Pensioni – Opzione donna – messaggio INPS n. 1182/2017


accordo-pensioni

Roma,17 Marzo 2017 A Tutte le Strutture

All.1 Messaggio INPS 1182/2017

Cari amici,

come anticipato nella nostra circolare dedicata alla legge di bilancio per il 2017 (prot. 164/2016), all’art. 1 commi 222-223 della legge 232/2016 è stata prevista una estensione della possibilità di pensionamento anticipato per le donne che scelgano il calcolo contributivo della pensione secondo quanto stabilito dalla norma sperimentale contenuta nell’art. 1 comma 9 della legge 243/2004.

Questa facoltà, utilizzata in modo molto limitato nei primi anni a causa della notevole perdita economica sull’assegno pensionistico che determina il passaggio al calcolo contributivo, ha suscitato invece molto interesse soprattutto dopo la legge 214/2011 e il notevolissimo aumento dei requisiti pensionistici per le donne, tanto che oggi sono numerose le pressioni per una sua stabilizzazione.

Con la citata norma contenuta nella legge di bilancio per il 2017 si opera una limitata estensione della disposizione nel senso che la possibilità di ricorrere alla “opzione donna” viene riconosciuta alle lavoratrici che entro il 31/12/2015 abbiano raggiunto almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età se dipendenti, oppure 58 anni di età se autonome (oppure con contribuzione mista dipendente e autonoma), risolvendo quindi un problema derivato dalla necessaria applicazione dell’aumento automatico dei requisiti pensionistici per effetto dell’aspettativa di vita che, viceversa, finiva per escludere di fatto da questa possibilità le lavoratrici che compivano il requisito anagrafico dopo settembre 2015.

Al pensionamento con “opzione donna” si applica comunque lo slittamento della decorrenza (cd. finestre) di 1 2 o 18 mesi.

In allegato il messaggio Inps dove viene riportato un esempio di applicazione della disposizione e si precisa che le lavoratrici interessate possono presentare la domanda anche dopo l’apertura della “finestra”.

Fraterni saluti.

Il Segretario Confederale

Maurizio Petriccioli

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CIRCOLARE IMPS

Direzione Centrale Pensioni

Roma, 15-03-2017

Messaggio n. 1182

OGGETTO: Articolo 1, commi 222 e 223 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”– Regime sperimentale donna.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, Supplemento ordinario n. 57, è stata pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”.

L’articolo 1, commi 222 e 223, ha esteso la facoltà di cui all’articolo 1, comma 9, della legge n.243 del 2004 (c.d. regime sperimentale donna) alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti previsti dalla stessa disposizione per effetto degli incrementi della speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

L’articolo 1, comma 222 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 ha disposto che “Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, la facoltà prevista dal medesimo articolo 1, comma 9, è estesa alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti previsti dalla stessa disposizione per effetto degli incrementi della speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Come è noto, l’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243 e successive modifiche, ha previsto che, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, le lavoratrici possono conseguire il diritto all’accesso al trattamento pensionistico di anzianità, ove in possesso dei prescritti requisiti anagrafici e contributivi, optando per la liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

L’articolo 1, comma 281, della legge n. 208 del 2015 ha previsto la facoltà in argomento anche per le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome a prescindere dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico.

L’articolo 1, comma 222, della legge n. 232 del 2016 ha esteso la predetta facoltà anche alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 non abbiano maturato il prescritto requisito anagrafico solo per effetto degli incrementi della speranza di vita.

Ne consegue che possono esercitare la facoltà in argomento le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusive dell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari a 57 anni per le dipendenti e 58 anni per le autonome.

Il successivo comma 223 dell’articolo 1 della citata legge ha previsto che “Per le lavoratrici di cui al comma 222 del presente articolo, restano fermi, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, il regime degli incrementi della speranza di vita di cui all’articolo 12 del decretolegge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il regime delle decorrenze, nonché il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243”.

Ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico delle predette lavoratrici, restano fermi la disciplina relativa agli incrementi della speranza di vita, nonché il regime delle decorrenze (c.d. finestre mobili) e il sistema di calcolo contributivo per la misura del trattamento medesimo.

A titolo esemplificativo, una lavoratrice che nel mese di dicembre 2015 compie 57 anni di età se dipendente o 58 anni se autonoma ed in possesso di 35 anni di anzianità contributiva può conseguire il trattamento pensionistico ai sensi dell’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, a decorrere rispettivamente dal 1° agosto 2017 ovvero dal 1° febbraio 2018.

Le lavoratrici in argomento, possono presentare in qualsiasi momento, anche successiva all’apertura della c.d. finestra mobile, la domanda di pensione di anzianità, fermo restando il regime delle decorrenze previsto nelle diverse Gestioni previdenziali, nonché l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro dipendente per il conseguimento del predetto trattamento pensionistico.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

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