Sicurezza e videosorveglianza sui mezzi pubblici a Trento


andrea

Abbiamo intervistato un autista del trasporto pubblico di Trento in merito alla sicurezza percepita sui mezzi a pochi giorni dall’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza” predisposto dalla società e dalla Provincia Autonoma di Trento.

Dopo i fatti incresciosi accaduti a bordo dell’autobus in piazza Dante, dove alcuni addetti alla verifica del titolo di viaggio sono stati circondati da un gruppo di spacciatori sprovvisti di biglietto, abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di strani “giri” sui mezzi pubblici cittadini in orario notturno, in particolare sulla linea 3 che transita da Cortesano alle torri di Villazzano Tre e abbiamo voluto verificare.

Che cosa avete potuto verificare in queste corse notturne?

“A bordo autobus per quanto abbiamo potuto verificare vi è uno “strano” sali e scendi di personaggi che prima stazionavano nelle varie piazze cittadine adiacenti alla stazione, ma quello che abbiamo potuto notare con una certa evidenza e amarezza è la presenza di molti ragazzini con bottiglie di alcolici.”

E in materia di ordine pubblico?

“Il comportamento degli utenti è migliorato e non abbiamo registriamo situazioni particolari, come nel recente passato, forse per paura di essere ripresi dalle telecamere presenti sui mezzi.”

Ma non sono ancora in funzione!

“Questo è vero, ma il tamtam mediatico, e l’evidente presenza delle telecamere segnalato dai cartelli di zona videosorvegliata, qualche scrupolo, anche ai più vivaci, lo ha creato”.

Quindi le telecamere saranno un buon deterrente contro ogni comportamento illecito?

“Non vi è dubbio che questo strumento avrà un ruolo determinante per dare un volto (e un nome) a chi terrà comportamenti incivili sui mezzi, tutelerà chi ci lavora e gli utenti. Anche l’autobus che, ricordiamo, è patrimonio pubblico avrà dei benefici potendo mantenere più a lungo la sua funzionalità. E tutto questo senza invadere la privacy delle persone a bordo.”

Quindi la privacy verrà garantita?

“Certamente! Le registrazioni potranno essere visionate in caso di fatti gravi che dovessero accadere a bordo degli autobus, solo dalle forze dell’ordine. E’ importante ricordare che grazie ad un accordo sindacale l’autista non sarà ripreso durante lo svolgimento della sua mansione di guida.”

In questi anni lei e il suo sindacato avete avuto un ruolo importante in questa corsa alla sicurezza sui mezzi pubblici.

“In materia di videosorveglianza sui mezzi pubblici questo tema è sempre stato presente nell’iter per il rinnovo del contratto nazionale (ora in auge), ma ricordando che in Trentino la delega sui trasporti spetta alla Provincia e diciamo che anche noi sindacalmente abbiamo dato il nostro contributo. Il dialogo intrapreso in questi anni con il dirigente del Dipartimento della Mobilità della PAT e la grande competenza mostrata da parte del consigliere provinciale De Godenz sono stati determinanti.”

Quindi lei vede nella videosorveglianza solo lati positivi?

“Purtroppo non è così. Questo investimento oltre che per la sicurezza nasce anche con l’intento di combattere l’evasione del titolo di viaggio a bordo dei mezzi pubblici. Noi non crediamo che sia questa la strada da intraprendere.

Cosa proponete?

“Pensiamo che i ‘portoghesi’ si possano combattere solo aumentando i controlli a bordo degli autobus, con nuove figure aziendali per la verifica dei biglietti. Questo oltre che portare alla tutela di chi viaggia e paga il biglietto porterebbe anche a nuovi posti di lavoro.”

Ma i soldi ci sono per fare questo investimento?

“Dal primo febbraio il servizio urbano ha incrementato il servizio con corse che comprendono fasce orarie fino a dopo l’una di notte. Corse che servono più a chi viaggia senza biglietto per usare un eufemismo. Questo dispendio di denaro pubblico sono convinto potrebbe essere più utile se investito sulla formazione di nuovo personale di controllo e inserendo qualche corsa in più durante l’orario scolastico.”

E per quanto riguarda la sua iniziativa di portare nelle scuole le regole di comportamento da tenere sui mezzi pubblici? Come procede?

“Non ho ancora l’ufficialità ma con un importante istituto cittadino stiamo lavorando per concretizzare il progetto educativo. Vorrei coinvolgere in questo anche la polizia municipale e il comitato di Torre Vanga, portando questa iniziativa in piazza Santa Maria Maggiore simbolo, dopo la riqualificazione urbanistica, della rinascita della civiltà e dei valori che mi piacerebbe trovare anche sui mezzi pubblici.”

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