IPOTESI NUOVO CCNL – Coordinamento nazionale area mobilità TPL CISL


Il 2 e 3 dicembre 2015 il Coordinamento nazionale area mobilità TPL ci ha convocati a Chianciano Terme per illustrare I contenuti del nuovo Contratto Collettivo Nazionale che, ricordiamo, è qui chiamato “Ipotesi” in quanto dovrà essere approvato dal referendum tra i lavoratori del settore, referendum che si proporrà nei giorni 15, 16 e 17 dicembre 2015.

Di seguito una sintesi di quanto emerso durante l’incontro. Il nuovo contratto nazionale è nato dopo sette anni di lunghissima trattativa, in un periodo di grave crisi del settore e con la prospettiva di nuovoitagli di risorse da destinare al TPL per il 2016. In queste condizioni si è reso necessario produrre un Contratto, al quale non si poteva rinunciare, anche senza la presenza al tavolo sia del Ministero che delle Regioni. Le Associazioni datoriali (ASSTRA e ANAV) hanno tenuto in stallo per 7 anni gli Autoferrotranvieri insistendo sul fatto che il nuovo Contratto avrebbe dovuto essere autofinanziato, ovvero, che gli aumenti economici potevano derivare unicamente da una maggior produttività e flessibilità dei lavoratori.

È solo nell’estate del 2014 che le Associazioni datoriali arretrano dalla loro posizione arrivando a partecipare alla parte economica con un aumento di risorse del 50%. Nel novembre 2015 i Sindacati dei lavoratori ottengono una percentuale decisamente sbilanciata a favore dei lavoratori: ogni giornata lavorativa in aumento produce un incremento lordo mensile di 7,91 euro (per 14 mensilità compresi tutti gli oneri riflessi).

I Sindacati faticosamente ottengono l’inserimento nel Contratto di clausole sociali: questo è il “Contratto delle TUTELE” in quanto, nella crisi attuale, rafforza il Welfare, fornisce maggiori tutele ai lavoratori nei casi di passaggi/cessioni di azienda garantendo il mantenimento del “contratto autoferro”, istituisce il fondo “TPL SALUTE” e le regole per l’assistenza sanitaria integrativa che diverrà obbligatoria dal 2017, rafforza le garanzie dei lavoratori assunti con contratto a termine e a tempo parziale, stabilisce che il periodo di prova per i neo-assunti sia di 6 mesi (salvo abilitazioni particolari ad es. ferrovia) e garantisce che i lavoratori assunti prima del 07-03-2015 non siano soggetti al Jobs-act. Non c’era altra possibilità di trattativa, non c’erano altre alternative. L’unica vera alternativa sarebbe stata il “non firmare il contratto” ed impegnare i lavoratori a proseguire nella lotta ad oltranza astenendosi dal lavoro (ma a che costo individuale?) e mettendo il Paese a soqquadro, senza dimenticare la propaganda negativa nei nostri confronti che ne sarebbe derivata.

Le OO.SS hanno quindi deciso di firmare e, se i lavoratori lo approveranno tramite referendum, il contratto entrerà in vigore, con effetto retroattivo, dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017. Nell’ipotesi di contratto, che vi invitiamo a leggere, confluisce tutta una serie di “questioni irrisolte” su materie soggette ad interpretazioni “di parte”: qui troviamo finalmente un po’ di ordine. Vengono specificate le regole per l’ottenimento da parte dei lavoratori dei permessi di assenza dal servizio per assistere i familiari affetti da gravi disabilità (legge 104/1992) per evitare sovrapposizioni tali da rendere difficile la gestione del servizio. A tal scopo viene richiesta, ai lavoratori che beneficiano dei permessi, una programmazione mensile delle assenze da far pervenire all’azienda almeno 10 giorni prima dell’inizio del mese di riferimento.

All’articolo 34 vengono ridefinite le regole per il risarcimento danni che l’azienda ha il diritto di ottenere per colpa dei suoi dipendenti. L’ammontare del risarcimento è ora ridotto del 75% per il primo sinistro imputabile al lavoratore nei 27 mesi che precedono l’evento; del 50% nel caso di secondo sinistro nel periodo di 27 mesi e ridotto del 25% qualora il lavoratore abbia effettuato due sinistri a lui imputabili nei 27 mesi che precedono l’evento. Per tutti i casi il periodo di riferimento parte dal 1° maggio 2013. Viene indicato che l’ammontare del debito non può superare i 4.000 Euro.

Oltre a questi punti fondamentali il CCNL introduce ulteriori importanti elementi di garanzia anche su diversi altri aspetti della vita lavorativa degli autoferrotranvieri: CONCILIAZIONE DEI TEMPI VITA-LAVORO: sui congedi per malattia bambino e sulla fruizione oraria del congedo parentale così come disposto dalla legge 228/2012, PATENTE DI GUIDA E CQC: sulla tutela del lavoratore in caso di perdita di punti o di sospensione della patente di guida e definizione di un primo quadro normativo relativo alla Carta di Qualificazione del Conducente, RISARCIMENTO DANNI: le Aziende sono obbligate a contestare i danni al dipendente entro 15 giorni da quando sono venute a conoscenza del fatto, pena la decadenza del procedimento, TUTELA LEGALE: sulla valutazione a livello aziendale di soluzioni che garantiscano la tutela legale dei lavoratori per fatti connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa e sulla sicurezza dei lavoratori e degli utenti e della prevenzione degli episodi di aggressione da garantire anche attraverso l’utilizzo dei dispositivi presenti a bordo dei mezzi, TRATTAMENTO DI MALATTIA: recepiti integralmente gli accordi relativi al trattamento di malattia previgente.

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