E i tornelli chi li paga?


Sono comparsi, sul quotidiano l’Adige del 16 febbraio e sul Trentino” del 20 febbraio, gli ennesimi articoli riguardanti il fenomeno dei furbetti del biglietto, ovvero di quelle persone che non pagano il ticket dovuto per l’utilizzo dell’autobus.

Il fenomeno è assai noto e viene denunciato da molti anni a questa parte dalle Organizzazioni Sindacali ma sia l’azienda Trentino trasporti esercizio sia gli Assessorati hanno sempre sminuito l’entità di tale fenomeno, limitandosi a riferire di dati da rilievi aziendali vicini al 4% di evasione.

Fino al giugno 2014 il Presidente allora in carica di Trentino trasporti Esercizio S.p.A. Franco Sebastiani si esprimeva con queste le parole: Numeri irrilevanti tanto da non richiedere, ed a rendere antieconomico, qualunque tipo di intervento volto a ridurre il fenomeno.

NdR: vogliamo ricordare che Franco Sebastiani non fu riconfermato ai vertici del CdA di Trentino trasporti esercizio ed è stato in seguito rivestito con l’incarico di vicepresidente dell’aeroporto Catullo di Verona.

Poco più di un anno dopo, i nuovi vertici aziendali ed il nuovo assessorato dichiarano il fenomeno dell’evasione attestato attorno al 6%.

L’articolo del 20 febbraio propone un nuovo dato aggiornato: un tasso di evasione che va dal 10,89% nelle ore diurne al 20% negli orari serali e notturni. Noi delle Organizzazioni Sindacali riteniamo comunque che il problema continui ad essere sottostimato.

Basterebbe prendere un autobus mascherandosi da comune cittadino per rendersi conto del numero delle evasioni. Basterebbe abbassarsi a parlare con un autista qualunque. Basterebbe coinvolgere le Federazioni Sindacali dei lavoratori per capire se, dopo aver approfondito il fenomeno evasione, si potrà arrivare ad una soluzione, magari condivisa!

Il fenomeno evasione va capito a fondo e non solamente dimensionato.

L’evasione della bigliettazione è un problema culturale e i nostri concittadini vanno educati a tale fine!

Il progetto – già in atto – di spendere € 1.200.000,00  per installare i tornelli (800 autobus circolanti x € 15.000, costo di ciascun tornello) rischia di esaurire la sua efficacia prima che questi costi siano ammortizzati, perché gli utenti si educherebbero all’abitudine della vidimazione del biglietto molto prima dei due anni e mezzo previsti dalla sperimentazione.

Non vogliamo in questa sede discutere delle tessere di libera circolazione (per i servizi urbani ed extraurbani) concesse agli aventi diritto.

Dicevamo che i nostri cittadini vanno educati: giustissimo!

Perché allora non spendere diversamente e intelligentemente i soldi destinati ai tornelli a favore di una gestione del servizio di controllo capillare, utilizzando magari i lavoratori di Trentino trasporti Esercizio S.p.A. prossimi alla pensione o che, per motivi di salute, risultino temporaneamente non idonei alla guida?

I vantaggi – già calcolati- sarebbero enormi, anche soprattutto dal punto di vista occupazionale, con importanti ricadute su tutto il territorio.

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sul quotidiano  il 16 febbraio 2016:

I portoghesi sugli autobus costano 500.000 euro all’anno( secondo i vecchi conteggi).

Mezzo milione di euro di mancati incassi: la causa? sono coloro che viaggiano senza biglietto sui mezzi pubblici urbani del Trentino. Non solo, «a fronte di un tasso di evasione urbana che in alcune fasce orarie supera il 5%, su 23.274 passeggeri controllati sono risultati irregolari 1.614, ovvero il 6,9%». Lo afferma l’assessore alle infrastrutture, Mauro Gilmozzi, nella risposta ad un’interrogazione del consigliere Claudio Cia di Civica Trentina.

«Un aspetto positivo però – ricorda Gilmozzi – è emerso nel corso della recente sperimentazione della salita sui bus urbani da un’unica porta dotata tornello: in questi casi il tasso di evasione del pagamento dei titoli di viaggio da parte dei passeggeri, si è ridotto allo 0%». Gilmozzi osserva che «quello dei tornelli costituisce evidentemente uno dei meccanismi da combinare con la salita dalla sola porta anteriore, tanto che nella stessa ipotesi di accordo sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale si prevede che sia l’autista (salvo che nelle corse a maggior afflusso) ad aprire la sola porta anteriore, effettuando l’operazione di controllo». L’Assessore sottolinea inoltre l’opportunità ( opportunità che Trentino trasporti esercizio per ordine della PAT – Provincia Autonoma di Trento- ha perso, disdettando unilateralmente gli accordi di secondo livello che prevedevano la mansione di autista/controllore ) di valorizzare quanto previsto dall’ipotesi di accordo contrattuale circa il ruolo dell’agente di guida, «la cui attività potrà rendere non necessari i tornelli meccanici che, ad oggi, hanno ancora un costo di attivazione elevata, pari a circa 15.000 euro a mezzo».

L’articolo  del 20 febbraio risulta ancora piu’ inquietante e qui proponiamo i punti salienti:

controlli straordinari  con l’ausilio della Polizia locale hanno avuto uno scopo non solo sanzionatorio ma anche di monitoraggio di un malcostume sempre più diffuso…impiego straordinario di 15 persone per dare conferma della presenza dell’ Azienda anche in situazioni di rischio…purtroppo queste verifiche non potranno essere continuative e così si dovrà fare tesoro dei dati raccolti per arrivare a creare una rete di verifica che sia prima di tutto efficace

Proponiamo alcune considerazioni.

L’Azienda, su ordine della stessa PAT, ha disdettato gli accordi di secondo livello, che già prevedevano la bigliettazione a bordo, per gli Autisti del Servizio Urbano.

Questo va a cozzare con quanto stabilito dal CCNL- Contratto Collettivo Nazionale Lavoratori (che, volevamo ricordare, non è un ipotesi di contratto, bensì un Contratto Nazionale a tutti gli effetti, essendo stato legittimato da un referendum siglato il 28 dicembre 2015 )

Questi nobili suggerimenti, ci daranno quindi l’opportunità di ridiscutere un accordo di secondo livello che manca ormai da troppo tempo?

Un accordo nel quale il do ut des dovrà fungere da linea guida.

Ben vengano le idee illuminate dei nostri dirigenti, ma l’applicazione col relativo onere (costo) di queste iniziative a chi dovranno essere imputate?

Non crediamo che basti chiedere la disponibilità degli Autisti per affrontare l’argomento portoghesi. Non possiamo intendere, come invece intende l’assessore Gilmozzi, che il peso del controllo dei paganti/non paganti il biglietto a bordo dei mezzi debba pesare sugli Autisti dipendenti della società Trentino trasporti esercizio.

Sull’argomento tornelli sorgono spontanei molti dubbi:

  • − quale sarà l’azienda che dovrà fornire i tornelli?
  • − quali i tempi e i modi delle forniture?
  • − quali controlli effettuerebbe la PAT sulle gare d’appalto previste per la fornitura di questi “sistemi” anti evasione?
  • − Che scontistica verrebbe applicata in caso di fornitura multipla (parliamo di circa 800 mezzi) e non solo di pochi dispositivi sperimentali denominati tornello?
  • − Ci sono dati riscontrabili su sperimentazioni a livello nazionale e/o europeo dell’effettiva validità dei sistemi a tornello nel contenimento dell’evasione?

Questa sembrerebbe essere l’ennesima provocazione dalla PAT.

Forse è giunto il momento di aprire un tavolo paritetico di contrattazione in modo da ridiscutere gli accordi già frettolosamente disdettati, in un’ottica si di efficientamento, confrontandosi e parlando di un nuovo contratto di secondo livello, dove a pagare non siano sempre e solo i dipendenti.

Se così non fosse, se si continuerà a perseguire un’ottica miope che non intenda considerare le attuali situazioni rilevate: “avanti coi tornelli anche su tutte e tre le porte dei bus”!!!

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