Parere europeo ACVT “Una visione condivisa per apprendistato e apprendimento sul lavoro”

Schermata 2017-03-22 alle 12.58.50

Roma, 22 marzo 2017

     E’ stata approvata, nel mese di dicembre 2016, la posizione dell’ACVT (Advisory Committee for Vocational Education and Training), su: “Una visione condivisa per un apprendistato ed un apprendimento sui luoghi di lavoro di qualità ed efficaci”. Continua a leggere…

Il bonus alle mamme annunciato e introvabile. È caccia agli 800 euro

Schermata 2017-03-20 alle 16.16.11.png

L’operazione da 600 milioni doveva scattare il primo gennaio, ma l’Inps non ha ancora attivato la piattaforma per presentare domanda. La replica dell’Istituto di previdenza: “Nella legge mancavano i dettagli, abbiamo subito scritto al governo perché chiarisse i criteri” 

di FILIPPO SANTELLI

ROMA. “Lei faccia conto che il bonus non ci sia”. L’operatore del call center Inps non usa giri di parole. Chi ha chiamato è una ragazza all’ottavo mese di gravidanza. Ha sentito che grazie all’ultima legge di Bilancio ha diritto a un contributo di 800 euro, chiamato “Mamma domani”. Un bonus, spiegava il ministro per la Famiglia, Enrico Costa, per le “prime spese” legate al lieto evento: gli esami pre parto, i farmaci, il passeggino, la culla, i vestitini. Tutto a partire dal 1° gennaio 2017. Solo che ad oggi, del modulo per fare domanda, non c’è neanche l’ombra.

La beffa del bonus mamma, Inps: “Tantissime lo chiedono” ma ancora non c’è

“Ah saperlo, quando arriverà”, risponde la funzionaria di un ufficio Inps della Capitale a un’altra mamma. Un’avvertenza però gliela dà: quando finalmente la procedura sarà disponibile arriveranno un fiume di richieste. “Ci vorranno sessanta giorni, minimo, perché le prime vengano approvate”. Nel frattempo, per passeggino e affini, la famiglia “domani” si dovrà arrangiare.

E meno male che il servizio, parte del pacchetto di misure per la famiglia annunciate dal governo, doveva entrare in vigore con l’arrivo del nuovo anno. “Da quel giorno ho tenuto costantemente d’occhio il sito dell’Inps per capire come fare richiesta”, racconta Grazia, 32 anni, romana, in attesa di un bebè che dovrebbe arrivare il mese prossimo. Con lei, tutte le altre mamme che hanno partorito o hanno superato il settimo mese di gravidanza nel corso del 2017, questo il requisito principale per accedere. “Solo che per due mesi non è stato dato nessun tipo di comunicazione “, continua la ragazza.

A fine febbraio sull’home page dell’Istituto di previdenza è spuntata una prima circolare che definiva nel dettaglio la platea dei beneficiari. Cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie con permesso di soggiorno, residenti nel nostro Paese. Tutte, senza alcuna soglia di reddito, a differenza del bonus bebè che è legato all’Isee, il reddito certificato. Silenzio però su come presentare la domanda.

Qualche giorno fa una seconda circolare ha delimitato ulteriormente il campo, ma tacendo ancora sulle modalità per la richiesta. “Non so quando usciranno, lei è la terza persona a cui dico la stessa cosa oggi”, ammette la funzionaria dello sportello di Roma. La stessa risposta che in tutta Italia, negli ultimi giorni, hanno dovuto incassare centinaia di mamme.

La ragione del ritardo, replica l’Inps, è nella mancaza di dettaglio con cui è stata scritta la misura: già a inizio gennaio il presidente Boeri aveva scritto a Costa chiedendo di precisare i criteri per accedere al bonus. Precisazioni che però sono arrivate solo settimane dopo e che sono state anche corrette in un secondo tempo. L’Inps aggiunge anche che il lancio è “imminente”, ma senza sbilanciarsi su una data. Burocratese che provoca un comprensibile scetticismo, vista la lentezza con cui finora l’Istituto ha dato indicazioni sulla misura. E pensare che, come successo in altri casi, sarebbe bastato prevedere una soluzione ponte: in attesa del formato telematico accettare delle richieste cartacee, che potevano essere esaminate o comunque digitalizzate in un secondo tempo. Ma i moduli in carta non sono accettati.

I fondi stanziati nella legge di Bilancio per la misura sono importanti, 600 milioni di euro per il 2017, che dovrebbero garantire il bonus di 800 euro a 750 mila famiglie, senza che per loro sia richiesto un reddito sotto una certa soglia. Su una cosa almeno l’Inps è stato chiaro: una volta avviata, la misura sarà retroattiva. Le mamme che sono entrate nell’ottavo mese di gravidanza o hanno partorito in questo primo trimestre dell’anno, ma non hanno potuto presentare richiesta, possono tirare un sospiro di sollievo, non hanno perso i soldi. A sentire il call center però è altrettanto lampante che quando la situazione si sbloccherà il fiume di domande “arretrate” farà andare molto per le lunghe le operazioni di approvazione. Due mesi, mamme dopodomani, nella migliore delle ipotesi.

Articolo ripreso da.

Schermata 2017-03-18 alle 23.42.47

Partecipate,modifichedamodificare

Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04

     Ci sarà ancora da lavorare sulla riforma delle partecipate. E non solo perché c’è un confronto appena avviato tra sindacati e Regioni, sulla base delle novità introdotte dalla ministra Madia.

   Il decreto bis sul tema, infatti, ha ottenuto un parere favorevole dal Consiglio di Stato ma con osservazioni. Ricordiamo che il decreto correttivo del testo unico sulle partecipate era stato predisposto per rispondere ai rilievi mossi dalla Corte Costituzionale. Secondo il Consiglio di Stato il decreto correttivo non dovrebbe limitarsi ad attuare la sentenza della Consulta, ma anche introdurre tutte le modifiche necessarie per risolvere incertezze e per far funzionare, nella pratica, le norme originarie. Invece, il monitoraggio delle problematiche emerse dopo l’entrata in vigore della riforma risulta carente.

    Tra i rilevi principali mossi dal Consiglio c’è quello sulla “criticità di attribuire al Presidente del Consiglio dei Ministri il potere di escludere singole società dall’applicazione della riforma, con semplice provvedimento amministrativo” ed ancor di più “di estendere tale potere derogatorio ai Presidenti delle Regioni”.

    È inoltre necessario pervenire ad una riunificazione della disciplina in tema di enti in house (oggi collocata, con qualche difformità, sia nel testo unico sulle società partecipate sia nel codice dei contratti pubblici) e di chiarirne alcuni aspetti, tra cui la modalità di scelta del socio privato.

conquiste n 50 del 15-03-2017