Bus a idrogeno, piano da 12 milioni


Leggiamo sull’Adige di oggi un interessante articolo riguardo i “nostri” vecchi mezzi ad idrogeno che il neo commissario del Tunnel del Brennero ha frettolosamente nascosto in un capannone di Rovereto per occultarli alla vista dei Trentini che avevano mosso qualche perplessità sull’operazione finanziaria che ne aveva determinato l’acquisto. Nell’articolo si accenna timidamente anche ad un intervento della Corte dei Conti che aveva indagato sulla questione. Delle indagini non è dato sapere, ma i due furgoncini tornano in scena in futuri (futuribili) progetti finanziati dall’Europa.

Avete visto che il loro acquisto alla fine si è rivelato un valido investimento? E come poteva essere altrimenti sapendo chi lo ha fatto?

Riportiamo ad ogni modo il testo dell’articolo con firma del giornalista A.Con. in modo che possiate farvi una vostra opinione.

La Provincia prova a recuperare l’investimento (si parla di alcuni milioni) già impegnato per i due contestati mini-bus a idrogeno che sono stati utilizzati in un modo che la Corte dei conti ha ritenuto poco razionale, tanto da accendere un faro sulla vicenda. La giunta, nella seduta di venerdì scorso, ha infatti avviato l’iter per partecipare, assieme ad altri partner come Fbk o Habitech, a un bando europeo per investire nel progetto della durata di sei anni H2 Rovereto.

L’investimento ipotizzato (12 milioni di euro dì cui 4 milioni di potenziale cofinanziamento europeo) permetterebbe di rimettere in pista gli autobus a idrogeno finanziati dalla Provincia alcuni anni fa inserendoli nell’ambito di un progetto con una ricaduta più stabile di quello precedente. L’ipotesi allo studio è quella di poter non buttare alle ortiche quella che la Provincia, in una risposta dell’assessore Mauro Gilmozzi sui mini-bus ad idrogeno, ha definito ”la sperimentazione”. Che, ha spiegato l’esponente di giunta nella risposta «ha avuto dunque esiti senz’altro positivi, ma per la messa a regime di una flotta più articolata vi sono due elementi che vanno ”industrializzati” per averne economie di scala: da un lato un impianto che sia anche di produzione e possa fungere da sistema distributivo anche per veicoli privati; dall’altro la “internalizzazione” nel gestore della flotta (ndr: Trentino Trasporti Esercizio) del .know-how sulla manutenzione dei veicoli, che altrimenti rischia di rappresentare una spesa non adeguata». Da un lato infatti, «i costi di pura trazione si aggirino sui 10-12 euro al kg, e quindi 0,37 euro al km, evidentemente inferiori al costo di trazione tradizionale diesel (0,60/65 euro al km); dall’altro i costi di manutenzione (sino a quando il know how non possa essere acquisito internamente a Trentino trasporti esercizio con economie di scala complessive) restano elevati. Ad oggi, quindi, la Provincia ha deciso di sospendere l’esercizio dei due minibus, proprio per inserire gli stessi in un progetto più ampio e strutturato”. Ovvero nell’ambito dell’iniziativa di carattere comunitario, mediante presentazione del progetto Ue Hydrogen Buses già a partire dal prossimo bando “Jti Fch” e che ha come obiettivo la realizzazione di una stazione di produzione e distribuzione di idrogeno a Rovereto in prossimità dell’uscita dell’autostrada A22 e funzionale sia per veicoli privati sia per miniflotta bus in servizio pubblico urbano.

A. Con.

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