals); alla gestione separata Inps ai sensi dell’art. 2 comma 26 legge 335/1995. Non possono invece accedere all’APE gli iscritti alle Casse professionali e agli enti privatizzati. La contribuzione dispersa nelle varie gestioni viene tutta considerata per raggiungere l’anzianità contributiva richiesta, ad eccezione 2 dell’eventuale contribuzione versata presso casse professionali ed enti privatizzati. In ogni caso la contribuzione per periodi coincidenti si considera una sola volta. Gli interessati devono aver compiuto almeno 63 anni di età e trovarsi in una delle seguenti quattro condizioni:

1)Avere almeno 30 anni di contributi ed essere in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 comma 1 d.lgs. 150/20151 per licenziamento individuale o collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale di cui alla procedura prevista dall’art. 7 della legge 604/1966. Inoltre è necessario che da almeno tre mesi sia cessata l’intera prestazione di disoccupazione spettante.

La formulazione del decreto, che si attiene a quanto previsto dalla legge di bilancio, differisce dalla più generale enunciazione contenuta nell’accordo sulle pensioni del 28 settembre 2016. Attualmente sono quindi esclusi dalla possibilità di accedere all’Ape sociale i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato scaduto i quali abbiamo goduto e terminato la prestazione di disoccupazione. L’esclusione, grave e giustificata dal Governo per i vincoli finanziari imposti alla misura, è stata adeguatamente denunciata dal sindacato e si auspica che vi sia posto rimedio. Per gli operai agricoli, vista la specificità della posizione contributiva, poiché il Dpcm sul punto tace è necessario attendere le indicazioni dell’ Inps.

Per quanto riguarda la documentazione, il decreto precisa che l’interessato deve produrre:

 una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato secondo la citata procedura.

2) Avere almeno 30 anni di contributi e al momento della richiesta di Ape sociale assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona con cui è contratta l’unione civile o un parente di primo grado convivente (genitori o figli) con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 legge 104/1992. In questo caso il richiedente l’Ape sociale deve allegare:

 la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 la certificazione attestante l’handicap in situazione di gravità della persona a cui presta assistenza.

Nel caso in cui più soggetti assistano la stessa persona con handicap grave, l’APE sociale può essere concessa ad un solo avente diritto. 1 Art. 19 comma 1 d.lgs. 150/2015 Stato di disoccupazione “ Sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego”

3) Avere almeno 30 anni di contributi ed essere riconosciuto invalido dalle commissioni di invalidità civile almeno al 74%. La documentazione richiesta è:

 la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 il verbale di invalidità civile attestante l’invalidità pari almeno al 74%.

Al tavolo di confronto con il Governo è stato posto il problema degli invalidi del lavoro con accertamento INAIL chiedendo l’estensione interpretativa della norma che impone il riconoscimento presso le sole commissioni di invalidità civile. Purtroppo la risposta è stata negativa sebbene i rappresentanti del Governo abbiano assicurato che verrà previsto per questi lavoratori una sorta di canale preferenziale rispetto ai tempi amministrativi. Gli interessati dovranno comunque presentare la domanda di invalidità civile ed è stato assicurato che le ASL saranno obbligate a procedere all’accertamento dell’invalidità.

4) Avere almeno 36 anni di contributi e svolgere alla data della domanda di Ape sociale da almento sei anni in via continuativa una o più delle attività gravose sotto elencate. Per effetto dell’art. 53 decreto-legge n. 50/2017 tali attività si considerano svolte in via continuativa quando, nei 6 anni precedenti la decorrenza dell’Ape sociale, non abbiano subito interruzioni per un periodo superiore a 12 mesi nell’arco temporale degli ultimi 7 anni precedenti la decorrenza.

La documentazione richiesta consiste in:

 dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 contratto di lavoro o busta paga;

 dichiarazione del datore di lavoro su specifico modulo INPS attenstante i periodi di lavoro, CCL applicato, mansioni svolte, inquadramento attribuito. In particolare rispetto alle attività di cui alle lettere da a) a e), g), da i) a m) dell’elenco in calce, si chiede l’applicazione delle voci di tariffa INAIL con tasso medio di tariffa non inferiore al 17 per mille (ai sensi del decreto del Ministero del lavoro del 12/12/2000).

Elenco attività gravose (allegato A)

a) Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

Limitatamente al personale inquadrato come operaio nei settori dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici.

Le professioni comprese in questo gruppo si occupano, utilizzando strumenti, macchine e tecniche diverse, dell’estrazione e della lavorazione di pietre e minerali, della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche, nonché del mantenimento del decoro architettonico, dellapulizia e dell’igiene delle stesse.Fanno parte di tale gruppo gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici, della costruzione e manutenzione di strade, dighe e altre opere pubbliche

b) Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

Conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento

Le professioni comprese in questa unità manovrano macchine fisse, mobili o semoventi, per il sollevamento di materiali, ne curano l’efficienza, effettuano il posiziona mento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, effettuano le operazioni di aggancio e sgancio delle masse da 4 sollevare, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni atmosferiche e di contesto, della natura del carico e delle norme applicabili.

Conduttori di macchinari mobili per lo perforazione nelle costruzioni

Le professioni comprese in questa categoria manovrano macchine per la perforazione nel settore delle costruzioni, ne curano l’efficienza, ne effettuano il posiziona mento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, provvedono al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni del terreno e dei materiali da perforare, del tipo di lavoro da svolgere e delle norme applicabili.

c) Conciatori di pelli e di pellicce

Le professioni comprese in questa unità si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, raschiano, sottopongono a concia, nappa no, scamosciano, rifilano e portano a diverso grado di rifinitura i materiali della pelle animale in modo da renderli utilizza bili per confezionare capi e complementi di abbigliamento, accessori di varia utilità, calzature, rivestimenti e altri manufatti in cuoio e pelle.

d) Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante Conduttori di convogli ferroviari

Le professioni comprese in questa categoria conducono locomotori ferroviari con propulsori diesel, elettrici o a vapore per il trasporto su rotaia di persone e merci.

Personale viaggiante

Personale che espleta la sua attività lavorativa a bordo e nei viaggi dei convogli ferroviari

e) Conduttori di mezzi pesanti e camion

Le professioni comprese in questa unità guidano autotreni e mezzi pesanti per il trasporto di merci, sovrintendono alle operazioni di carico e di scarico, prowedendo al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni viarie e delle norme applicabili

f) Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni Professioni sanitarie infermieristiche, così come definite dal decreto del Ministro della Sanità del 14/9/1994 n. 739. Professioni sanitarie ostetriche, così come definite dal decreto del Ministro della Sanità del 14/9/1994 n. 740 Le attività devono essere con lavoro organizzato a turni ed espletate nelle strutture ospedaliere

g) Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

Addetti all’assistenza personale

Le professioni comprese in questa unità assistono, nelle istituzioni o a domicilio, le persone anziane, in convalescenza, disabili, in condizione transitoria o permanente di non autosufficienza o con problemi affettivi, le aiutano a svolgere le normali attività quotidiane, a curarsi e a mantenere livelli accettabili di qualità della vita. Attività espletate anche presso le famiglie

h) Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido

Le professioni comprese in questa unità organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico. L’ambito della scuola dell’infanzia comprende: a – servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera) b – scuole dell’infanzia statali e paritarie.

i) Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati

Le professioni classificate in questa categoria provvedono alle operazioni di carico, scarico e movimentazione delle merci all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, imprese, organizzazioni e per le stesse famiglie; raccolgono e trasportano i bagagli dei viaggiatori e dei clienti di alberghi e di altre strutture ricettive.

I) Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali

Le professioni classificate in questa categoria mantengono puliti e in ordine gli ambienti di imprese, organizzazioni, enti pubblici ed esercizi commerciali. Personale non qualificato addetto alla pulizia nei servizi di al/aggio e nel/e navi

Le professioni classificate in questa categoria cura il riordino e la pulizia delle camere, dei bagni, delle cucine e degli ambienti comuni; provvede alla sostituzione delle lenzuola, degli asciugamani e di altri accessori a disposizione dei clienti.

m) Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Le professioni classificate in questa unità provvedono alla raccolta dei rifiuti nelle strade, negli edifici, nelle industrie e nei luoghi pubblici e al loro caricamento sui mezzi di trasporto presso i luoghi di smaltimento, si occupano della raccolta dagli appositi contenitori dei materiali riciclabili e del loro caricamento su mezzi di trasporto.

Numerose richieste di chiarimenti sono state presentate al Governo dal sindacato su questo punto: dal requisito dei 36 anni di contribuzione, più elevato quindi rispetto ai casi precedenti, allo svolgimento per almeno sei anni in via continuativa delle attività gravose, a specifici profili delle attività individuate, alla documentazione da allegare alla domanda. Rispetto ai requisiti contributivi e alla durata dell’attività gravosa l’accelerata caduta del Governo Renzi ha fatto decadere gli emendamenti migliorativi presentati al testo della legge di bilancio. Le pressioni per un’interpretazione più estensiva dei “sei anni continuativi” si sono concretizzate nella previsione contenuta nel citato articolo 53 del d.l 50/2017 sopra descritta, per cui in sostanza è necessario aver svolto le attività elencante nel corso di sei anni negli ultimi sette precedenti la decorrenza dell’Ape sociale.

Come presentare la domanda: la procedura

Le norme sull’Ape entrano in vigore il 1 maggio 2017 e, in quanto sperimentali, hanno efficacia fino al 31 dicembre 2018. La procedura prevede alcuni passaggi.

1. La domanda di riconoscimento dei requisiti di accesso all’Ape sociale

2. La risposta sulla sussistenza dei requisiti

3. La vera e propria domanda di Ape sociale Tutto il processo è gestito dall’INPS.

1. La domanda di riconoscimento dei requisiti deve essere presentata all’INPS di residenza, che rilascia ricevuta con annotazione della data e dell’ora di ricezione, entro determinate date per consentire all’Istituto di previdenza il monitoraggio delle richieste e l’equilibrio tra accoglimenti e risorse economiche stanziate. Di conseguenza devono presentare domanda:

 entro il 15 luglio 2017 coloro che si trovano o si troveranno nelle condizioni sopra descritte entro il 31 dicembre 2017. L’INPS deve rispondere all’interessato entro il 15 ottobre 2017. Le domande presentate oltre questa data ma in ogni caso entro il 30 novembre 2017 saranno prese in considerazione solo se all’esito del monitoraggio residueranno risorse. In questo caso l’INPS deve rispondere entro il 31 dicembre 2017;  entro il 31 marzo 2018 coloro che si troveranno nelle condizioni sopra descritte entro il 31 dicembre 2018. L’INPS deve rispondere entro il 30 giugno 2018. Le domande presentate oltre questa data ma in ogni caso entro il 30 novembre 2018 saranno prese in considerazione solo se all’esito del monitoraggio residueranno le risorse finanziarie. In questo caso l’INPS deve rispondere entro il 31 dicembre 2018.

2. L’INPS verifica la sussistenza dei requisiti e comunica all’interessato:

 Il riconoscimento delle condizioni indicando la prima decorrenza utile se è sufficiente la copertura finanziaria rispetto al monitoraggio.

 Il riconoscimento delle condizioni con differimento dell’Ape in caso di insufficiente copertura finanziaria. In questa ipotesi solo dopo il monitoraggio verrà comunicata la data utille.

 Il rigetto della domanda se non sussistono i requisiti.

3. La vera e propria domanda di accesso all’Ape si presenta all’INPS di residenza dopo aver ottenuto la risposta in ordine alla sussistenza delle condizioni, oppure se si ha la ragionevole certezza di essere in possesso dei requisiti la domanda di Ape si presenta contestualmente alla domanda per la verifica dei requisiti per evitare di perdere mensilità. L’Ape sociale verrà corrisposta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso, in presenza di tutti i requisiti richiesti e sarà attribuita fino al raggiungimento dell’età anagrafica prevista per il trattamento pensionistico di vecchiaia.

Di conseguenza, quindi, se un lavoratore richiede l’Ape sociale all’età di 63 anni compiuti nel 2017 questa sarà corrisposta fino all’età di 66 anni 7 mesi e ulteriori mesi eventualmente necessari per l’applicazione della variazione dell’aspettativa di vita (poiché nel 2019 potrebbe scattare un nuovo aumento). In fase di prima applicazione del decreto e solo per le domande presentate entro il 30 novembre 2017, l’APE sociale è corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione dei requisiti ma in ogni caso con decorrenza non precedente il 1 maggio 2017, si tratta quindi di una deroga alla regola generale sulla decorrenza della prestazione.

Questa indicazione consente a coloro che già avessero i requisiti richiesti per l’APE alla data del 1° maggio di non perdere ratei di prestazione a causa del grave ritardo con cui sono state emanate le norme attuative. Attenzione su questo aspetto era stata chiesta dai Sindacati in sede di incontro con il Governo ma anche dal Consiglio di Stato in un articolato e critico parere sulla prima versione del DPCM.

Incompatibilità e decadenza

L’APE sociale è compatile con i redditi derivanti da attività lavorativa entro determinati limiti:

 In caso di lavoro dipendente o collaborazione coordinata e continuativa che diano titolo ad un reddito annuo non superiore a 8.000 euro, importo al lordo di imposte e di contributi previdenziali e assistenziali del lavoratore;

 In caso di lavoro autonomo il reddito annuo non deve superare 4.800 euro annui, anche in questo caso l’importo è al lordo delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali del lavoratore.

Nel caso in cui si superino tali limiti, l’APE sociale percepita nello stesso anno diventa indebita e l’INPS procederà al recupero. Verosimilmente l’Inps chiederà il reddito presunto dell’anno, con verifica l’anno successivo a fronte del reddito consolidato.

Da notare che il titolare di Ape sociale che raggiunga i requisiti per la pensione anticipata non perde il diritto all’Ape, poiché in questo caso si decade dall’indennità solo alla data di decorrenza del trattamento pensionistico anticipato, ma la data di decorrenzza è condizionata alla presentazione della domanda di pensione a cura dell’interessato.

Invece l’Ape sociale non è compatibile:

 con i trattamenti di sostegno al reddito relativi allo stato di disoccupazione involontaria;

 con l’Assegno sociale di disoccupazione (ASDI) di cui all’art. 16 d.lgs. 22/2015;

 con l’indennizzo per cessazione di attività commerciale (art. 1 d.lgs. 207/1996) Di conseguenza, chi gode di questi trattamenti non potrà accedere all’Ape sociale e, viceversa, chi gode di Ape sociale, ma svolge contestualmente attività entro i limiti di reddito sopra indicati e ad un certo punto le termina, non avrà diritto a queste prestazioni. Ci chiediamo se in questo caso sarà possibile o conveniente per il lavoratore scegliere tra Ape e questi trattamenti.

Le verifiche e scambio dati

Ferma restando ogni altra iniziativa ispettiva, l’Ispettorato nazionale del lavoro svolgerà accertamenti attraverso banche dati e altre informazioni in possesso degli Istituti previdenziali sulla sussistenza in capo ai richiedenti e ai titolari di Ape delle condizioni previste dalla legge sia su richiesta dell’INPS sia in attuazione di appositi piani di controllo adottati annualmente dal Ministero del lavoro, sia a campione. Gli enti previdenziali e il Ministero del lavoro provvedono quindi allo scambio di dati ed elementi conoscitivi con particolare riguardo allo svolgimento delle attività gravose di cui al sopra citato elenco.

Criteri di priorità nel monitoraggio

L’età anagrafica per il raggiungimento del requisito della pensione di vecchiaia e a parità di questa la data di presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’Ape costituiscono i criteri di priorità nella elaborazione della lista degli aventi diritto per il monitoraggio delle domande positivamente certificate dall’INPS ai fini di verificare eventuali scostamenti rispetto alle risorse finanziarie stanziate. Quindi, avranno la priorità i soggetti più anziani e in caso di pari età si guarderà alla data di presentazione della domanda. Non essendo stati previsti contingenti per le singole quattro tipologie di aventi diritto la lista sarà unica.

Se l’onere finanziario è superiore, anche in prospettiva, allo stanziamento previsto l’INPS dovrà procedere all’individuazione dei soggetti esclusi dal beneficio e al differimento della decorrenza dell’Ape dovuta, secondo il criterio di priorità sopra descritto. Inoltre, se dall’attività di monitoraggio prevista per il 2017 e il 2018 residueranno risorse finanziarie, l’Istituto provvederà a concedere l’Ape a coloro che hanno presentato la domanda in ritardo, ovviamente sempre secondo il criterio di priorità prima richiamato e nei limiti delle risorse finanziarie annualmente disponibili.

La pensione per i lavoratori precoci

L’articolo 1 commi da 199 a 202 della legge 232/2017 disciplina il trattamento pensionistico dei lavoratori precoci prevedendo che, a decorrere dal 1 maggio 2017, l’ordinario requisito per la pensione anticipata disciplinato dall’art. 24 comma 10 della legge 2014/2011 (oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) sia ridotto a 41 anni di contributi. A tale requisito si applicheranno gli adeguamenti alla speranza di vita.

A chi spetta e quale documentazione allegare

Il pensionamento con 41 anni di contributi spetta a lavoratori iscritti all’AGO oppure alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che abbiano almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995 (calcolo retributivo fino al 31/12/2011) o con meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995 (calcolo contributivo dal 1/1/1996), non si applica quindi a coloro che accedono al calcolo contributivo puro avendo contributi solo dal 1/1/1996 in poi. Inoltre, non si applica ai lavoratori iscritti alle Casse professionali o enti privatizzati. Il requisito dei 41 anni si può però raggiungere anche cumulando i periodi contributivi non coincidenti ai sensi dell’art. 1 comma 239 della legge 228/2012 presenti presso forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia, superstiti dei lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, iscritti alla gestione separata (art. 2 comma 26 legge 335/1995), alle forme sostitutive ed esclusive dell’AGO e alle Casse professionali e agli enti privatizzati.

 Sono richiesti i seguenti requisiti:

 almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti i 19 anni di età;

 trovarsi in una delle condizioni di disagio sotto elencate:

1. Essere in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 comma 1 d.lgs. 150/2015 per licenziamento individuale o collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale di cui alla procedura prevista dall’art. 7 della legge 604/1966. Inoltre è necessario che da almeno tre mesi sia cessata l’intera prestazione di disoccupazione spettante. Anche in questo caso la formulazione del decreto differisce dalla enunciazione più generale contenuta nell’accordo sulle pensioni del 28 settembre 2016. Attualmente sono quindi esclusi dal pensionamento con 41 anni di contributi i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato scaduto i quali abbiamo goduto e terminato la prestazione di disoccupazione.

Per quanto riguarda la documentazione l’interessato deve produrre:

 una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato secondo la citata procedura.

2. Assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona con cui è contratta l’unione civile o un parente di primo grado convivente (genitori o figli) con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 legge 104/1992. E’ necesario allegare:

 la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 la certificazione attestante l’handicap in situazione di gravità della persona a cui presta assistenza.

3. Essere riconosciuto invalido dalle commissioni di invalidità civile almeno al 74%.

La documentazione richiesta è:

 la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 il verbale di invalidità civile attestante l’invalidità pari almeno al 74%.

Gli interessati, anche se la percentuale è già riconosciuta dall’INAIL, dovranno comunque presentare la domanda di invalidità civile, il Governo ha assicurato che le ASL saranno obbligate a procedere all’accertamento dell’invalidità. 

4. Svolgere alla data della domanda di pensionamento con 41 anni da almento sei anni in via continuativa una o più delle attività gravose sotto elencate

Anche per il pensionamento dei lavoratori precoci ai sensi dell’art. 53 del decreto-legge n. 50/2017 tali attività si considerano svolte in via continuativa quando, nei 6 anni precedenti la decorrenza dell’Ape sociale, non abbiano subito interruzioni per un periodo superiore a 12 mesi nell’arco temporale degli ultimi 7 anni precedenti la decorrenza.

La documentazione richiesta consiste in:

 dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla sussistenza dei requisiti al momento della domanda o al loro realizzarsi entro la fine dell’anno;

 contratto di lavoro o busta paga;

 dichiarazione del datore di lavoro su specifico modulo INPS attenstante i periodi di lavoro, CCL applicato, mansioni svolte, inquadramento attribuito. In particolare rispetto alle attività di cui alle lettere da a) a e), g), da i) a m) dell’elenco in calce, si chiede l’applicazione delle voci di tariffa INAIL con tasso medio di tariffa non inferiore al 17 per mille (ai sensi del decreto del Ministero del lavoro del 12/12/2000).

      Elenco attività gravose (allegato A)

a) Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

Limitatamente al personale inquadrato come operaio nei settori dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici.

Le professioni comprese in questo gruppo si occupano, utilizzando strumenti, macchine e tecniche diverse, dell’estrazione e della lavorazione di pietre e minerali, della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche, nonché del mantenimento del decoro architettonico, della pulizia e dell’igiene delle stesse.Fanno parte di tale gruppo gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici, della costruzione e manutenzione di strade, dighe e altre opere pubbliche

b) Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

Conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento

Le professioni comprese in questa unità manovrano macchine fisse, mobili o semoventi, per il sollevamento di materiali, ne curano l’efficienza, effettuano il posiziona mento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, effettuano le operazioni di aggancio e sgancio delle masse da sollevare, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni atmosferiche e di contesto, della natura del carico e delle norme applicabili.

Conduttori di macchinari mobili per lo perforazione nelle costruzioni

Le professioni comprese in questa categoria manovrano macchine per la perforazione nel settore delle costruzioni, ne curano l’efficienza, ne effettuano il posiziona mento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, provvedono al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni del terreno e dei materiali da perforare, del tipo di lavoro da svolgere e delle norme applicabili.

c) Conciatori di pelli e di pellicce

Le professioni comprese in questa unità si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, raschiano, sottopongono a concia, nappa no, scamosciano, rifilano e portano a diverso grado di rifinitura i materiali della pelle animale in modo da renderli utilizza bili  per confezionare capi e complementi di abbigliamento, accessori di varia utilità, calzature, rivestimenti e altri manufatti in cuoio e pelle.

d) Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante Conduttori di convogli ferroviari

Le professioni comprese in questa categoria conducono locomotori ferroviari con propulsori diesel, elettrici o a vapore per il trasporto su rotaia di persone e merci.

Personale viaggiante

Personale che espleta la sua attività lavorativa a bordo e nei viaggi dei convogli ferroviari

e) Conduttori di mezzi pesanti e camion

Le professioni comprese in questa unità guidano autotreni e mezzi pesanti per il trasporto di merci, sovrintendono alle operazioni di carico e di scarico, provvedendo al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni viarie e delle norme applicabili

f) Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

Professioni sanitarie infermieristiche, così come definite dal decreto del Ministro della Sanità del 14/9/1994 n. 739. Professioni sanitarie ostetriche, così come definite dal decreto del Ministro della Sanità del 14/9/1994 n. 740 Le attività devono essere con lavoro organizzato a turni ed espletate nelle strutture ospedaliere

g) Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

Addetti all’assistenza personale

Le professioni comprese in questa unità assistono, nelle istituzioni o a domicilio, le persone anziane, in convalescenza, disabili, in condizione transitoria o permanente di non autosufficienza o con problemi affettivi, le aiutano a svolgere le normali attività quotidiane, a curarsi e a mantenere livelli accettabili di qualità della vita. Attività espletate anche presso le famiglie

h) Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido

Le professioni comprese in questa unità organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico. L’ambito della scuola dell’infanzia comprende: a – servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera) b – scuole dell’infanzia statali e paritarie.

i) Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati

Le professioni classificate in questa categoria provvedono alle operazioni di carico, scarico e movimentazione delle merci all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, imprese, organizzazioni e per le stesse famiglie; raccolgono e trasportano i bagagli dei viaggiatori e dei clienti di alberghi e di altre strutture ricettive.

I) Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali

Le professioni classificate in questa categoria mantengono puliti e in ordine gli ambienti di imprese, organizzazioni, enti pubblici ed esercizi commerciali. Personale non qualificato addetto alla pulizia nei servizi di al/aggio e nel/e navi Le professioni classificate in questa categoria cura il riordino e la pulizia delle camere, dei bagni, delle cucine e degli ambienti comuni; provvede alla sostituzione delle lenzuola, degli asciugamani e di altri accessori a disposizione dei clienti.

m) Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Le professioni classificate in questa unità provvedono alla raccolta dei rifiuti nelle strade, negli edifici, nelle industrie e nei luoghi pubblici e al loro caricamento sui mezzi di trasporto presso i luoghi di smaltimento, si occupano della raccolta dagli appositi contenitori dei materiali riciclabili e del loro caricamento su mezzi di trasporto.

5.Soddisfare alla data della domanda di pensionamento con 41 anni di contributi i requisiti di cui all’art. 1 commi 1, 2, 3 del decreto legislativo n. 67/2011, cioè svolgere le seguenti attività:

 Mansioni particolarmente usuranti di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 19 maggio 1999 (c.d.: “Decreto Salvi”);

 Lavori notturni, come definiti e ripartiti ai soli fini del decreto legislativo 67/2011;

 Lavori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di cui all’elenco n. 1 contenuto nell’allegato 1 al decreto legislativo 67/2011, cui si applicano i criteri per l’organizzazione del lavoro previsti dall’articolo 2100 del codice civile, impegnati all’interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall’organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo di qualità;

 Conduzione di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Per almeno sette anni negli ultimi dieci o almeno per la metà della vita lavorativa.

La documentazione da allegare in questo caso è quella prevista dal d.lgs. 67/2011.

La procedura

Anche nel caso del pensionamento dei lavoratori precoci sono previste tre fasi:

– Domanda di riconoscimenti dei requisiti

– Risposta dell’INPS

– Domanda di pensione

La domanda di riconoscimento dei requisiti deve essere presentata all’INPS di residenza, che rilascia ricevuta con annotazione della data e dell’ora di ricezione.

Le domande devono essere presentate:

  entro il 15 luglio 2017 da coloro che si trovano o si troveranno nelle condizioni sopra descritte entro il 31 dicembre 2017. L’INPS deve rispondere all’interessato entro il 15 ottobre 2017. Le domande presentate oltre questa data ma in ogni caso entro il 30 novembre 2017 saranno prese in considerazione solo se all’esito del monitoraggio residueranno risorse. In questo caso l’INPS deve rispondere entro il 31 dicembre 2017;

 entro il 1 marzo 2018 per coloro che si troveranno nelle condizioni sopra descritte nel corso deli anni successivi. L’INPS deve rispondere entro il 30 giugno di ciascun anno successivo. Le domande presentate oltre questa data ma in ogni caso entro il 30 novembre di ciascun anno saranno prese in considerazione solo se all’esito del monitoraggio residueranno le risorse finanziarie. In questo caso l’INPS deve rispondere entro il 31 dicembre di ciasun anno.

Le condizioni per l’accesso a questo trattamento pensionistico devono realizzarsi già al momento della presentazione della domanda di riconoscimento dei requisiti, fatto salvo per: – il requisito dell’anzianità contributiva;

– il periodo di tre medi di conclusione della disoccupazione;

– il periodo di svolgimento dell’attività in via continuativa dei sei anni queste condizioni devono, però, realizzarsi entro la fine dell’anno in corso al momento di presentazione della domanda.

L’INPS verifica la sussistenza dei requisiti e comunica all’interessato:

 Il riconoscimento delle condizioni indicando la prima decorrenza utile se è sufficiente la copertura finanziaria rispetto al monitoraggio.

 Il riconoscimento delle condizioni con differimento del pensionamento in caso di insufficiente copertura finanziaria. In questa ipotesi solo dopo il monitoraggio verrà comunicata la data utille.

 Il rigetto della domanda se non sussistono i requisiti.

La domanda di pensione si presenta alla sede INPS di residenza dell’interessato.

La pensione è corrisposta dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, in presenza di tutti i requisiti e le condizioni richieste.

Anche in questo caso, per ovviare al ritardo nella emanazione del DPCM è stato previsto, in deroga alla regola generale, nella prima fase di applicazione del decreto e per le sole domande presentate entro il 30 novembre 2017 che la pensione sia corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e comunque con decorrrenza non precedente il 1 maggio 2017.

Incumulabilità

La pensione con 41 anni di contributi non è cumulabile con i redditi da lavoro subordinato o autonomo per il periodo di tempo che corrisponde alla differenza tra l’anzianità contributiva della 14 pensione anticipata (oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento, quindi, 41 anni.

Se il titolare di questa pensione durante questo periodo percepisce redditi da lavoro dipendente o autonomo il trattamento pensionistico è sospeso fino a quando è previsto il divieto di cumulo e l’INPS procederà al recupero delle rate di pensione erogate. Inoltre, il pensionamento per lavoratori precoci non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro gravose o usuranti di cui ai precedenti elenchi. E’ consentito invece il cumulo con la maggiorazione prevista dall’art. 80 della legge 388/2000 di due mesi all’anno per gli invalidi cui sia riconosciuto almento il 74% di invalidità.

Si tratta quindi di una importante, ma comprensibile, eccezione alla possibilità di cumulo tra pensione e reddito da lavoro riconosciuta oramai da tempo dalla legge. Per quanto riguarda invece la non cumulabilità con altre maggiorazioni è opportunto attendere le istruzioni dell’INPS per una più puntuale interpretazione della norma.

Le verifiche e scambio dati

Anche in questo caso, l’Ispettorato nazionale del lavoro svolgerà accertamenti attraverso banche dati e altre informazioni in possesso degli Istituti previdenziali sulla sussistenza in capo ai richiedenti delle condizioni previste dalla legge sia su richiesta dell’INPS sia in attuazione di appositi piani di controllo adottati annualmente dal Ministero del lavoro, sia a campione. Gli enti previdenziali e il Ministero del lavoro provvedono quindi allo scambio di dati ed elementi conoscitivi con particolare riguardo allo svolgimento delle attività gravose di cui al sopra citato elenco.

Criteri di priorità nel monitoraggio

L’INPS procede al monitoraggio delle domande positivamente certificate per verificare eventuali scostamenti rispetto alle risorse disponibili annualmente e la verifica viene effettuata sulla base della data di raggiungimento del requisito dei 41 anni e, a parità della stessa, della data di presentazione della domanda di riconscimento delle condizioni di accesso al beneficio.

Le domande di pensione sono accolte entro il limite di spesa di 360 milioni di euro per il 2017, 550 milioni per il 2018, 570 milioni per il 2019, 590 milioni all’anno a decorrere dal 2020.

Se l’onere finanziario è superiore, anche in prospettiva, allo stanziamento previsto l’INPS dovrà procedere all’individuazione dei soggetti esclusi dal beneficio e al differimento della decorrenza della pensione, secondo il criterio di priorità sopra descritto. Inoltre, se dall’attività di monitoraggio prevista per ogni anno residueranno risorse finanziarie, l’Istituto provvederà ad individare tra i soggetti che hanno presentato la domanda in ritardo, coloro che potranno accedere a tale pensionamento sulla base del criterio di priorità.

Pensioni – Decreti attuativi APE sociale e lavoratori precoci

BABY PENSIONATI.jpgRoma, 23 maggio 2017

     Cari amici, finalmente siamo nelle condizioni di trasmettervi i DPCM attuativi dell’APE sociale (legge 232/2016 art. 1 commi da 166 a 186) e del pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci (legge 232/2016 art. 1 commi da 199 a 205). I DPCM saranno pubblicati nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.Continua a leggere…

Pensioni – Decreti attuativi APE sociale e lavoratori precoci

BABY PENSIONATI.jpgRoma, 23 maggio 2017

     Cari amici, finalmente siamo nelle condizioni di trasmettervi i DPCM attuativi dell’APE sociale (legge 232/2016 art. 1 commi da 166 a 186) e del pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci (legge 232/2016 art. 1 commi da 199 a 205). I DPCM saranno pubblicati nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

       A breve verranno emanate le circolari INPS e si terranno alcuni incontri tra Patronati e INPS per la gestione delle procedure.

      Come sapete (vedi nostra circolare n. 185/2017) il grave ritardo nell’emanazione dei DPCM ha creato innumerevoli disagi ai lavoratori, ai sindacati e ai patronati e quindi auspichiamo che ora sia possibile fare chiarezza, agire sulla base di norme certe e dare tranquillità ai lavoratori e alle lavoratrici che da tempo attendono risposte.

       Rinviando ai decreti e alla nota di approndimento allegati per l’analisi di dettaglio dei provvedimenti, segnaliamo che, sia per APE sociale sia per lavoratori precoci, coloro che entro il 31 dicembre 2017 possono vantare i requisiti richiesti devono presentare le domande entro il 15 luglio. Chi, invece, maturerà i requisiti entro il 2018 dovrà presentare la domanda entro il 31 marzo 2018.

     Le domande presentate in ritardo ma, in ogni caso, non oltre il 30 novembre di ciascun anno saranno prese in considerazione solo se all’esito del monitoraggio residueranno le adeguate risorse finanziarie. Inoltre, è importante sottolineare che per entrambe le prestazioni, in via di prima applicazione dei decreti e per le sole domande presentate entro il 30 novembre 2017, in deroga alla regola generale, l’APE sociale e la pensione per i lavoratori precoci sono corrisposte con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni previste e comunque con decorrenza non precedente il 1 maggio.

      Si risponde così alla richiesta delle OO.SS. e ai rilievi del Consiglio di Stato rispetto alla necessità di non far perdere ratei di prestazione agli aventi diritto a causa dell’insolito ritardo nell’emanazione delle norme attuative poiché la legge 232/2016 ne prevedeva l’entrata in vigore il 1 di maggio 2017.

      Vi invitiamo ad indirizzare gli interessati presso le sedi del Patronato INAS – CISL per la consulenza che si rivela indispensabile vista la complessità degli argomenti e la presentazione delle domande.

      I ritardi che hanno caratterizzato la partenza dell’Ape sociale e del meccanismo di pensionamento anticipato con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci interessati hanno creato una situazione di sofferenza a carico dei potenziali destinatari delle agevolazioni e finito per differire lo stesso avvio del confronto relativo alla “fase due” dell’intesa del 28 settembre 2016 sulla previdenza.

      Ora attendiamo che il Governo vari presto il DPCM relativo all’Ape volontaria e che il confronto al tavolo tecnico possa essere utilmente ripreso, non solo per affrontare i temi previsti nella “fase due” (sviluppo della previdenza complementare, pensione di garanzia per i giovani lavoratori maggiormente coinvolti in processi di precarietà, rafforzamento della tutela del potere di acquisto delle pensioni in essere) ma per sanare le lacune presenti e migliorare i meccanismi di tutela previsti dalla normativa e dai DPCM attuativi, secondo lo spirito e i contenuti dell’intesa, in modo che la prossima legge di bilancio possa proseguire il percorso di graduale riequilibrio del sistema previdenziale, volto a migliorarne l’equità e la sostenibilità sociale.

Fraterni saluti.

Il Segretario Confederale

Maurizio Petriccioli

DPCM Anticipo pensionistico “sociale” – APE SOCIALE VISTO l’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si prevede, in via sperimentale, dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, che agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere da a) a d) del medesimo comma, al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni, è riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e 186 della citata legge 11 dicembre 2016, n. 232, un’indennità per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; VISTO l’articolo 53, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, il quale dispone che ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 179, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le attività lavorative di cui all’allegato C si considerano svolte in via continuativa quando nei sei anni precedenti il momento di decorrenza dell’indennità di cui al comma 181 della medesima legge le medesime attività lavorative non hanno subito interruzioni per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente la predetta decorrenza per un periodo corrispondente a quello complessivo di interruzione; VISTO l’articolo 1, comma 180, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabilisce che la concessione dell’indennità di cui al comma 179 è subordinata alla cessazione dell’attività lavorativa e non spetta a coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto; VISTO l’articolo 1, comma 181, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabiliscono l’importo mensile, il tetto massimo, la cadenza della corresponsione ed il numero delle indennità mensili da corrispondere ai soggetti beneficiari; VISTO l’articolo 1, comma 182, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale vengono indicati i trattamenti e gli indennizzi incompatibili con l’indennità di cui al comma 179; VISTO l’articolo 1, comma 183, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale vengono stabilite le ipotesi di decadenza dal diritto all’indennità di cui al comma 179; VISTO l’articolo 1, comma 184, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabilisce che per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca che cessano l’attività lavorativa e richiedono l’indennità di cui al comma 179, i termini di pagamento delle indennità di fine servizio comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell’età di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato; VISTO l’articolo 1, comma 185, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il quale demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, la disciplina delle modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 179 a 184, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui al comma 186, della legge n. 232 del 2016, avuto particolare riguardo: alla determinazione delle caratteristiche specifiche delle attività lavorative di cui al comma 179, lettera d); alle procedure per l’accertamento delle condizioni per l’accesso al beneficio di cui ai commi da 179 a 186 e alla relativa documentazione da presentare a tali fini; alle disposizioni attuative di quanto previsto dai commi da 179 a 186, con particolare riferimento: all’attività di monitoraggio e alla procedura di cui al comma 186, da effettuare con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241; alla disciplina del procedimento di accertamento anche in relazione alla documentazione da presentare per accedere al beneficio; alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatore dell’indennità di cui al comma 179 fornisce all’interessato in esito alla presentazione della domanda di accesso al beneficio; alla predisposizione dei criteri da seguire nell’espletamento dell’attività di verifica ispettiva da parte del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché degli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria; alle modalità di utilizzo da parte dell’ente previdenziale delle informazioni relative alla dimensione, all’assetto organizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali, anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi in possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori nei confronti degli infortuni sul lavoro;  all’individuazione dei criteri di priorità di cui al comma 186; alle forme e modalità di collaborazione tra enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine alle tipologie di lavoratori interessati; VISTO l’articolo 1, comma 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale sono indicati i limiti di spesa relativi al riconoscimento dell’indennità di cui al comma 179 ed è stabilito che, qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie stanziate, la decorrenza dell’indennità è differita, con criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti di cui al comma 180, individuati con il presente decreto e, a parità degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine di garantire un numero di accessi all’indennità non superiore al numero programmato in relazione alle predette risorse finanziarie; VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in particolare, l’articolo 17, commi 3 e 4; UDITO il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 26 aprile 2017; SU PROPOSTA del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze adotta il seguente regolamento ART. 1 (Oggetto e finalità) 1.      Il presente decreto disciplina le modalità di attuazione delle disposizioni relative all’indennità di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (di seguito denominata APE sociale), nel rispetto dei limiti di spesa annuali previsti al comma 186 della medesima legge. ART. 2           (Condizioni per l’accesso all’APE sociale) 1.      Può conseguire l’APE sociale il soggetto iscritto all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che ha cessato l’attività lavorativa, non è titolare di un trattamento pensionistico diretto, ha compiuto almeno 63 anni di età e si trova in una delle seguenti condizioni: a)      è in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, si trova in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, della legge 15 luglio 1966, n. 604, ed ha concluso da almeno tre mesi di godere dell’intera prestazione per la disoccupazione a lui spettante; b)      è in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni e al momento della richiesta assiste da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado, convivente, con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità è possibile conseguire una sola APE sociale; c)      è in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni e riconosciuto invalido civile di grado almeno pari al 74 per cento; d)     è un lavoratore dipendente in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni, che alla data della domanda di accesso all’APE sociale svolge da almeno sei anni, in via continuativa, una o più delle attività elencate nell’allegato A del presente decreto. 2.      Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo di cui al comma 1, lettere da a) a d), si tiene conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, presso le gestioni indicate dal comma 1. I versamenti contributivi per periodi coincidenti si considerano una sola volta ai fini del diritto all’indennità. ART. 3           (Misura dell’APE sociale) 1.      L’APE sociale è erogata mensilmente per dodici mensilità l’anno, è pari all’importo corrispondente a quello della rata mensile della pensione di vecchiaia calcolata al momento della domanda e non può in ogni caso superare l’importo mensile di 1.500 euro lordi, non soggetto alla rivalutazione. Nel caso di soggetto con contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo presso più gestioni ai fini del calcolo dell’APE sociale il computo della rata mensile di pensione è effettuato pro-quota per ciascuna gestione in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. ART. 4 (Domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale) 1.      Ai fini della domanda di accesso all’APE sociale l’interessato presenta domanda per il riconoscimento delle condizioni di cui articolo 2 alla sede INPS di residenza, che ne rilascia ricevuta con annotazione della data e dell’ora di ricezione. 2.      I soggetti che si trovano o verranno a trovarsi entro il 31 dicembre 2017 nelle condizioni di cui all’articolo 2, presentano domanda per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale entro il 15 luglio 2017. I soggetti che verranno a trovarsi nelle predette condizioni nel corso dell’anno 2018 presentano domanda per il loro riconoscimento entro il 31 marzo 2018. 3.      Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il 31 marzo 2018 e, comunque, non oltre il 30 novembre di ciascun anno sono prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio di cui all’articolo 11 residuano le necessarie risorse finanziarie. 4.      Le condizioni per l’accesso all’APE sociale devono essersi realizzate già al momento della presentazione della domanda di cui al comma 1, ad eccezione del requisito anagrafico, dell’anzianità contributiva, del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), e del periodo di svolgimento dell’attività lavorativa in via continuativa di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), che devono, comunque, maturare entro la fine dell’anno in corso al momento di presentazione della domanda. ART. 5 (Documentazione da allegare alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale) 1.        Unitamente alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale, l’interessato produce una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza al momento della domanda o il realizzarsi entro la fine dell’anno delle condizioni di cui all’articolo 4, comma 4, nonché i seguenti documenti a riprova della sussistenza, già al momento della domanda di riconoscimento, delle relative condizioni: a)      con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato ai sensi dell’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604; b)      con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), la certificazione attestante l’handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992 del coniuge, della persona in unione civile o del parente di primo grado, convivente cui presta assistenza; c)      con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), il verbale di invalidità civile attestante un’invalidità a suo carico di grado almeno pari al 74 per cento. 2.        Con specifico riguardo alle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), l’interessato produce, oltre ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza delle predette condizioni, al contratto di lavoro o ad una busta paga, una dichiarazione del datore di lavoro, redatta su un apposito modulo predisposto dall’INPS o, nelle more della sua predisposizione, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante i periodi di lavoro prestato alle sue dipendenze, il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte, come specificate nell’allegato A, ed il livello di inquadramento attribuito, nonché, con riferimento alle attività lavorative di cui all’allegato A, lettere da a) a e), g) e da i) a m), l’applicazione delle voci di tariffa INAIL con un tasso medio di tariffa non inferiore al 17 per mille, ai sensi del  decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro del bilancio e della programmazione economica  12 dicembre 2000 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2001. 3.             L’istruttoria della domanda per l’accertamento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale è svolta dalla sede territoriale dell’INPS, che la effettua con i dati disponibili nei suoi archivi e attraverso lo scambio di dati di cui all’articolo 10, secondo le modalità individuate da un apposito Protocollo predisposto congiuntamente da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL, ANPAL ed Ispettorato nazionale del lavoro, nel quale sono, tra l’altro, indicate le modalità attraverso le quali riscontrare le informazioni contenute nella dichiarazione del richiedente e del datore di lavoro ed i casi in cui la sede INPS può avvalersi, al fine, dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Nelle more dell’adozione del Protocollo l’INPS procede, comunque, ad istruire le domande presentate. ART. 6 (Comunicazioni dell’INPS) 1.             In esito all’esame della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale di cui all’articolo 4, l’INPS comunica all’interessato entro il 15 ottobre dell’anno 2017 ed entro il 30 giugno dell’anno 2018: a) il riconoscimento delle condizioni, con indicazione della prima decorrenza utile, qualora a tale ultima data sia confermata la sussistenza delle condizioni e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria in esito al monitoraggio di cui all’articolo 11; b) il riconoscimento delle condizioni, con differimento della decorrenza dell’APE sociale in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria. In tal caso la prima data utile per l’accesso all’APE sociale viene comunicata in data successiva in esito al monitoraggio di cui all’articolo 11; c)  il rigetto della domanda qualora non sussistano le necessarie condizioni. 2.  L’INPS comunica all’interessato l’esito delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso  all’APE sociale prese in considerazione ai sensi dell’articolo 4, comma 3, entro il 31 dicembre di ciascun anno. ART. 7 (Domanda di accesso all’APE sociale) 1.      La domanda di APE sociale è presentata alla sede INPS di residenza dell’interessato. 2.      L’APE sociale è corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso, alla maturazione di tutti i requisiti e le condizioni previste e all’esito del positivo riconoscimento di cui all’articolo 4, e fino al conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.  3.      In fase di prima applicazione del presente decreto e per le sole domande presentate entro il 30 novembre 2017, in deroga a quanto previsto dal comma 2, l’APE sociale è corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e, comunque, con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017. 4.      Le domande di APE sociale sono accolte entro il limite di spesa di 300 milioni di euro per l’anno 2017, di 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di euro per l’anno 2019, di 462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280 milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro per l’anno 2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023. ART. 8           (Incompatibilità e decadenza) 1.      L’APE sociale è compatibile con lo svolgimento di attività di lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa che danno titolo ad un reddito annuo non superiore a 8.000 euro e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo che dà titolo ad un reddito annuo non superiore a 4.800 euro, considerati tali importi al lordo delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dal lavoratore. In caso di superamento di tali limiti annui, l’APE sociale percepita nel corso dello stesso anno diviene indebita e l’INPS procede al recupero del relativo importo. 2.      Il titolare dell’APE sociale decade dal diritto all’indennità alla data di decorrenza del trattamento di pensione anticipato. 3.      L’APE sociale non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, nonché con l’indennizzo previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, erogati per periodi per i quali è corrisposta l’APE sociale. ART. 9 (Verifiche ispettive) 1.      Ferma restando ogni ulteriore iniziativa di carattere ispettivo, l’Ispettorato nazionale del lavoro, avvalendosi delle banche dati e di ogni altra informazione in possesso degli Istituti previdenziali, svolge accertamenti sulla sussistenza in capo ai richiedenti ed ai titolari di APE sociale delle condizioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettere da a) a d), sia su richiesta della sede INPS, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, sia in attuazione di appositi piani di controllo adottati annualmente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia, eventualmente, a campione. ART. 10 (Scambio dei dati tra enti) 1.      Gli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvedono, ai fini del procedimento accertativo di cui all’articolo 4 e delle verifiche di cui all’articolo 9, allo scambio di dati ed elementi conoscitivi, con particolare riferimento all’accertamento dello svolgimento delle attività di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d). ART. 11 (Monitoraggio e criteri di ordinamento delle domande e gestione della clausola di salvaguardia) 1.      Il monitoraggio delle domande positivamente certificate, ai fini della individuazione di eventuali scostamenti rispetto alle risorse finanziarie annualmente disponibili per legge, è effettuato dall’INPS, sulla base della data di raggiungimento del requisito anagrafico per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto- legge n. 201 del 2011 e, a parità di requisito, della data di presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale. 2.       Qualora l’onere finanziario accertato attraverso il procedimento di cui al comma 1 sia superiore allo stanziamento di cui all’articolo 1, comma 186, della legge n. 232 del 2016 valutato anche in via prospettica, l’INPS provvede all’individuazione dei soggetti esclusi dal beneficio e al conseguente posticipo della decorrenza dell’indennità loro dovuta sulla base del criterio di ordinamento previsto al comma 1. 3.     Qualora dall’attività di monitoraggio prevista per l’anno 2017 e per l’anno 2018 residuino le necessarie risorse finanziarie, l’INPS provvede ad individuare nell’ambito delle domande di cui all’articolo  4, comma 3, positivamente certificate e sulla base del criterio di ordinamento di cui al comma 1, i soggetti per i quali è possibile concedere l’APE sociale nei limiti delle risorse finanziarie annualmente disponibili. 4.      All’espletamento delle attività di monitoraggio si provvede attraverso indizione, da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di apposita conferenza di servizi di cui all’articolo  14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. ART. 12 (Invarianza dei costi) 1.  Salvo quanto previsto all’articolo 7, comma 3, le Amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ART. 13 (Entrata in vigore) 1.      Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente decreto, registrato alla Corte dei conti e munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare. Roma lì Il Presidente del Consiglio dei ministri Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Il Ministro dell’economia e delle finanze                                                                                                                                                      ALLEGATO A                                                                                                                                            (articolo 2, comma 1, lett. d)                                                                                                                                         Caratteristiche delle attività lavorative indicate nella tabella C allegata alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, e ammesse al beneficio.   a)  Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici Limitatamente al personale inquadrato come operaio nei settori dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici Le professioni comprese in questo gruppo si occupano, utilizzando strumenti, macchine e tecniche diverse, dell’estrazione e della lavorazione di pietre e minerali, della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche, nonché del mantenimento del decoro architettonico, della pulizia e dell’igiene delle stesse. Fanno parte di tale gruppo  gli operai dell’ industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici, della costruzione e manutenzione di strade, dighe e altre opere pubbliche LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   b) Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni Conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento Le professioni comprese in questa unità manovrano macchine fisse, mobili o semoventi, per il sollevamento di materiali, ne curano l’efficienza, effettuano il posizionamento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, effettuano le operazioni di aggancio e sgancio delle masse da sollevare, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni atmosferiche e di contesto, della natura del carico e delle norme applicabili. Conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni Le professioni comprese in questa categoria manovrano macchine per la perforazione nel settore delle costruzioni, ne curano l’efficienza, ne effettuano il posizionamento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, provvedono al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni del terreno e dei materiali da perforare, del tipo di lavoro da svolgere e delle norme applicabili. LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   c)  Conciatori di pelli e di pellicce Le professioni comprese in questa unità si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, raschiano, sottopongono a concia, nappano, scamosciano, rifilano e portano a diverso grado di rifinitura i materiali della pelle animale in modo da renderli utilizzabili per confezionare capi e complementi di abbigliamento, accessori di varia utilità, calzature, rivestimenti e altri manufatti in cuoio e pelle. LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   d)  Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante Conduttori di convogli ferroviari Le professioni comprese in questa categoria conducono locomotori ferroviari con propulsori diesel, elettrici o a vapore per il trasporto su rotaia di persone e merci. Personale viaggiante Personale che espleta la sua attività lavorativa a bordo e nei viaggi dei convogli ferroviari  LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   e)  Conduttori di mezzi  pesanti e camion Le professioni comprese in questa unità guidano autotreni e mezzi pesanti per il trasporto di merci, sovrintendono alle operazioni di carico e di scarico, provvedendo al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni viarie e delle norme applicabili LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE f) Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere   con lavoro organizzato in turni  Professioni sanitarie infermieristiche Così come definite dal  DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA’ 14 settembre 1994, n. 739 Professioni sanitarie ostetriche Così come definite dal  DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA’ 14 settembre 1994, n. 740 Le attività devono essere con lavoro organizzato a turni ed espletate nelle strutture ospedaliere   g) Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza Addetti all’assistenza personale Le professioni comprese in questa unità assistono, nelle istituzioni o a domicilio, le persone anziane, in convalescenza, disabili, in condizione transitoria o permanente di non autosufficienza o con problemi affettivi, le aiutano a svolgere le normali attività quotidiane, a curarsi e a mantenere livelli accettabili di qualità della vita. Attività espletate anche presso le famiglie LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   h) Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido Le professioni comprese in questa unità organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico. L’ambito della scuola dell’infanzia  comprende : a. servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera) b.  scuole dell’infanzia statali e paritarie.   i)  Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati Le professioni classificate in questa categoria provvedono alle operazioni di carico, scarico e movimentazione delle merci all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, imprese, organizzazioni e per le stesse famiglie; raccolgono e trasportano i bagagli dei viaggiatori e dei clienti di alberghi e di altre strutture ricettive. LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   l) Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali Le professioni classificate in questa categoria mantengono puliti e in ordine gli ambienti di imprese, organizzazioni, enti pubblici ed esercizi commerciali. Personale non qualificato addetto alla pulizia nei servizi di alloggio e nelle navi Le professioni classificate in questa categoria cura il riordino e la pulizia delle camere, dei bagni, delle cucine e degli ambienti comuni; provvede alla sostituzione delle lenzuola, degli asciugamani e di altri accessori a disposizione dei clienti. LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE   m) Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti Le professioni classificate in questa unità provvedono alla raccolta dei rifiuti nelle strade, negli edifici, nelle industrie e nei luoghi pubblici e al loro caricamento sui mezzi di trasporto presso i luoghi di smaltimento, si occupano della raccolta dagli appositi contenitori dei materiali riciclabili e del loro caricamento su mezzi di trasporto LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE

DPCM Pensionamento lavoratori precoci

VISTO l’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si prevede che, a decorrere dal 1° maggio 2017, il requisito contributivo di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come rideterminato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo 24 per effetto degli adeguamenti applicati con decorrenza 2013 e 2016, è ridotto a 41 anni per i lavoratori di cui all’articolo 1, commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che hanno almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età e che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere da a) a d) del medesimo comma 199;

VISTO l’articolo 53, comma 2, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, il quale dispone che, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 199, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le attività lavorative di cui all’allegato E si considerano svolte in via continuativa quando nei sei anni precedenti il momento del pensionamento le medesime attività lavorative non hanno subito interruzioni per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi e a condizione che le citate attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente il pensionamento per un periodo corrispondente a quello complessivo di interruzione;

VISTO l’articolo 1, comma 200, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si prevede che ai requisiti ridotti di cui al comma 199 continuano ad applicarsi gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;

VISTO l’articolo 1, comma 201, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabilisce che per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che soddisfano i requisiti di cui al comma 199 del medesimo articolo 1, le indennità di fine servizio comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato;

VISTO l’articolo 1, comma 202, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il quale demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, la disciplina delle modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 199 a 205, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui al comma 203 del medesimo articolo 1, avuto particolare riguardo: alla determinazione delle caratteristiche specifiche delle attività lavorative di cui al comma 199, lettera d); alle procedure per l’accertamento delle condizioni per l’accesso al beneficio di cui ai commi da 199 a 205 e alla relativa documentazione da presentare a tali fini;  all’attività di monitoraggio e alla procedura di cui al comma 203, del medesimo articolo 1, da effettuare con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241; alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatore del trattamento pensionistico fornisce all’interessato in esito alla presentazione della domanda di accesso al beneficio; alla predisposizione dei criteri da seguire nello svolgimento dell’attività di verifica ispettiva da parte del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché degli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria; alle modalità di utilizzo da parte dell’ente previdenziale delle informazioni relative alla dimensione, all’assetto organizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali, anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi in possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori nei confronti degli infortuni sul lavoro; all’individuazione dei criteri di priorità di cui al comma 203; alle forme e modalità di collaborazione tra enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine alle tipologie di lavoratori interessati;

VISTO l’articolo 1, comma 203, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale sono indicati i limiti di spesa relativi al riconoscimento del beneficio dell’anticipo del pensionamento ai sensi dei commi da 199 a 202, del medesimo articolo 1, ed è stabilito che, qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie stanziate, la decorrenza dei trattamenti è differita, con criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti agevolati di cui al comma 199 del citato articolo 1, individuati con il presente decreto e, a parità degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine di garantire un numero di accessi al pensionamento, sulla base dei predetti requisiti agevolati, non superiore al numero di pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse finanziarie;

VISTO l’articolo 1, comma 204, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabilisce che a far data dalla sua decorrenza il trattamento pensionistico di cui al comma 199, del medesimo articolo 1,  non è cumulabile con redditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra l’anzianità contributiva di cui all’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento;

VISTO l’articolo 1, comma 205, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, con il quale si stabilisce che il beneficio di cui ai commi da 199 a 204 non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro di cui al comma 199 del medesimo articolo, fermi restando i benefici previsti  per talune tipologie di lavoratori dall’articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;

VISTO l’articolo 1, commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con i quali sono stabilite le modalità di determinazione della pensione per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere, rispettivamente, un’anzianità contributiva inferiore o superiore a diciotto anni;

VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, in particolare, l’articolo 17, commi 3 e 4;

UDITO il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 26 aprile 2017;

SU PROPOSTA del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

adotta

il seguente regolamento

ART. 1

(Oggetto e finalità)

  1. Il presente decreto disciplina le modalità di attuazione delle disposizioni relative alla riduzione del requisito contributivo di accesso alla pensione anticipata per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, che abbiano i requisiti di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel rispetto dei limiti di spesa annuali previsti al comma 203 del medesimo articolo.

ART. 2

(Beneficio)

  1. A decorrere dal 1° maggio 2017, per i soggetti di cui all’articolo 3 il requisito contributivo di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come rideterminato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo 24 per effetto degli adeguamenti applicati con decorrenza 2013 e 2016, è ridotto a 41 anni.
  2. Al requisito contributivo di cui al comma 1 si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni.
  3. Il requisito contributivo ridotto di cui al comma 1 può essere raggiunto anche ai sensi dell’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, cumulando i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso le forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché agli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

ART. 3

(Soggetti beneficiari)

  1. Può accedere al beneficio di cui all’articolo 2 il lavoratore di cui all’articolo 1, commi 12 e 13, della legge n. 335 del 1995, che ha almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età e che si trova in una delle seguenti condizioni:
  2. a) si trova in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ed ha concluso da almeno tre mesi di godere dell’intera prestazione per la disoccupazione a lui spettante;
  3. b) al momento della richiesta assiste da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado, convivente, con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  4. c) è riconosciuto invalido civile di grado almeno pari al 74 per cento;
  5. d) alla data della domanda di accesso al beneficio svolge da almeno sei anni, in via continuativa, una o più delle attività elencate nell’allegato A del presente decreto ovvero soddisfa le condizioni di cui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

ART. 4

(Domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio)

  1. Ai fini della domanda di accesso al beneficio di cui all’articolo 2 l’interessato presenta domanda per il riconoscimento delle condizioni di cui articolo 3 alla sede INPS di residenza, che ne rilascia ricevuta con annotazione della data e dell’ora di ricezione.
  2. I soggetti che si trovano o verranno a trovarsi entro il 31 dicembre 2017 nelle condizioni di cui all’articolo 3, presentano domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017. I soggetti che verranno a trovarsi nelle predette condizioni nel corso degli anni successivi presentano domanda di certificazione entro il 1° marzo di ciascun anno.
  3. Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il 1° marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ciascun anno sono prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio di cui all’articolo 11 residuano le necessarie risorse finanziarie.
  4. Le condizioni per l’accesso al beneficio di cui all’articolo 2 devono essersi realizzate già al momento della presentazione della domanda di cui al comma 1, ad eccezione dei requisiti dell’anzianità contributiva, del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), e del periodo di svolgimento dell’attività lavorativa in via continuativa di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), che devono, comunque, maturare entro la fine dell’anno in corso al momento di presentazione della domanda.

ART. 5

(Documentazione da allegare alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio)

  1. Unitamente alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio, l’interessato produce una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza al momento della domanda o il realizzarsi entro la fine dell’anno delle condizioni di cui all’articolo 4, comma 4, nonché i seguenti documenti a riprova della sussistenza, già al momento della domanda di riconoscimento, delle relative condizioni:
  2. a) con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato ai sensi dell’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;
  3. b) con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), la certificazione attestante l’handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, del coniuge, della persona in unione civile o del parente di primo grado, convivente cui presta assistenza;
  4. c) con riguardo alle condizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), il verbale di invalidità civile attestante un’invalidità a suo carico di grado almeno pari al 74 per cento.
  5. Con specifico riguardo alle condizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), ad esclusione dei lavoratori che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, l’interessato produce, oltre ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza delle predette condizioni, al contratto di lavoro o ad una busta paga, una dichiarazione del datore di lavoro, redatta su un apposito modulo predisposto dall’INPS o, nelle more della sua predisposizione, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante i periodi di lavoro prestato alle sue dipendenze, il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte, come specificate nell’allegato A, ed il livello di inquadramento attribuito, nonché, con riferimento alle attività lavorative di cui all’allegato A, lettere a), b), c), d), e), g), i), l) e m), l’applicazione delle voci di tariffa INAIL con un tasso medio di tariffa non inferiore al 17 per mille, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica 12 dicembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2001.
  6. Per i lavoratori che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, la documentazione da allegare alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio di cui all’articolo 2 è individuata dalle disposizioni di attuazione del medesimo decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.
  7. L’istruttoria della domanda per l’accertamento delle condizioni per l’accesso al beneficio è svolta dalla sede territoriale dell’INPS, che la effettua con i dati disponibili nei suoi archivi e attraverso lo scambio di dati di cui all’articolo 10, secondo le modalità individuate da un apposito Protocollo predisposto congiuntamente da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL, ANPAL ed Ispettorato nazionale del lavoro, nel quale sono indicate anche le modalità attraverso le quali riscontrare le informazioni contenute nella dichiarazione del richiedente e del datore di lavoro ed i casi in cui la sede INPS può avvalersi, al fine, dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Nelle more dell’adozione del Protocollo l’INPS procede, comunque, ad istruire le domande presentate.

ART. 6

(Comunicazioni dell’INPS)

  1. In esito all’esame della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio di cui all’articolo 4, l’INPS comunica all’interessato entro il 15 ottobre dell’anno 2017 ed entro il 30 giugno di ciascun anno successivo:
  2. a) il riconoscimento delle condizioni, con indicazione della prima decorrenza utile della pensione, qualora a tale ultima data sia confermata la sussistenza delle condizioni e sia verificata la sussistenza della relativa copertura finanziaria in esito al monitoraggio di cui all’articolo 11;
  3. b) il riconoscimento delle condizioni, con differimento della decorrenza della pensione in ragione dell’insufficiente copertura finanziaria. In tal caso la prima data utile della pensione viene comunicata in data successiva in esito al monitoraggio di cui all’articolo 11;
  4. c) il rigetto della domanda qualora non sussistano le necessarie condizioni.
  5. L’INPS comunica all’interessato l’esito delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio prese in considerazione ai sensi dell’articolo 4, comma 3, entro il 31 dicembre di ciascun anno.

ART. 7

(Domanda di pensione)

  1. La domanda di pensione è presentata alla sede INPS di residenza dell’interessato.
  2. La pensione è corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, alla maturazione di tutti i requisiti e le condizioni previste e all’esito del positivo riconoscimento di cui all’articolo 4.
  3. In fase di prima applicazione del presente decreto e per le sole domande presentate entro il 30 novembre 2017, in deroga a quanto previsto dal comma 2, la pensione è corrisposta con decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e, comunque, con decorrenza non precedente al 1° maggio 2017.
  4. Le domande di pensione sono accolte entro il limite di spesa di 360 milioni di euro per l’anno 2017, di 550 milioni di euro per l’anno 2018, di 570 milioni di euro per l’anno 2019 e di 590 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

ART. 8

(Incumulabilità)

  1. A far data dalla sua decorrenza il trattamento pensionistico acquisito in virtù del beneficio di cui all’articolo 2 non è cumulabile con redditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra l’anzianità contributiva di cui all’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, e l’anzianità contributiva posseduta al momento del pensionamento.
  2. Qualora il titolare del trattamento pensionistico acquisito in virtù del beneficio pensionistico di cui all’articolo 2 percepisca per il medesimo periodo redditi da lavoro subordinato o autonomo, il trattamento pensionistico è sospeso dalla data di decorrenza fino a conclusione del periodo di tempo per il quale è previsto il divieto di cumulo e si fa luogo al recupero delle rate di pensione già erogate. Il beneficio di cui all’articolo 2 non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attività di lavoro di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), salvo quanto previsto all’articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

ART. 9

(Verifiche ispettive)

  1. Ferma restando ogni ulteriore iniziativa di carattere ispettivo, l’Ispettorato nazionale del lavoro, avvalendosi delle banche dati e di ogni altra informazione in possesso degli Istituti previdenziali, svolge accertamenti sulla sussistenza in capo ai richiedenti ed ai titolari di pensione delle condizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a), b), c) e d), sia su richiesta della sede INPS, ai sensi dell’articolo 5, comma 4, sia in attuazione di appositi piani di controllo adottati annualmente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sia, eventualmente, a campione.

ART. 10

(Scambio dei dati tra Enti)

  1. Gli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvedono, ai fini del procedimento accertativo di cui all’articolo 4 e delle verifiche di cui all’articolo 9, allo scambio di dati ed elementi conoscitivi, con particolare riferimento all’accertamento dello svolgimento delle attività di cui all’articolo 5, comma 2.

ART. 11

(Monitoraggio e criteri di ordinamento delle domande e gestione della clausola di salvaguardia)

  1. Il monitoraggio delle domande positivamente certificate, ai fini della individuazione di eventuali scostamenti rispetto alle risorse finanziarie annualmente disponibili per legge, è effettuato dall’INPS, sulla base della data di raggiungimento del requisito ridotto di cui all’articolo 2, comma 1, e, a parità della stessa, della data di presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio.
  2. Qualora l’onere finanziario accertato attraverso il procedimento di cui al comma 1 sia superiore allo stanziamento di cui all’articolo 1, comma 203, della legge n. 232 del 2016, valutato anche in via prospettica, l’INPS provvede all’individuazione dei soggetti esclusi dal beneficio e al conseguente posticipo della decorrenza dell’indennità loro dovuta sulla base del criterio di ordinamento previsto al comma 1.
  3. Qualora dall’attività di monitoraggio prevista per ciascun anno residuino le necessarie risorse finanziarie, l’INPS provvede ad individuare nell’ambito delle domande di cui all’articolo 4, comma 3, positivamente certificate e sulla base del criterio di ordinamento di cui al comma 1, i soggetti per i quali è possibile concedere il beneficio nei limiti delle risorse finanziarie annualmente disponibili.
  4. All’espletamento delle attività di monitoraggio si provvede attraverso apposita conferenza di servizi indetta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, da concludersi entro il 31 marzo dell’anno seguente a quello di presentazione delle domande.

ART. 12

(Invarianza dei costi)

  1. Salvo quanto previsto all’articolo 7, comma 3, le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione delle disposizioni del presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

ART. 13

(Entrata in vigore)

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, registrato alla Corte dei conti e munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

Roma lì

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Il Ministro dell’economia e delle finanze

Allegato A

(articolo 3, comma 1 lett. d)

Caratteristiche delle attività lavorative indicate nell’allegato E annesso alla legge 11/12/2016 n° 232 e ammesse al beneficio

 

  1. a)  Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

Limitatamente al personale inquadrato come operaio nei settori dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

Le professioni comprese in questo gruppo si occupano, utilizzando strumenti, macchine e tecniche diverse, dell’estrazione e della lavorazione di pietre e minerali, della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche, nonché del mantenimento del decoro architettonico, della pulizia e dell’igiene delle stesse.

Fanno parte di tale gruppo gli operai dell’ industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici, della costruzione e manutenzione di strade, dighe e altre opere pubbliche

LIVELLO DI TARIFFA INAIL NON INFERIORE AL 17 PER MILLE

 

  1. b) Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

Conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento

Le professioni comprese in questa unità manovrano macchine fisse, mobili o semoventi, per il sollevamento di materiali, ne curano l’efficienza, effettuano il posizionamento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, effettuano le operazioni di aggancio e sgancio delle masse da sollevare, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni atmosferiche e di contesto, della natura del carico e delle norme applicabili.

Conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

Le professioni comprese in questa categoria manovrano macchine per la perforazione nel settore delle costruzioni, ne curano l’efficienza, ne effettuano il posizionamento, ne dirigono e controllano l’azione durante il lavoro, provvedono al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni del terreno e dei materiali da perforare, del tipo di lavoro da svolgere e delle norme applicabili.

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  1. c)  Conciatori di pelli e di pellicce

Le professioni comprese in questa unità si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, raschiano, sottopongono a concia, nappano, scamosciano, rifilano e portano a diverso grado di rifinitura i materiali della pelle animale in modo da renderli utilizzabili per confezionare capi e complementi di abbigliamento, accessori di varia utilità, calzature, rivestimenti e altri manufatti in cuoio e pelle.

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  1. d)  Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

Conduttori di convogli ferroviari

Le professioni comprese in questa categoria conducono locomotori ferroviari con propulsori diesel, elettrici o a vapore per il trasporto su rotaia di persone e merci.

Personale viaggiante

Personale che espleta la sua attività lavorativa a bordo e nei viaggi dei convogli ferroviari

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  1. e)  Conduttori di mezzi  pesanti e camion

Le professioni comprese in questa unità guidano autotreni e mezzi pesanti per il trasporto di merci, sovrintendono alle operazioni di carico e di scarico, provvedendo al rifornimento, agendo nel rispetto delle caratteristiche meccaniche, delle condizioni viarie e delle norme applicabili

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  1. f) Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere   con lavoro organizzato in turni 

Professioni sanitarie infermieristiche

Così come definite dal  DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA’ 14 settembre 1994, n. 739

Professioni sanitarie ostetriche

Così come definite dal  DECRETO DEL MINISTRO DELLA SANITA’ 14 settembre 1994, n. 740

Le attività devono essere con lavoro organizzato a turni ed espletate nelle strutture ospedaliere

 

  1. g) Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

Addetti all’assistenza personale

Le professioni comprese in questa unità assistono, nelle istituzioni o a domicilio, le persone anziane, in convalescenza, disabili, in condizione transitoria o permanente di non autosufficienza o con problemi affettivi, le aiutano a svolgere le normali attività quotidiane, a curarsi e a mantenere livelli accettabili di qualità della vita. Attività espletate anche presso le famiglie

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  1. h) Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido

Le professioni comprese in questa unità organizzano, progettano e realizzano attività didattiche finalizzate, attraverso il gioco individuale o di gruppo, a promuovere lo sviluppo fisico, psichico, cognitivo e sociale nei bambini in età prescolare. Programmano tali attività, valutano l’apprendimento degli allievi, partecipano alle decisioni sull’organizzazione scolastica, sulla didattica e sull’offerta formativa; coinvolgono i genitori nel processo di apprendimento dei figli, sostengono i bambini disabili lungo il percorso scolastico.

L’ambito della scuola dell’infanzia  comprende : a. servizi educativi per l’infanzia (articolati in: nido e micronido; servizi integrativi; sezioni primavera) b.  scuole dell’infanzia statali e paritarie.

  1. i)  Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati

Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati

Le professioni classificate in questa categoria provvedono alle operazioni di carico, scarico e movimentazione delle merci all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, imprese, organizzazioni e per le stesse famiglie; raccolgono e trasportano i bagagli dei viaggiatori e dei clienti di alberghi e di altre strutture ricettive.

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  1. l) Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali

Le professioni classificate in questa categoria mantengono puliti e in ordine gli ambienti di imprese, organizzazioni, enti pubblici ed esercizi commerciali.

Personale non qualificato addetto alla pulizia nei servizi di alloggio e nelle navi

Le professioni classificate in questa categoria cura il riordino e la pulizia delle camere, dei bagni, delle cucine e degli ambienti comuni; provvede alla sostituzione delle lenzuola, degli asciugamani e di altri accessori a disposizione dei clienti.

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  1. m) Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Le professioni classificate in questa unità provvedono alla raccolta dei rifiuti nelle strade, negli edifici, nelle industrie e nei luoghi pubblici e al loro caricamento sui mezzi di trasporto presso i luoghi di smaltimento, si occupano della raccolta dagli appositi contenitori dei materiali riciclabili e del loro caricamento su mezzi di trasporto

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