RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

     Si inoltra la Circolare Covip relativa alle modalità di attuazione della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata).

     Nel documento la Covip rammenta che questa tipologia di rendita ha validità temporanea e al fine di ottenere la “rendita integrativa temporanea anticipata” (RITA) occorre in primo luogo essere in possesso di tutti i requisiti per l’APE, e cioè:

      1 iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria (o a forme sostitutive o esclusive della medesima) o alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995;

2 età anagrafica minima di 63 anni;

3 maturazione del diritto a una pensione di vecchiaia entro tre anni e 7 mesi;

4 anzianità contributiva minima nel sistema di previdenza obbligatoria di 20 anni;

5 diritto a fruire di una pensione obbligatoria, al netto delle rate di ammortamento dell’APE eventualmente richiesta, pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria;

6 non essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto.

      La sussistenza dei requisiti dovrà essere attestata dall’INPS e tale dichiarazione dovrà essere inviata dall’aderente al Fondo Pensione che, a propria volta, dovrà accertare la fine del rapporto di lavoro del percettore della rendita.

L’ammontare erogabile potrà riguardare l’intera posizione accumulata o frazione di essa e l’erogazione dovrà concludersi in un arco temporale predefinito che al massimo potrà risultare di 3 anni e 7 mesi.

La periodicità del frazionamento è rimessa alla forma pensionistica anche attraverso l’eventuale indicazione di più opzioni alternative che possano rispondere alle diverse esigenze degli iscritti.

     Ogni Fondo Pensione inoltre dovrà predisporre:

1.un documento ad hoc volto a spiegare le caratteristiche della “rendita integrativa temporanea anticipata”, nel quale dovrà essere data evidenza delle condizioni prescritte dalla normativa per la sua fruizione, delle periodicità previste dalla forma per il frazionamento e delle modalità di erogazione;

2.un Modulo per la richiesta della prestazione.

      In relazione alla porzione del montante di cui si chiede il frazionamento lo stesso dovrà essere mantenuto in gestione nel Comparto più prudente salvo espressa volontà dell’iscritto al momento della richiesta.

Oltre a ciò il documento sulla “rendita integrativa temporanea anticipata” dovrà esplicitare chiaramente gli importi che saranno addebitati per l’erogazione di ogni rata, ovvero “una tantum”. Tali importi dovranno essere comunque contenuti e strettamente limitati alle spese amministrative effettivamente sostenute e le comunicazioni riguardo all’avanzamento dell’erogazione dovranno essere contenute nella Comunicazione Periodica del Fondo Pensione.

Il Dipartimento Politiche Sociali

1174 Circolare

Guida Agenzia delle Entrate “Bonus Mobili”.

Schermata 2017-03-22 alle 21.03.59.png

Guida Agenzia delle Entrate “Bonus Edilizia”.

Roma 22 marzo 2017
Carissimi,
     è online sul sito dell’Agenzia delle Entrate la nuova guida 2017 che contiene tutte le novità dell’ultima legge di bilancio inerenti il bonus fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia, acquisto di mobili ed elettrodomestici e misure antisismiche. Un utile vademecum per conoscere modalità, requisiti e regole che ti permetteranno di godere delle detrazioni.

Continua a leggere…

Poletti assicura avvio Ape da 1o maggio

Schermata 2017-03-24 alle 09.55.51.png

Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04

Poletti assicura avvio Ape da 1o maggio

Pensioni. Prosegue confronto Governo-Sindacati su giovani e governance Inps

     Nei prossimi giorni il Governo presenterà i decreti necessari per l’attivazione dell’anti- cipo pensionistico (Ape) volontario e sociale dal 1o maggio. Lo ha riferito ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con i sindacati che segna la fine del primo set del confronto tra Governo e parti sociali sulle pensioni.

      Nei prossimi incontri, fissati per il 6 e il 16 aprile, che segneranno invece l’avvio della fase 2 del confronto, l’attenzione si concentrerà sulle pensioni dei giovani e sulla governance dell’INPS.

     ”Sui giovani – osserva Poletti – dovremo affrontare il tema della ritardata entrata nel mondo del lavoro”. Altri temi della fase 2 saranno la previdenza integrativa, la separazione della spesa tra”previdenza e assistenza, oltre alle pensioni in essere, “un tema che – dice Poletti – rimane all’ordine del giorno”. Il confronto con i sindacati, sottolinea Poletti evidenziando il ”metodo di lavoro positivo”, ”è un dialogo utile che ci consente di approfondire i temi”.

     I sindacati però rilevano ancora alcune criticità. La fase uno dell’intesa sulla previdenza, infatti, per il segretario confederale Cisl Maurizio Petriccioli, ”si chiude con luci ed ombre” poiché la legge di bilancio ”ne ha ridotto la capacità di raggiungere una platea più ampia di potenziali destinatari”, anche se ”resta la straordinaria positività di un intervento che dopo molti anni individua strumenti per una gestione più flessibile delle uscite dal lavoro e di accompagnamento alla pensione, introducendo il principio che non tutti i lavori sono uguali con il concetto di gravosità del lavoro che nei prossimi anni potrà essere ulteriormente migliorato”.

     L’esclusione dei lavoratori che hanno concluso i contratti a termine, da coloro che hanno diritto all’Ape agevolata, resta comunque”un limite grave” per i sindacati. Mentre è stato ottenuto dal Governo l’impegno a realizzare un intervento legislativo entro maggio per fare in modo che i sei anni di servizio continuativo, richiesti ai fini dell’accesso all’ape sociale, per chi svolge la- vori gravosi possano tenere conto dei periodi di non occupazione.

      Ora, però, spiega Petriccioli, è necessario iniziare a definire le misure di riforma strutturale rivolte soprattutto alle giovani generazioni, sapendo che ”devono essere individuate delle prime risposte già con la legge di bilancio per il 2018″. In qualunque caso si aspettano i decreti per una valutazione conclusiva.

     Perché, nota Susan- na Camusso, ”è vero che c’è stato un metodo positivo, ma il pezzo di carta dei decreti attuativi non lo abbiamo ancora vi- sto”.

     Il ministro Poletti, comunque, sulle questioni aperte si è impegnato a proseguire la discussione e a trovare anche successiva- mente ulteriori soluzioni.

     Sulla questione dei sei anni consecutivi di contributi previdenziali per i lavori gravosi, dice il segretario generale Uil Carmelo Barbagallo, ”noi abbiamo chiesto due anni” aggiuntivi (sei su otto) entro i quali coprirli, ”loro stanno lavorando su un anno”.

     L’importante, conclude il sindacalista, è ”avviare la discussione sui giovani e sulla governance dell’INPS” e il fatto che”anche il governo ritiene che bisogna separare l’assistenza dalla previdenza”.

Francesco Gagliardi

 

 

Voucher, soluzione possibile

Schermata 2017-03-22 alle 13.39.04.png

Il Cdm fissa al 28 maggio la data del referendum. Ma c’è ancora tempo per ridefinire la normativa

Voucher, soluzione possibile

    Per i referendum proposti dalla Cgil sui voucher e sugli appalti si voterà il prossimo 28 maggio. Lo ha stabilito ieri il Consiglio dei ministri, che ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari re- lativi alla ”abrogazione di disposizioni limitative

della responsabilità soldale in materia di appalti” e alla ”abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”.      Intanto però il Parlamento è in azione proprio sul- la modifica alla disciplina dei voucher.

Oggi è il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione Lavoro alla Camera e l’esame entra quindi nel vivo. La relatrice del testo, Patrizia Maestri (Pd), spiega che ”riguardo alla tempistica di approvazione rispetto alla data del 28 maggio non dipende solo dal nostro lavoro, ma anche dal governo: noi cercheremo di fare il nostro meglio, abbiamo già

ricevuto alcune indicazioni di possibili modifiche al testo iniziale su cui cominceremo subito a fare degli approfondi- menti”.

    Insomma, il referendum sui voucher si può ancora evitare ma, sottolinea in una intervista televisiva la leader Cisl Furlan, ”Governo e Parlamento devono fare quello che la Cisl chiede da due anni: ridefinire i voucher e riportarli alla Legge Biagi, solo per casi del tutto eccezionali, di lavori assolutamente discontinui e saltuari che devono r guardare alcuni aspetti dei servizi alla famiglia, certamente non l’agricoltura, l’edilizia ed il manifatturiero”.

     Per Furlan ”il settore dei servizi in modo particolare di quelli alla famiglia è nella natura stessa dei voucher. In questi anni invece sono stati utilizzati nell’agricoltura, nell’edilizia nei settori manifatturieri creando davvero, grossi, grossissimi problemi. Bisogna riportarli alla loro natura di strumenti eccezionali, discontinui, di servizi alla persona”. Anche per il segretario generale del- la Uil Barbagallo ”c’è ancora tempo per trova- re una soluzione sia per i voucher sia per gli appalti”.

Giampiero Guadagn

conquiste n 50 del 15-03-2017