La Pietra dello scandalo

Manifesto XI° congresso FIT-CISL del Trentino

     In data 25 marzo 2017 si è svolto l’XI° Congresso regionale FIT-CISL, congresso che si è svolto in un clima sereno e armonioso, ricco di interventi positivi e costruttivi da parte dei delegati, e che ha visto la rielezione pressoché all’unanimità del Segretario Generale Giovanni Giorlando e di tutta la segreteria uscente.

      Un congresso che ha rappresentato quindi un successo per tutti coloro che in questi ultimi quattro anni si sono dati da fare con impegno e duro lavoro per cercare di rendere migliore l’operato del sindacato.

      Come spiegare allora le dichiarazioni rese dal Signor La Pietra in relazione all’articolo pubblicato sul Trentino in data 26 marzo 2017?

      Trovo difficile poterlo fare senza esimermi dal fare della dietrologia.

     L’ultimo mandato, e non solo, nella segreteria FIT-CISL è stato contraddistinto nel 2013 da un congresso difficile e controverso: la mediazione presentata nei vari organi direttivi era stata mal digerita poiché il signor La Pietra fu accusato da molti di immobilismo. La sua ricandidatura fu motivata dal fatto che, giunto a metà mandato, sarebbe fuoriuscito per aver raggiunto l’età pensionabile (mi risulta che non sia ancora andato in pensione e siamo nell’anno 2017, due anni dopo la mediazione proposta).

     Sul suo nominativo non era stata trovata una senseria.

     Una volta fuoriuscito dagli organi direttivi della FIT, si è proposto alle amministrative del comune di Trento, nelle quali, detratti il suo voto e quello dei suoi famigliari, mi risulta abbia preso una cinquantina di voti: tale risultato la dice lunga sulla sua rappresentatività, tenendo conto che la federazione FIT-CISL ai tempi del suo mandato contava circa un migliaio di iscritti.

     L’articolo uscito il 26 c.m. sulla testata del Trentino mi sembra la pura rivendicazione di un cacciatore di poltrone.

     Mi permetto di fare una breve citazione biblica: chi semina vento raccoglierà tempesta.

     Riassumerei così tutta la storia che ha contraddistinto gli ultimi mandati dell’ex-segretario.

     Il tempo darà ragione ai giusti!

Segreteria

FRANCESCA DI FELICE FIT-CISL nominata membro ordinario comitato UPT (Urban Pubblic Transport) ETF

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Roma,

9 marzo 2017

OGGETTO:

Dipartimento Mobilità/Tpl: nomina membro ordinario comitato UPT (Urban Pubblic Transport) ETF

Carissime/i,

il giorno 8 marzo 2017 a Bruxelles nell’ambito della riunione del comitato UPT (Trasporto Pubblico Locale) dell’ ETF, al quale la nostra area contrattuale partecipa attivamente ai lavori del relativo Dialogo Sociale, si sono svolte le elezioni del direttivo dello stesso comitato.

Da quest’anno, per il periodo congressuale ETF 2017/2021, si è deciso di avere tre membri ordinari in aggiunta alle figure di Presidente e dei due Vice Presidenti.

Vi informiamo che la nostra dirigente nazionale Francesca Di Felice è stata eletta come membro ordinario, un risultato importante per la FIT e per il Dipartimento Mobilità /TPL che avrà la possibilità di incidere direttamente nei lavori del comitato finalizzati a portare avanti le tematiche nell’ambito del Dialogo Sociale Europeo.

Il Comitato risulta quindi così composto:

Presidente Alain Sutour (Francia)

Vice Presidente “Gomma” Susanne Gallhagen (Svezia)

Vice Presidente “ferro” Dirk Schlomer (Germania)

Membro Ordinario Francesca Di Felice (Italia)

Membro ordinario Daniela Zlatkova (Bulgaria)

Membro Ordinario Salam Taj (Regno Unito)

Alitalia, l’ora della verità: Qualche giorno fà sindacati convocati

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Piano industriale. Si teme fortemente operazione di ridimensionamento e non di sviluppo

     Passo avanti nella trattativa Alitalia che ha convocato oggi a Fiumicino i sindacati, nella tarda mattinata, per la presentazione del nuovo piano industriale.

     A nove settimane dal vertice del 9 gennaio scorso, quando il Governo chiese alla compagnia un piano dettagliato e condiviso, i vertici di Alitalia al gran completo hanno presentato, lunedì sera, il lavoro licenziato dal board che subordina all’accordo con i sindacati il rifinanziamento necessario a dare ossigeno alle casse della compagnia ormai in esaurimento.

     I ministri Carlo Calenda e Graziano Delrio hanno valutato “positivamente il piano nonchè l’impegno degli azionisti a portarlo avanti”. “Il piano presentato al governo è ampio, contiene numerosi elementi da approfondire e richiede un’implementazione rapidissima”.

     Si legge nel comunicato diffuso dai ministeri dello Sviluppo Economico e dei Trasporti.

      Il lavoro di approfondimento è iniziato già in queste ore – riferisce la nota – nei rispettivi ambiti di competenza. “È il momento di dichiarare poco e di lavorare molto”. Si è limitato ad affermare laconicamente il ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda. “Abbiamo tanto da lavorare”, gli ha fatto eco il ministro Graziano Delrio.

      Vertici di Alitalia presenti, all’incontro di lunedì sera, al gran completo, compreso Luigi Gubitosi, che è stato cooptato nel consiglio di amministrazione e per il quale è prevista la nomina a presidente esecutivo. Insieme a lui l’ad Cramer Ball, il presidente Luca Cordero di Montezemolo, il vicepresidente James Hogan. Al tavolo anche Gaetano Miccichè, membrodel Cda in rappresentanza di Intesa Sanpaolo.

      Ai sindacati, dunque, toccherà da oggi la delicata trattativa sugli esuberi (che le indiscrezioni quantificano tra 1.600 e 2mila) e sui tagli al costo del lavoro. Ma ai suddetti è affidata una responsabilità ancora maggiore, visto che il Cda ha deciso che il finanziamento del piano, da parte degli azionisti, è subordinato all’accordo con le organizzazioni sul nuovo contratto e sulle misure relative al personale.

     “Ancora nessuno ha presentato al sindacato un piano industriale per Alitalia, che non può essere solo di tagli ed esuberi, bisogna capire quali investimenti rilanciano l’impresa, quale futuro l’attende”. Così la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan.

      “Gli azionisti sono chiamati a svolgere il loro ruolo,maanche il Governo a dare il suo contributo – sottolinea ancora Furlan – fino a oggi abbiamo visto solo favorire in troppi aeroporti le compagnie low cost. Alitalia è un asset importante per il nostro Paese, non si può immaginare un piano industriale che preveda solo tagli al personale”.

      Ciò che emerge con certezza, infatti, è che la flotta, di medio e corto raggio, verrà ridotta di 20 aerei, con pesanti tagli del personale e la volontà di ridurre i salari di oltre il 30%. Si taglia sul lavoro, dunque, in cambio di un’ipotesi di sviluppo di passeggeri sul corto e medio raggio, che non si comprende come possa realizzarsi se si riduce la flotta.

      Anche il prospettato sviluppo di nuove iniziative commerciali, basate sugli investimenti in tecnologia, pare un’ipotesi alquanto aleatoria. “Con l’approvazione della seconda fase del piano industriale possiamo accelerare il rilancio di Alitalia”, ha commentato l’Ad Cramer Ball, spiegando la necessità di “misure radicali” per “ridare un futuro alla compagnia” in un contesto in cui “l’industria del trasporto aereo è in continua evoluzione ed è caratterizzata da una concorrenza spietata”.

Cecilia Augella