Presidio 11 aprile Montecitorio in tema di Immigrazione


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Roma, 10 aprile 2017

Carissimi/e,

      in continuità con l’Assemblea pubblica dello scorso 21 marzo e dell’Appello contro le misure previste nel Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, continua la mobilitazione del mondo dell’associazionismo, del sindacato e della società civile per chiedere alle Istituzioni un cambio di passo nella gestione dei flussi migratori, dell’accoglienza e dell’integrazione.

      La Cisl e l’Anolf, pertanto, aderiscono al presidio che si svolgerà martedì 11 aprile, alle ore 17.00, davanti a Montecitorio (in allegato l’appello delle associazioni).

       Auspichiamo la massima partecipazione delle strutture Cisl, in particolare su Roma e Lazio, per dire No al legame strumentale tra immigrazione e sicurezza e per sollecitare interventi che, invece, guardino all’integrazione sociale, culturale ed economica degli immigrati e delle loro famiglie nel nostro Paese.

Cari saluti

Annamaria Furlan

NO AI DECRETI MINNITI-ORLANDO SUIMMIGRAZIONE E SICUREZZA

Presidio davanti a Montecitorio

martedì 11 aprile 2017

Ore 17.00

       Il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in     Parlamento, rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, i due decreti, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introducono nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. Ad esempio si rilancia il ruolo dei Centri Permanenti per il Rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali CIE, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute.

      Il Legislatore prevede un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, quando sarebbe al contrario opportuno prevedere percorsi di regolarizzazione individuale per chi si è di fatto inserito positivamente nel nostro Paese.

      Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento. In tal modo non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

      Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa – noi crediamo – limitarsi ad irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita.

      Riteniamo inaccoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.

      Riteniamo inopportuno il ricorso alla decretazione d’urgenza per riformare materie, come il diritto di asilo e le discipline sulla sicurezza urbana, che richiederebbero un più articolato confronto democratico. Nel merito, riteniamo, comunque, che i due Decreti Legge non debbano essere convertiti nella forma attuale: i firmatari chiedono dunque che si apra un confronto ampio e approfondito al fine di dare al Paese una nuova disciplina più bilanciata e condivisa

      Per questo facciamo appello a chi intende impegnarsi per impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del Governo così formulati a partecipare al presidio che si terrà il prossimo 11 aprile alle ore 17.00 davanti a Montecitorio.

      Per adesioni: [ mailto:nodecretominniti@gmail.com ]nodecretominniti@gmail.com

      A Buon Diritto, ACLI, ANOLF, Antigone, ARCI, ASGI, Associazione Insieme, Baobab Experience, CGIL, Centro Astalli, CESV, CILD, CISL, Cittadinanza Attiva, Comunità Nuova, Comunità Progetto Sud, Comunità di S. Egidio, CNCA, Coop Alice, COSPE, Focus – Casa dei Diritti Sociali, Esercito della Salvezza, Fondazione Migrantes, Forum Droghe, Le Mafalda Legambiente, Lunaria, Medici per i Diritti Umani, Nessun Luogo è lontano, Oxfam Italia, Politica in Comune, Rifondazione Comunista, SEI UGL, Senza Confine, Sinistra Italiana, SOS Razzismo, UIL,

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