Accordo sulle pensioni

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L’accordo sulle pensioni del 28 settembre 2016:

Nonostante le difficoltà derivanti dalle rigide compatibilità finanziarie dettate dal Governo e dagli impegni assunti in sede europea sulla sostenibilità della spesa previdenziale, l’intesa sottoscritta dal Governo e da Cisl, Cgil e Uil risponde a molte questioni rimaste insolute a seguito degli interventi legislativi realizzati negli ultimi anni.

Nessun diritto e tutela attuale vengono ridotti, mentre si acquisiscono risultati importanti che interessano la vita di milioni di persone: giovani, pensionandi e pensionati.

Si potranno cumulare gratuitamente tutti i contributi maturati presso gestioni pensionistiche diverse.

I pensionati con redditi medio -bassi potranno beneficiare dell’equiparazione della No tax area pensionati – dipendenti a 8.125 euro. L’importo della “quattordicesima mensilità” viene aumentato e la somma verrà corrisposta ad una platea più ampia di pensionati, con reddito pensionistico personale fino a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 1.000 euro mensili). In prospettiva il Governo si impegna a migliorare la rivalutazione delle pensioni in essere al costo della vita, tenendo conto delle specifiche abitudini di consumo dei pensionati e con il ritorno alla perequazione “per scaglioni”, prevista dalla legge 388/2000.

È previsto il miglioramento delle condizioni di accesso al pensionamento anticipato per chi già svolge attività considerate usuranti secondo l’attuale normativa, sganciando i requisiti dall’aumento dell’aspettativa di vita ed eliminando le finestre.

Il confronto fra Governo e sindacato proseguirà anche dopo l’approvazione della legge di stabilità, per definire interventi volti a migliorare, soprattutto per i giovani, le condizioni di accesso alla pensione calcolata interamente con il metodo contributivo (con la possibilità di prevedere anche una pensione minima di garanzia per i redditi bassi), valorizzare il lavoro di cura nel sistema contributivo e favorire lo sviluppo della previdenza complementare.

LA CISL: IL SINDACATO CHE CONTRATTA

 

Fertility day: Liliana Ocmin (Cisl)-Serve tavolo serio di confronto su natalità e conciliazione lavoro-famiglia

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Ufficio Stampa Cisl- Roma, 22 settembre 2016- “Ha fatto bene il Ministro della salute Lorenzin a ritirare gli infelici opuscoli pubblicitari sul Fertility day. Ma sul tema della natalità e della conciliazione tra famiglia e lavoro occorre aprire ora una discussione seria attraverso un Tavolo di confronto tra Governo e parti sociali, al fine di coordinare una politica per la famiglia ed interventi ed azioni a 360 gradi capaci di rilanciare la natalità e la genitorialità oltre gli slogan e senza strumentalizzazioni”. Lo sostiene la responsabile del Dipartimento donne della Cisl, Liliana Ocmin. “Il problema della bassa natalità nel nostro Paese esiste da anni. Nel 2015 sono nati in Italia appena 485 mila bambini, il dato più basso mai raggiunto in precedenza, con una media di 1,37 figli per donna. Per questo occorre avviare un ragionamento serio su una questione che riguarda il futuro del nostro paese e la sostenibilità economica e sociale del welfare. Le iniziative promosse dal Ministero della Salute che ha posto anche l’ accento sulla possibile prevenzione medica delle cause che portano all’ infertilità femminile e maschile, sono importanti ma non bastano. Servono politiche che facilitino l’ ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, perché come abbiamo più volte constatato, la donna che non lavora non mette al mondo figli. Occorre, inoltre, incentivare la conciliazione vita/lavoro quale sostegno concreto alla maternità ed alla paternità ed alla cura familiare attraverso il rafforzamento dei servizi ed un riconoscimento fiscale e contributivo del lavoro di cura. Da parte nostra, da tempo siamo impegnati a promuovere misure di welfare aziendale mediante la contrattazione e gli enti bilaterali per costruire una  società che dia l’opportunità a tutti di formare una famiglia e di mettere al mondo figli”.

 

Vince il SI

Ballot box
REFERENDUM: VINCE IL SI

A seguito della disdetta unilaterale degli accordi di secondo livello effettuata da Trentino trasporti Esercizio S.p.A. nell’estate del 2014 si è reso necessario aprire un tavolo di confronto tra azienda e lavoratori per la regolamentazione dei turni di lavoro.

Dal tavolo è mersa una proposta che, sebbene non favorevole quanto quella sottoposta a votazione referendaria nel luglio del 2014, determina regolamentazioni tali da migliorare le attuali condizioni lavorative.

La paventata assunzione di 5 nuovi autisti permetterà di comporre 3 nuovi turni che serviranno a ridurre lo stress lavorativo complessivo.

Le proposte messa al vaglio dei lavoratori riguardano anche la disponibilità a trattare sulle modalità di effettuazione della bigliettazione a bordo che, indicata dal CCNL firmato a novembre 2015, dovrà prevedere un accordo aziendale.

La “pace sociale” offerta dall’azienda senza richiedere immediate contropartite è stata accolta favorevolmente dai lavoratori nonostante l’ostracismo di una sigla sindacale che ha invitato al voto contrario.

Il 77% dei lavoratori ha accolto favorevolmente le proposte di Trentino trasporti Esercizio S.p.A. dando di fatto mandato a FIT-CISL, FILT-CGIL, UILT, FAISA-CISAL e Or.SA. di proseguire nelle trattative con l’azienda.

Attendiamo quindi una convocazione per definire le parti dell’accordo e, in prima battuta, l’assunzione dei cinque lavoratori a tempo indeterminato.

L’esito della votazione referendaria non era per nulla scontato.

Accogliamo con favore i risultati delle votazioni referendarie felici che i lavoratori, nostri colleghi, abbiano accolto le proposte che favoriscono l’aumento dell’occupazione.

Vista la difficile situazione che attanaglia il TPL l’accordo proposto merita un’analisi approfondita e non certo un eccesso sul soffermarsi a tecnicismi spicci, letture superficiali e strumentali.

La FIT-CISL prende le distanze da chi non riconosce la necessità di far crescere lo stato occupazionale nelle aziende ove operano.

Trasporto urbano, nessun accordo su misure antievasione e sicurezza

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I sindacati criticano le anticipazioni dell’assessore Gilmozzi. “Abbiamo elaborato un’ipotesi che dovrà essere approvata dai lavoratori e che, comunque, il primo passo è il potenziamento dell’organico”.

“Le misure annunciate dall’assessore Mauro Gilmozzi su sicurezza e contrasto all’evasione tariffaria sui bus sono solo un’ipotesi. Ad oggi il sindacato non ha firmato nessun accordo con Trentino Trasporti. Abbiamo, semplicemente, elaborato un piano di misure che tra domani e lunedì saranno sottoposte a tutti i lavoratori”. Non è piaciuta ai sindacati la fuga in avanti dell’assessore provinciale, che per rispondere ad una interrogazione a risposta immediata in consiglio provinciale è andato oltre quanto effettivamente concordato con le organizzazioni dei lavoratori. I sindacati ribadiscono inoltre che l’ipotesi di accordo prevede soprattutto la stabilizzazione dell’organico degli autisti del servizio urbano di Trento che permetterà di migliorare l’attuale turnistica.

Per questa ragione le sigle sindacali non condividono le modalità dell’assessore. “L’ipotesi che abbiamo condiviso con la Provincia e Trentino Trasporti – chiariscono i segretari provinciali Stefano Montani (Filt-Cgil), Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti), Michele Givoli (Faisa Cisal) e Roberto Pedrotti (Orsa) – prevede, così è scritto, “la verifica della disponibilità del personale viaggiante del servizio urbano a procedere ad una fase di sperimentazione della vendita e del controllo dei titoli di viaggio a bordo dei mezzi con modalità che saranno successivamente individuate. Affermare pubblicamente che da ottobre gli autisti venderanno i biglietti, su quali linee e in che modalità, è mettere il carro davanti ai buoi. Per noi resta un mistero con chi l’assessore Gilmozzi abbia concordato queste misure così   dettagliate”.

Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa hanno sempre richiesto di condividere soluzioni a questi problemi, su cui da mesi si sta lavorando, ma dare le decisioni per assunte, prima di aver informato e coinvolto gli autisti è sbagliato. “Stiamo faticosamente cercando di combattere sia l’evasione tariffaria, sia gli episodi di violenza a danno del personale e le misure che abbiamo unitariamente condiviso proprio con l’assessore, come l’intensificazione dei controlli a bordo, l’installazione di telecamere, l’attivazione del sistema di localizzazione del mezzo in tempo reale, la protezione fisica dell’autista con paratie in plexiglass con apertura dall’interno, stanno per essere realizzate”, insistono i sindacati.

Si ricorda peraltro che l’accordo nazionale dell’aprile 2013 prevede, tra i provvedimenti per contrastare l’evasione tariffaria, anche la vendita e la verifica da parte degli autisti del biglietto.

E’ vero, inoltre, che tali prowedimenti devono essere oggetto di un esame congiunto a livello locale con le organizzazioni sindacali per stabilire modalità, tempistiche, misure di sicurezza a protezione degli autisti e, non ultimo, la quota del valore della maggiorazione del prezzo del biglietto venduto a bordo di competenza dell’autista.

I sindacati ricordano che un aspetto fondamentale dell’eventuale sperimentazione, è che a fronte della disponibilità dei lavoratori, come annunciato dallo stesso assessore Gilmozzi, sulle linee in cui partirà il nuovo sistema verrà garantita una presenza straordinaria di personale   disupporto di Trentino Trasporti, e, soprattutto, un aumento con conseguente stabilizzazione dell’organico degli autisti del servizio urbano di Trento. Questo darà finalmente risposte attese anche sul piano della turnistica, migliorandola.

Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa chiariscono, dunque, che nessuna delle nuove misure antievasione è stata discussa nel dettaglio con i rappresentanti dei lavoratori, né si è ancora avviata una riflessione congiunta su come calarle nella realtà. “Questo modo di fare, anche se dettato dall’urgenza di dare risposte immediate in aula, di fatto, non agevola il compito di nessuno e da fiato a chi non avendo soluzioni cavalca il malcontento per acquisire un consenso costruito sul nulla”, concludono i cinque segretari di categoria.

Trento, 15 settembre 2016

Ultima Fermata

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Costola rotta e forte contusione facciale. Questo il referto dell’ennesima violenza subita da un capotreno impegnato ad eseguire i controlli dei biglietti a bordo del treno Minuetto della Valsugana.

La Federazione Sindacale FIT-CISL del Trentino chiede all’azienda Trentino trasporti Esercizio S.p.A. l’immediata applicazione, anche ai capitreno della Ferrovia Trento Malé e Ferrovia Trento-Bassano, dell’ articolo 6.3 del “Manuale per il personale viaggiante extraurbano” che prevede, nel caso un viaggiatore fosse trovato sprovvisto di titolo di viaggio, ad invitarlo esplicitamente a non utilizzare la corsa e se ciò non accadesse, l’autista procederà ugualmente a emettere regolare biglietto fino al capolinea (da annullare nel caso l’utente scenda senza averlo pagato tenendo presente il limite dei 10 biglietti emessi previsti per l’annullamento). In questi casi l’autista/bigliettaio segnalerà quanto successo agli Addetti all’Esercizio (normalmente quello di zona), appena possibile anche in corso di linea, e procederà, se richiesto, alla successiva compilazione di rapportino che sarà trasmesso al Servizio Extraurbano, con allegato copia del biglietto e dell’annullato o abbonamento ritirato fornendo elementi utili al fine dell’eventuale identificazione del cessionario…(omissis)…Dovrà essere evitato qualunque comportamento che possa pregiudicare l’incolumità e la sicurezza dei passeggeri (compresa la persona che ha commesso l’infrazione) e la propria.

Un’alternativa possibile è quella di effettuare i controlli dei titoli di viaggio a terra solo e se in presenza di Polizia Ferroviaria armata. Sempre che questi si rendano disponibili a ‘pigliarle’ al nostro posto, come già accaduto una settimana fa.

Queste le proposte che la FIT-CISL del Trentino ha portato tavolo aziendale. L’azienda dal canto suo si riserva di sottoporre le richieste alla Provincia Autonoma di Trento. Chiaro è che, per salvaguardare l’incolumità dei lavoratori, se non riceveremo risposte immediate ad una situazione di grave rischio attiveremo le procedure di raffreddamento per poi arrivare allo sciopero della mansione di controlleria.