Affitti concordati, nuove regole creano preoccupazione


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Al via con il nuovo decreto ministeriale sugli affitti concordati le nuove regole con i criteri per gli accordi locali utili alla stipula dei prossimi contratti abitativi, transitori e degli studenti. Preoccupato il Sicet, per le maglie larghe del provvedimento, con molte deroghe, in particolare sulle locazioni transitorie, dove l’eccezzione di questa tipologia di contratti potrebbe diventare pericolosamente la regola con possibili abusi. Dal provvedimento, poi, risultano assenti indicatori di requisiti minimi sulla qualità abitativa, in primis nel risparmio energetico. Elemento questo che avrebbe caratterizzato in positivo la norma. Ma quali sono le nuove regole, pubblicate in questi giorni nella gazzetta ufficiale che guideranno i sindacati degli inquilini e quelli della proprietà nella definizione dei nuovi accordi comunali? La intese permetteranno alle parti di sottoscrivere contratti di locazione concordati della durata di anni 3+2, affitti per studenti tra 6 mesi e 3 anni e locazioni transitorie fino a 18 mesi. In attesa dei nuovi accordi rimarranno in vigore quelli precedenti con i relativi parametri economici e giuridici. Il canone dovrà essere fissato all’interno di una fascia di oscillazione minima e massima. Mentre il territorio comunale verrà suddiviso in zoneomogenee per valori e servizi. Le parti poi potranno definire il canone effettivo anche facendosi assistere dalle proprie organizzazioni sindacali. E’ prevista una attestazione di conformità del contratto, una sorta di asseverazione, come definito poco chiaramente dal decreto, che dovrà essere meglio precisata nelle intese locali. Per gli studenti i contratti a loro dedicati potranno essere stipulati solo nei comuni sede di ateneo ed in quelli confinanti per inquilini iscritti a corsi di laurea e formazione successiva, master, dottorati e specializzazioni. Gli studenti dovranno avere la residenza in un comunediverso da quello della locazione, ovviamente per evitare abusi. Nel caso di patrimoni di grandi proprietà, con almeno 100 unità abitative, (istituti previdenziali, di credito o pubblici) si potranno fare degli accordi integrativi. Per gli affitti transitori, nei particolari casi di mobilità lavorativa, studio, apprendistato, formazione professionale, aggiornamento e ricerca di soluzioni occupazionali, viene introdotta una nuova disciplina che vede il Sicet critico. Fino alla durata di 30 giorni, affitto libero. Per i contratti transitori della durata tra 1 e 18 mesi, solo nei comuni con più di 10mila abitanti, si applicheranno i canoni concordati definiti negli accordi. Nei contratti dovrà essere specificatamente indicata la motivazione transitoria e allegata documentazione. Su questo il decreto contiene una contraddizione. Da un lato infatti vengono previste sanzioni in caso di irregolarità nella indicazione di transitorietà e dall’altro si introduce una deroga locale nel caso di fattispecie non previste dall’accordo o di difficoltà di documentazione delle motivazioni. Nel decreto viene prevista anche una tabella degli oneri accessori con la suddivisione delle varie spese tra inquilino e proprietario. E’ presente anche una disciplina per l’attività delle commissioni di negoziazione paritetica e conciliazione stragiudiziale per le controversie che dovessero insorgere durante la locazione. Nel provvedimento è stato inserito anche un riepilogo delle agevolazioni fiscali a favore dei proprietari e per gli inquilini. Maggiori informazioni si possono ottenere in tutte le sedi del Sicet.

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