Le priorità della CISL per la stesura di una Strategia nazionale di prevenzione


 

Le priorità della CISL per la stesura di una Strategia nazionale di prevenzione
(a cura del Dipartimento nazionale Salute e sicurezza sul lavoro)

In continuità e coerenza con quanto dichiarato in sede di Commissione consultiva permanente, nella riunione del 10 gennaio u.s., poi confermato nella nota inviata il 17 gennaio u.s., apprezzando la disponibilità espressa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel rendere fattiva la richiesta avanzata di convocare il Comitato 4, al fine di lavorare alla stesura (bozza) della Strategia nazionale di prevenzione, mettiamo a disposizione del confronto e del lavoro congiunto i seguenti punti di metodo e merito che riteniamo costituire, a nostro parere, elementi di priorità.

Richiamando a premessa il tema che attualmente nel nostro Paese si registrano ancora quasi tre morti al giorno (esclusi gli infortuni in itinere), circa duemila infortuni /giorno e la crescita costante della percentuale relativa alle malattie professionali, ritenendo fondamentale rafforzare la collaborazione e il confronto continuo tra attori della prevenzione (nazionali e territoriali), secondo un modello tripartito, nell’ambito di un progetto strategico e sinergico, si elenca quanto segue:

  • Strategia nazionale e piani annuali d’azione

Il dotarsi di una Strategia come sistema Paese, significa definire le politiche di prevenzione da attuare, le risorse da impiegare, le sinergie da creare, gli obiettivi da raggiungere e i sistemi di valutazione da impiegare. Per fare questo occorre, a nostro parere, tracciare un percorso di più ampio raggio (una Strategia a cadenza pluriennale) che indica le politiche di prevenzione, declinando gli interventi da attuare mediante specifici Piani annuali d’azione.

In linea con l’Europa, nel rispetto del legame normativo con la direttiva quadro 89/391 e della presenza di un Focal point permanente dell’Agenzia di Bilbao, la Strategia nazionale dovrebbe guardare ai temi della Strategia europea (attualmente per il periodo 2014-2020), definendo annualmente i Piani concreti di attuazione, creando assi di convergenza con il Piano Nazionale di Prevenzione (del Ministero della salute), nel quale sono presenti obiettivi di tutela, tra i quali la salute in ambiente di lavoro (attualmente per il periodo 2014-2018).

In questo senso, la responsabilità data al Comitato ex art.5 del DLGS 81/2008 (cabina di regia) della Strategia nazionale di prevenzione e, su nostra proposta, dei relativi Piani annuali d’azione, troverebbe nella composizione del Comitato (che vede i ministeri del Lavoro e Salute insieme), il suo punto di forza nell’armonizzare e rendere coerenti le politiche e le attività.

Nei Piani annuali d’azione dovrebbero trovare collocazione, sulla base delle esigenze individuate, anno per anno, nel quadro di una Strategia pluriennale e in correlazione all’analisi dei dati infortunistici, Campagne tematiche, aree di finanziamento, programma mirati di info-formazione….

 

Considerato il ruolo centrale e strategico che la Commissione consultiva ricopre (affidatagli direttamente dal legislatore), a partire dalla sua composizione tripartita (anche se oggi non più perfetta) e dalle competenze espresse, nella Strategia/Piani annuali d’azione dovrebbe essere indicato il programma delle attività della Commissione e la tempistica di realizzo dei programmi, consentendo in questo modo di poter svolgere una valutazione del raggiungimento, o meno, dei risultati e un monitoraggio sull’avanzamento, o meno, delle attività.

Tra le priorità, la ripresa a regime dei lavori dei Comitati (su temi come la qualificazione delle imprese, le sostanze pericolose, i settori specifici in assenza di normativa dedicata, le buone prassi, la formazione…).

  • Ruolo centrale del INAIL

A fronte di un modello prevenzionale basato sulla legislazione concorrente, ripartita tra Stato e Regioni, la Strategia/Piani annuali d’azione (di cui la responsabilità in capo alla Cabina di regia, ex art. 5) dovrebbe delineare un programma di attività e la tempistica di realizzo, sulla base dei compiti delineati al comma 3, dello stesso articolo, tra cui proprio la redazione della Strategia nazionale di prevenzione, nella piena attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, in dialogo costante con le Parti sociali.
Tra le priorità d azione a carattere permanente, l analisi e la messa in sinergia delle attività svolte nei Comitati regionali di coordinamento (ex art.7), impegnati nel realizzare quanto previsto dai Piani Regionali di Prevenzione (declinati in coerenza con il Piano Nazionale di Prevenzione, dentro il quadro sistemico degli obiettivi della Strategia/Piani annuali d’azione), al fine di perseguire traguardi di tutela negli ambienti di lavoro e di miglioramento continuo della salute, Determinante sarebbe, in tal senso, operare un analisi delle attività dei Comitati regionali di coordinamento, monitorando l agire attraverso le relazioni trasmesse dalle Regioni ai

Ministeri del Lavoro e della Salute. Necessario sarebbe anche un monitoraggio sull’impiego a livello locale delle risorse derivanti dalle sanzioni impartite dalle aziende.

Commissione consultiva permanente

  • Ruolo centrale dell’INAIL

Tenuto conto della vocazione dell’Istituto ad agire nel campo della prevenzione, anziché solo nel ruolo di ente assicuratore, considerato che trovano collocazione nell’Istituto le principali banche dati (in primis, il SINP, ma non meno gli attuali sistemi IN.FOR.MO, MAL.PROF, ReNaM, l’anagrafica degli RLS….), nella Strategia/Piani annuali d’azione dovrebbe essere previsto un programma permanente di analisi dei dati in forma aggregata, attuato da un tavolo a composizione tripartita incaricato di promuovere progetti specifici (coerenti con i Piani) sulla base delle risultanze e priorità di intervento. Dovrebbe essere condivisa, in tal senso, la pianificazione dei filoni di finanziamento.

  • Pariteticità

Deve trovare piena collocazione nella Strategia/Piani annuali d’azione un programma di valorizzazione e confronto costante con le Parti sociali, in linea con il dettato normativo vigente, che pone il modello partecipativo a cardine del sistema di prevenzione nazionale. Inoltre, deve trovare collocazione certa nella Strategia/Piani annuali d’azione le modalità di attuazione di quanto disposto nell’art.52 del DLGS 81/2008, Fondo di sostegno alle PMI, alla rappresentanza e pariteticità (ad oggi mai attuato) e l’istituzione di un repertorio nazionale degli organismi paritetici, al fine di combattere la proliferazione di strutture non titolate a svolgere tale ruolo.

  • Medici competenti

Considerato l’aumento delle malattie professionali e il crescente numero di patologie non denunciate o conseguenti all’inadeguata organizzazione del lavoro e valutazione dei rischi (alla luce dei fattori trasversali, quali il genere e l’età), così come il delicato tema del ruolo del medico competente e del suo rapporto con le altre figure della prevenzione aziendale (tra cui il legame contrattuale con il datore di lavoro), nella Strategia/Piani annuali d’azione dovrebbe trovare collocazione l’impegno ad un confronto mirato al ridefinire i termini dello svolgimento del ruolo del medico competente, tra Ministeri, rappresentanza dei medici competenti e Parti sociali.

  • Monitoraggi

È opportuno che venga previsto nell’ambito della Strategia/Piani annuali d’azione un sistema di monitoraggio permanente, condotto dalla Commissione consultiva, che vada a verificare l’efficienza e l’efficacia di alcuni istituti normativi e regolativi, prevedendo la possibilità, in caso di verifica ad esisto non soddisfacente, di poter intervenire integrando le disposizioni con interventi procedurali. Ricordiamo che ad oggi, pur previsti, non sono stati mai avviati i monitoraggi in tema di formazione dei lavoratori (preposti e dirigenti), stress lavoro- correlato, procedure standardizzate…

  • Amianto

Considerando le conseguenze e gli effetti che il tema dell’amianto ancora determina sul livello della salute di molti lavoratori ed ex lavoratori, la Strategia/Piani annuali d’azione dovrebbe tenere conto e armonizzare, 3 nell’ambito degli interventi di prevenzione per la salute e sicurezza sul lavoro, quanto dovrà essere previsto e pianificato dal Piano Nazionale Amianto (deliberato nel 2013 e non ancora operativo).

  • Visione prospettica

In una Strategia di natura prevenzionale, considerato il necessario carattere pluriennale, devono trovare certa collocazione programmi di ricerca-azione, rivolti verso nuove frontiere di rischio, prevedendo approfondimenti mirati e contributi da professionalità e competenze diverse, prospettando tavoli di lavoro e confronto permanente tra le istituzioni e Parti sociali. A titolo esemplificativo, si segnalano temi come: i campi elettromagnetici, nanotecnologie, invecchiamento della popolazione lavorativa, agenti chimici, cancerogeni e mutageni….

Roma, 15 febbraio 2017

Il segretario confederale
Giuseppe Farina

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