Incontro Cgil, Cisl, Uil con il Ministro Poletti


Roma, 10 marzo 2017

Prot. n. 159/LR/mp

Carissimi,

ieri pomeriggio Cgil, Cisl Uil hanno incontrato il Ministro Poletti per la ripresa del confronto sui temi del lavoro, rimasto in sospeso in seguito alla crisi di Governo. All’incontro erano presenti anche Marco Leonardi, responsabile economico della Presidenza del Consiglio, e Maurizio Del Conte, Presidente Anpal.

Il Ministro si è soffermato principalmente sull’attuazione della riforma delle politiche attive e sulla questione dei voucher.

La Cisl ha rappresentato il rischio che il dibattito sui voucher lasci al margine questioni importantissime; quindi, oltre ad esprimersi sui voucher, ha chiesto al Ministro una attenzione prioritaria sulle politiche attive e posto una serie di altre questioni, alcune rimaste pendenti dalla precedente tornata di incontri.

Di seguito una sintesi dei contenuti dell’incontro, per argomento.

Politiche attive del lavoro

Il Ministro ed il Presidente Anpal, Maurizio Del Conte, hanno fatto il punto della situazione:

Si sta avviando una discussione con i Ministeri interessati per risolvere la questione dei dipendenti dei centri per l’impiego, attualmente in avvalimento da parte delle Regioni

Sono in preparazione i decreti attuativi di alcune norme del Dlgs 150/2015 ancora mancanti

È stato pubblicato da Anpal l’avviso per la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, su un campione di 30.000 percettori di Naspi

Anpal sta sviluppando task force sul territorio per dare sostegno a situazioni di crisi e ristrutturazioni aziendali, su cui collaborerà anche Anpal Servizi

Anpal sta anche lavorando su un progetto per “facilitatori” dell’alternanza scuola-lavoro, che facciano da tramite tra aziende e scuole

Infine Anpal sta lavorando per azioni di sistema sul lavoro degli immigrati.

La Cisl, su questo punto, innanzitutto sollecita e chiede che il sindacato sia sentito sulle delibere ancora mancanti (Livelli Essenziali delle Prestazioni, Offerta Congrua, Condizionalità).

Via Po 21, 00198 Roma T +39 06 8473 252- 292 F+39 068473244 lavoro@cisl.it http://www.cisl.it Aderente alla CES e alla Confederazione Internazionale dei Sindacati

Sull’assegno di ricollocazione, occorre capire come, dopo la sperimentazione rendere disponibile la prestazione a regime in merito alle risorse disponibili e come metterla a regime in sintonia con le Regioni.

Per quanto riguarda i Servizi all’Impiego, occorre definire in maniera chiara il percorso che porterà al rafforzamento dei Centri per l’impiego in particolare rispetto all’inserimento previsto di 1.000 nuove addetti, rispetto a come verranno selezionati, ripartiti a livello regionale, inquadrati, formati .

Per Anpal Servizi andrà definito un vero e proprio Piano Industriale che includa la programmazione anche rispetto ai finanziamenti del PON (2017-2020) e andranno rivisti i fabbisogni professionali con conseguente riorganizzazione delle attività in relazione alle nuove competenze attribuite.

Abbiamo infine chiesto la conferma di tutti i precari all’interno dei Centri per l’Impiego e delle società strumentali della rete Anpal al fine di consentire la prosecuzione delle attività indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo di rendere fruibili le politiche attive e di non disperdere, bensì valorizzare, le professionalità presenti.

Voucher

Per quanto riguarda i voucher, ci è stato illustrato il lavoro svolto dalla Commissione lavoro della Camera dei Deputati, che proprio ieri ha depositato un testo unico che fa sintesi delle diverse proposte parlamentari, sulle quali erano state effettuate anche audizioni sindacali ( vedi nostre circolari del 5.5.2016 e del 2.2.2017).

Tale testo prevede una drastico restringimento dell’ambito di utilizzo dei voucher, limitandoli:

– dal punto di vista delle attività, a quelle realmente occasionali

– dal punto di vista degli utilizzatori, alle famiglie, alle aziende senza dipendenti (in questo caso il valore nominale del voucher sarebbe più elevato), alle P.A. solo in circostanze eccezionali, all’agricoltura per le campagne di raccolta

– dal punto di vista degli importi massimi (2000 euro annui per le famiglie, 3000 per le aziende senza dipendenti, 5000 euro complessivi per il lavoratore)

– dal punto di vista dei soggetti utilizzabili ( studenti, pensionali, disabili…).

Il Ministro ha detto che le posizioni del Governo sono vicine a quelle espresse in questo testo, ma la posizione definitiva sarà espressa alla Commissione lavoro in sede di esame del testo stesso.

Come è noto, su questo tema la Cgil ha indetto un referendum abrogativo.

La Cisl non è per l’abrogazione, serve infatti uno strumento snello che sia utilizzabile in alcune situazioni ben circoscritte, ad evitare che certe attività siano svolte in nero. Da sempre però chiediamo un forte restringimento del suo utilizzo, che ha dato luogo in questi anni a molti abusi. Quindi abbiamo espresso soddisfazione perché si va finalmente verso la riduzione dell’utilizzabilità del voucher, ma ci siamo riservati di vedere il testo per esprimere un giudizio più compiuto.

Ammortizzatori sociali e gestione delle crisi

Su questo punto la Cisl ha sottolineato che la transizione definitiva, con il 2017, dal regime della mobilità al nuovo sistema di ammortizzatori introdotto dal Jobs Act richiede un attento monitoraggio. Le restrizioni alle causali e durate degli ammortizzatori contenute nel Jobs Act, le nuove regole sulle pensioni e la fine, da gennaio 2017, della mobilità e degli ammortizzatori in deroga, per di più con alcune incongruenze, hanno ridisegnato gli strumenti di politica passiva, senza che nel frattempo sia decollata la riforma delle politiche attive del lavoro. Alla luce di tutto ciò, ed in presenza di un Pil che cresce ancora poco, vanno potenziati gli strumenti per la gestione delle crisi. Non si tratta né di riscrivere il Dlgs 148/2015 né di tornare agli ammortizzatori in deroga ma di introdurre alcuni aggiustamenti e di utilizzare maggiore flessibilità nell’attuazione.

La possibilità di ulteriori 12 mesi di Cigs nelle aree di crisi complesse, contenuta nel Dlgs 185 /16 (decreto correttivo) e prorogata per il 2017 con il Decreto Milleproroghe, è un primo risultato.

Restano tuttavia aperte una serie di questioni.

Per quanto riguarda la Cigo, con il Dlgs 148/2015 l’approvazione delle richieste non è più affidata alle Commissioni Provinciali presso l’Inps, bensì al Direttore della sede provinciale. Il passaggio da una decisione collegiale, con una responsabilità in qualche modo condivisa, ad una decisione presa dal solo Direttore sta provocando numerosi casi di diniego, che in precedenza potevano essere risolti con veloci verifiche.

Altro problema relativo alla Cigo sta in alcune interpretazioni restrittive delle circolari Inps, come quella che stabilisce che la ripetitività delle sospensioni denota una “non transitorietà” della causale, e quindi giustifica il diniego del trattamento.

Riguardo alla Cigs, va valutata la reintroduzione di norme specifiche per le aziende che cessano l’attività, in caso di concrete possibilità di cessione dell’attività a nuovo acquirente.

Per quanto riguarda il Fis, oramai regolarmente costituito e perfettamente in grado di funzionare, abbiamo segnalato che deve ancora iniziare ad erogare le prestazioni. Finora infatti sono state erogate le sole prestazioni a carico del Fondo residuale. Abbiamo chiesto al Ministro di ricercare con l’Inps le cause di questo ritardo e di intervenire su di esse.

La Cisl ha poi sollevato la questione del costo dei licenziamenti. Dal 2017, con la cancellazione del regime della mobilità, le aziende rientranti in quel sistema saranno soggette al regime generale degli oneri di licenziamento, che ha costi inferiori rispetto al regime precedente. Nel frattempo, per le stesse aziende, con il Jobs Act sono entrati in vigore i nuovi, più elevati contributi addizionali per l’utilizzo della cassa integrazione.

Come conseguenza di questa duplice modifica, per le aziende varia notevolmente il costo-opportunità tra richiesta della cassa integrazione (che diviene più onerosa) e licenziamento (che diviene meno oneroso), con il rischio di portare le aziende a licenziare anziché richiedere la cassa integrazione. La Cisl chiede un intervento che possa riequilibrare tali costi, anche inserendo tra i “costi” di licenziamento a carico delle aziende un programma di politiche attive di ricollocazione.

Infine, abbiamo segnalato come l’Asdi risulti poco utilizzato, sia per i criteri troppo stringenti (ad es. l’Isee non superiore a 5000 euro) sia probabilmente anche per scarsa conoscenza dei lavoratori.

Su tutta la tematica della gestione delle crisi, resta sullo sfondo l’Accordo siglato lo scorso settembre tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, che conteneva, tra le altre cose, ipotesi circa il mantenimento e l’utilizzo degli importi derivanti dalla aliquota dello 0,30% con cui le aziende finanziavano l’indennità di mobilità.

Incentivi alle assunzioni

La Cisl ha chiesto il ripristino degli incentivi per le aziende che assumono lavoratori in mobilità, abrogati dalla legge 92/2012 dal 1.1. 2017 insieme al regime della mobilità, senza tenere conto del fatto che i lavoratori collocati in mobilità fino al 31.12.2016 continueranno a percepire l’indennità di mobilità per il 2017 e 2018.

In vista del DEF va poi ripreso il ragionamento sulla riduzione “strutturale” del costo del lavoro a tempo indeterminato: che il lavoro stabile costi di meno del lavoro a termine e flessibile deve diventare un principio di base del nostro ordinamento.

Tirocini

Infine la Cisl ha chiesto un approfondimento sui tirocini , che sono un utile strumento di politica attiva, spesso prima esperienza formativo-lavorativa, ma vanno qualificati, evitando i larghi abusi (tirocini in sostituzione di puro lavoro o senza nessuna componente formativa), in primis elevandone il contenuto formativo , stabilendo coerenza tra tirocinio e titolo di studio posseduto, introducendo degli standard per i tirocini di qualità.

Come vedete, si è trattato di un incontro molto denso di contenuti. Nei prossimi appuntamenti si faranno approfondimenti sui temi specifici, a partire dai voucher, sui quali il Ministro ci sentirà a ridosso della fine dei lavori in Commissione Lavoro della Camera, prima che il Governo esprima alla Commissione stessa il suo parere definitivo.

 

 

 

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