Poletti assicura avvio Ape da 1o maggio


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Poletti assicura avvio Ape da 1o maggio

Pensioni. Prosegue confronto Governo-Sindacati su giovani e governance Inps

     Nei prossimi giorni il Governo presenterà i decreti necessari per l’attivazione dell’anti- cipo pensionistico (Ape) volontario e sociale dal 1o maggio. Lo ha riferito ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con i sindacati che segna la fine del primo set del confronto tra Governo e parti sociali sulle pensioni.

      Nei prossimi incontri, fissati per il 6 e il 16 aprile, che segneranno invece l’avvio della fase 2 del confronto, l’attenzione si concentrerà sulle pensioni dei giovani e sulla governance dell’INPS.

     ”Sui giovani – osserva Poletti – dovremo affrontare il tema della ritardata entrata nel mondo del lavoro”. Altri temi della fase 2 saranno la previdenza integrativa, la separazione della spesa tra”previdenza e assistenza, oltre alle pensioni in essere, “un tema che – dice Poletti – rimane all’ordine del giorno”. Il confronto con i sindacati, sottolinea Poletti evidenziando il ”metodo di lavoro positivo”, ”è un dialogo utile che ci consente di approfondire i temi”.

     I sindacati però rilevano ancora alcune criticità. La fase uno dell’intesa sulla previdenza, infatti, per il segretario confederale Cisl Maurizio Petriccioli, ”si chiude con luci ed ombre” poiché la legge di bilancio ”ne ha ridotto la capacità di raggiungere una platea più ampia di potenziali destinatari”, anche se ”resta la straordinaria positività di un intervento che dopo molti anni individua strumenti per una gestione più flessibile delle uscite dal lavoro e di accompagnamento alla pensione, introducendo il principio che non tutti i lavori sono uguali con il concetto di gravosità del lavoro che nei prossimi anni potrà essere ulteriormente migliorato”.

     L’esclusione dei lavoratori che hanno concluso i contratti a termine, da coloro che hanno diritto all’Ape agevolata, resta comunque”un limite grave” per i sindacati. Mentre è stato ottenuto dal Governo l’impegno a realizzare un intervento legislativo entro maggio per fare in modo che i sei anni di servizio continuativo, richiesti ai fini dell’accesso all’ape sociale, per chi svolge la- vori gravosi possano tenere conto dei periodi di non occupazione.

      Ora, però, spiega Petriccioli, è necessario iniziare a definire le misure di riforma strutturale rivolte soprattutto alle giovani generazioni, sapendo che ”devono essere individuate delle prime risposte già con la legge di bilancio per il 2018″. In qualunque caso si aspettano i decreti per una valutazione conclusiva.

     Perché, nota Susan- na Camusso, ”è vero che c’è stato un metodo positivo, ma il pezzo di carta dei decreti attuativi non lo abbiamo ancora vi- sto”.

     Il ministro Poletti, comunque, sulle questioni aperte si è impegnato a proseguire la discussione e a trovare anche successiva- mente ulteriori soluzioni.

     Sulla questione dei sei anni consecutivi di contributi previdenziali per i lavori gravosi, dice il segretario generale Uil Carmelo Barbagallo, ”noi abbiamo chiesto due anni” aggiuntivi (sei su otto) entro i quali coprirli, ”loro stanno lavorando su un anno”.

     L’importante, conclude il sindacalista, è ”avviare la discussione sui giovani e sulla governance dell’INPS” e il fatto che”anche il governo ritiene che bisogna separare l’assistenza dalla previdenza”.

Francesco Gagliardi

 

 

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