Analisi CCNL depositati al CNEL


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Carissime/i,

      il CNEL ha recentemente pubblicato un report aggiornato circa i CCNL stipulati e depositati presso lo stesso, dal quale si desume un sensibile e preoccupante aumento del numero di CCNL vigenti, soprattutto a seguito della proliferazione di sigle datoriali e sindacali di dubbia o scarsa rappresentatività.

      Si tratta per la Cisl, sindacato della contrattazione, di un fenomeno che non possiamo sottacere, che rischia se abbandonato a se stesso di allargare i rischi di un dumping contrattuale negativo e dannoso. Occorre invece, sulla base degli approfondimenti necessari e della esatta dimensione del fenomeno che si sta registrando, riflettere ulteriormente ed essere protagonisti di proposte che difendano la vera titolarità della contrattazione nazionale e del ruolo delle parti sociali veramente rappresentative.

      In allegato inviamo il report integrale del CNEL, nonché una tabella di elaborazione ed una nota di commento e valutazione a cura del dipartimento.

Fraterni saluti.

Il Segretario Confederale

Gigi Petteni

CENSIMENTO CCNL SU BASE DATI CNEL

      Il CNEL ha recentemente pubblicato un report periodico che censisce i CCNL depositati nell’archivio del CNEL, aggiornato a marzo 2017 · Per stessa indicazione da parte dell’istituto, i contratti nazionali rinnovati devono essere depositati a cura delle parti firmatarie entro 30 gg. dalla firma stessa, sebbene non si capisce fino a che punto tale previsione di legge sia fino in fondo rispettata. Dalla lettura dei dati si evidenzia il fatto che la banca dati non sia completamente aggiornata. In realtà è l’unica vera fonte pubblica a disposizione. · A marzo 2017 sono censiti 809 CCNL, registrando un aumento molto sensibile nel corso degli ultimi anni. Infatti gli stessi erano 757 a marzo 2016, 698 a marzo 2015, 618 a marzo 2014 e 561 a marzo 2013. Nel giro di 4 anni (all’incirca il periodo di una normale tornata di contrattazione nazionale) sono stati stipulati 248 CCNL in più, con un aumento del 44,2% assolutamente vertiginoso e che potrebbe non essere destinato ad esaurirsi. La proliferazione dei CCNL e delle parti stipulanti con scarsa rappresentatività è oggi un tema evidente e non più eludibile. · Gli 809 CCNL oggi vigenti sono suddivisi per comparti settoriali in questo modo: – agricoltura 47 – chimici 34 – meccanici 28 – tessili 31 – alimentaristi 35 – edilizia 63 – poligrafici/spettacolo 44 – commercio 192 – trasporti 61 – credito/assicurazioni 31 – servizi 40 – scuola 1 – pubblico impiego 37 – enti e istituzioni privati 96 – altri vari 69 · Sono 263 i CCNL firmati dalle categorie aderenti a Cgil Cisl Uil, pari a circa 1/3 (32,5%) del totale. Gli altri 546 sono firmate da altre sigle sindacali. Questa apparente minoranza dei CCNL contrattati dai sindacati confederali deve ancor di più suonare come un campanello d’allarme circa l’ormai massiccio numero di contratti non rappresentativi. · Sono 330 invece i CCNL che a marzo erano già stati rinnovati (di questi 59 da Cgil Cisl Uil), mentre i restanti 479 CCNL sono scaduti e non rinnovati (204 di questi devono essere rinnovati da Cgil Cisl Uil). Il fatto che i CCNL rinnovati sono in larga misura stipulati da sigle non confederali è strettamente collegato proprio alla recentissima nascita ex-novo di CCNL che non coprono nuovi settori ma creano dumping rispetto a quelli già coperti dalla contrattazione confederale. · 19 sono i CCNL riservati ai dirigenti del settore privato che vedono al tavolo solo associazioni di rappresentanza dei dirigenti. VALUTAZIONI · I dati evidenziano una proliferazione selvaggia della contrattazione nazionale. Il quasi raddoppio del numero di CCNL stipulati in soli 4 anni è dovuto in minima parte alla frammentazione e parcellizzazione delle controparti naturali o dei settori (nascita di 2 Confimi, contratto FCA, coperture in settori emergenti o particolari) ma è determinato soprattutto dalla creazione esponenziale di accordi stipulati tra sigle autoreferenziali. · Emblematica è la situazione del comparto del commercio, dove Cgil Cisl Uil stipulano 22 CCNL, ma alla banca dati del CNEL ne sono stati depositati ben altri 170 in buona parte ripetitivi e perfettamente sovrapponibili a quelli già esistenti. · Anche nei comparti dell’agricoltura e dell’edilizia il numero di CCNL definiti da sigle datoriali e sindacali recentemente costituite ha toccato numeri molto consistenti. Sono per l’agricoltura 9 i CCNL confederali contro i 38 di altri soggetti, mentre in edilizia sono 17 i CCNL confederali contro i 46 depositati da altre sigle. · Più contenuta è la proliferazione di CCNL nei settori industriali e manifatturieri. Solo nei metalmeccanici si sta assistendo ad un incremento abnorme del numero di CCNL · L’area dei servizi, del terziario e della piccola e media impresa è quella che meglio si presta ad una vera e propria “occupazione” da parte di CCNL che si sovrappongono inutilmente tra loro · Nel settore del pubblico impiego la regolazione della rappresentanza effettuata a suo tempo sotto il governo dell’ARAN ha impedito ogni proliferazione e tutte le sigle sindacali, se rappresentative, devono firmare lo stesso CCNL. Qui piuttosto il tema delicato riguarda il rinnovo urgente dei 38 CCNL (37 della pubblica amministrazione e 1 della scuola). · Certamente colpisce anche il dato relativo al fatto che sono maggiori i CCNL da rinnovare che quelli già rinnovati, dato che si ripete anche per quelli firmati solo da Cgil Cisl Uil. In realtà questo dato andrebbe temperato con la copertura numerica di ogni CCNL. E’ infatti evidente che i CCNL non rinnovati sono spesso relativi a comparti di nicchia, utilizzati da un numero di aziende e lavoratori relativo. · In definitiva occorrerebbe continuare ad approfondire questi dati, per superare le generiche affermazioni circa il continuo aumento dei CCNL e specificare quali sono le sigle sindacali e datoriali che hanno prodotto tale aumento, quando queste si sono costituite e soprattutto che grado di rappresentatività dimostrano di avere. · La battaglia contro il dumping contrattuale in Italia è urgente. Non è utile al sindacato della contrattazione lasciare correre le cose in questo modo. Servirebbe istruire una ulteriore analisi (CNEL? Ministero del Lavoro?) per affrontare sul piano pubblico e politico l’inflazione strisciante che diffonde una “cattiva contrattazione” che non serve a imprese e lavoratori. Definire regole certe ed universali sulla rappresentanza e sulla titolarità a stipulare CCNL di valenza generale è ormai molto importante.

aprile 2017

elaborazione a cura del dipartimento contrattazione Cisl confederale

Quinto_report_ccnl_vigenti_CNEL

TABELLA CCNL CNEL

 

 

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