Documento finale e di sintesi dell’assemblea organizzativa programmatica della CISL (Riccione, 2015)


Documento finale
Prima Commissione

CAMBIA LA SOCIETÀ, CAMBIA IL LAVORO

Aprirsi alle nuove rappresentanze 

La prima commissione costituita nell’ambito dei lavori dell’Assemblea organizzativa della CISL 2015, preso atto della relazione organizzativa della Segreteria confederale, dei contenuti del documento “Cambia la società, cambia il lavoro – Aprirsi alle nuove rappresentanze”, sentita la relazione introduttiva della Commissione e considerati i contributi emersi dall’ampio dibattito, ne assume gli orientamenti e fa proprie le indicazioni della relazione conclusiva.

La Cisl vuole rafforzare il proprio radicamento nei luoghi di lavoro e nel territorio, sia attraverso una rinnovata attenzione nell’azione contrattuale collettiva decentrata, di livello aziendale o di territorio, per realizzare tutele collettive sempre più adattabili alle esigenze della persona, dei lavoratori e delle lavoratrici e dei pensionati, sia mediante il rafforzamento del proprio sistema dei servizi.

L’obiettivo è quello di creare e sviluppare sistemi sempre più in grado di tutelare i nostri iscritti in tutte le fasi del loro ciclo di vita, a partire dal momento dello studio, rivolgendosi ai giovani in transizione dalla scuola verso il mondo del lavoro, oppure nel passaggio tra lavoro e lavoro.

Aprirsi alle nuove rappresentanze significa accettare la sfida della interculturalità e per la rappresentanza di genere, generazionale, di categoria professionale specifica (in particolare lavoratori autonomi), di nuove vulnerabilità sociali e di quei mondi che sono passati attraverso le maglie dei sistemi di tutele tradizionali e che nel tempo hanno assunto peso e significati crescenti. Ma vi è anche un mondo fatto di lavoratori dipendenti, di una miriade di realtà lavorative di piccola e media dimensione, per i quali il sindacato non ha rappresentato ad oggi un’esperienza diretta e concreta. Tra questi sempre più vi è anche una componente migrante che, inserita nei sistemi produttivi, può trovare nel sindacato una occasione di partecipazione e inclusione sociale.

L’evoluzione tecnologica, la diffusione dell’informatica e in particolare del web stanno producendo una serie di nuovi profili professionali con modalità di lavoro, esigenze contrattuali e di rappresentanza che colloca questi lavoratori al di fuori degli schemi tradizionali.

Per valorizzare la partecipazione dei giovani alla vita della Cisl, occorre favorire la crescita dell’organizzazione in una logica di intergenerazionalità, che favorisca lo scambio di esperienze tra gli adulti e i giovani, il confronto anche dialettico e l’acquisizione da parte dei giovani di spazi crescenti di ruolo e responsabilità nell’organizzazione stessa. Vanno moltiplicate le occasioni e gli strumenti per far conoscere ai giovani “chi siamo e cosa facciamo”, valorizzando appieno le potenzialità del web e dei social network, attraverso un reale coinvolgimento e partecipazione dei giovani alla vita dell’organizzazione. Anche a tal fine vanno rese visibili le esperienze e le testimonianze riconoscibili nelle quali alcuni giovani dirigenti sono già protagonisti nell’organizzazione.

Dopo aver ottenuto positivi risultati sul terreno del contrasto al falso lavoro autonomo, occorre ora rafforzare le tutele per i lavoratori autonomi con partita Iva, iscritti alla gestione separata INPS.

I lavoratori autonomi con partita iva iscritti alla gestione separata sono anche portatori di bisogni di identità professionale e tutela collettiva di cui tener conto rispetto ai contenuti della nostra azione contrattuale e di rappresentanza.

Molti di essi già trovano rappresentanza all’interno della Felsa – Cisl. Nel rispetto dell’autonomia organizzativa e contrattuale di questa federazione sorge l’esigenza di sviluppare una maggiore integrazione tra la Felsa, le strutture Confederali, i Servizi e le federazioni di categoria, a tutti i livelli, che entrano comunque in contatto con il mondo delle professionalità autonome, in modo da cogliere i processi di indebolimento dei confini tra tipologie di lavoro che caratterizzano le trasformazioni in corso dell’economia. A tale riguardo la Commissione propone la creazione di una associazione in grado di:

  • dare visibilità e rappresentanza politica ai liberi professionisti con partita iva iscritti alla gestione separata;
  • rispondere alle specifiche esigenze di collegamento fisico e virtuale;
  • favorire l’accesso a servizi dedicati (fiscali, previdenziali, sanitari, di accesso al credito, ), servizi di assistenza allo start up e di estensione delle attività di tutela individuale.

L’attenzione nei processi di presentazione delle piattaforme contrattuali deve essere diretta a negoziare una flessibilità compatibile con le esigenze di vita delle persone, fino a rendere complementare la stessa contrattazione individuale assistita, includendola all’interno di un sistema di tutele che deve continuare ad essere collettivo. Devono essere sviluppate forme di conciliazione vita – lavoro che favoriscano la condivisione delle responsabilità familiari di uomini e donne, favorendo per entrambi l’esercizio dei ruoli di cura familiare e parentale, anche attivando la necessaria strumentazione mutualistica. A tale riguardo è utile e necessario sviluppare strumenti di monitoraggio per l’individuazione dei fabbisogni di cura familiare, anche al fine di favorire opportunità di incontro fra domanda e offerta nel mercato del lavoro per i lavoratori e le lavoratrici che operano in questo settore e che rispondono ad un bisogno sempre più sentito nella nostra società.

La Commissione chiede che venga predisposto, a partire dagli esiti del lavoro realizzato dalle strutture del centro – Italia, un progetto organico diretto a:

  • rafforzare la funzione di fornitura di tutele e servizi, in particolare nell’assistenza vertenziale, nella gestione dei mercati del lavoro locali e nella realizzazione di servizi dedicati all’accompagnamento nelle fasi di ricerca del lavoro, per completare la rete dei servizi per il lavoro. Si farà non attraverso un nuovo soggetto, ma valorizzando le realtà già operanti e attive in alcuni territori e Almeno in questa prima fase gli interventi saranno dedicati in particolare all’accoglienza, all’orientamento, alla profilazione e alla riqualificazione/formazione, nella consapevolezza dell’esigenza di azioni sinergiche con le strutture pubbliche e private per la realizzazione del vero e proprio incrocio fra domanda ed offerta di lavoro;
  • avviare azioni formative ed informative per favorire la realizzazione di progetti di alternanza scuola – lavoro propedeutici all’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro nella fase conclusiva del percorso di studi. Occorre effettuare investimenti progettuali e di risorse umane, per un coinvolgimento più robusto e sistematico delle Federazioni di categoria, in particolare di Scuola e Università, ma anche, sul piano più generale, delle associazioni promosse dalla Cisl (ANOLF, ANTEAS) e delle società che per attività e mission intercettano i giovani (IAL, CAF), al fine di un complessivo rafforzamento della capacità di fornire servizi e consulenze, anche specialistiche, sui temi dell’orientamento, dell’inserimento al lavoro, della professionalizzazione e del tempo La Commissione invita i rappresentanti Cisl nei fondi interprofessionali ad adoperarsi per favorire l’utilizzo delle risorse dei fondi stessi anche per la formazione in ingresso dei giovani non occupati:
  • rafforzare le iniziative di promozione della previdenza complementare, anche attraverso lo sviluppo di servizi dedicati all’orientamento e alla consulenza dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • predisporre servizi dedicati, anche al fine di favorire la realizzazione una Carta dei Servizi Cisl per i giovani, sviluppando reti e relazioni tra i giovani appartenenti a realtà diverse, valorizzando forme di tesseramento

Vanno individuate risorse umane – valorizzando i giovani già presenti nelle strutture – ed economiche strutturali e dedicate alla realizzazione dei progetti sui giovani e per l’associazione per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata.

E’ nel territorio e nell’incontro con le persone, con le loro istanze, con i loro bisogni che si può concretamente concorrere a realizzare l’allargamento dell’area della rappresentanza, venendo incontro alle attese e ai bisogni della vita quotidiana. Per questi motivi è più che mai necessario sostenere e rafforzare la militanza sindacale, sia mediante il coinvolgimento dei delegati già inseriti nei processi di rappresentanza, sia tramite la promozione di nuove forme di volontariato attivo che coinvolgano gli iscritti.

Anteas è una opportunità per tutta la Cisl nel realizzare una esperienza e una rappresentanza intergenerazionali. Infatti, l’azione volontaria diventa una “terra di mezzo” in cui facilitare l’incontro fra l’organizzazione e persone che non hanno mai incontrato il Sindacato o iscritti ai quali offrire reali possibilità di impegno sociale, aprendo la strada all’impegno sindacale.

Il lavoro di rete fra le diverse realtà – associazioni, enti, servizi e federazioni – assume un valore strategico. Accanto ad una regia confederale è necessario sviluppare una competenza specifica nei ruoli di coordinamento, soprattutto a livello di territorio. In questa prospettiva è necessaria una formazione co – progettata fra FNP e Cisl.

E’ necessario cogliere le istanze e i bisogni che provengono dalle specificità di genere, generazionali e della componente migrante, incorporando e rappresentando quei bisogni e quei valori. A questo problema il sindacato deve rispondere estendendo l’area della rappresentanza negli organi dirigenti attraverso la soluzione delle “quote” e favorendo il riequilibrio generazionale, di genere e della interculturalità nei diversi organismi, attraverso processi responsabili, supportati dagli opportuni percorsi formativi.

Per quanto riguarda l’aumento della rappresentanza di genere la Commissione impegna la Segreteria a formulare una proposta finalizzata a modificare il Regolamento di attuazione degli Statuti, per rafforzare le quote di rappresentanza nel Consiglio nazionale confederale nei Consigli regionali/interregionali confederali, nei consigli generali di Ust e nei Consigli generali di federazione a tutti i livelli, salvo motivate eccezioni in relazione alla composizione degli iscritti alle diverse categorie.

Per quanto riguarda la rappresentanza della componente migrante si propone di assicurare, nel Consiglio generale nazionale confederale, la presenza del Presidente e del Vice Presidente dell’Anolf. Nei Consigli generali USR/USI, e nei Consigli generali delle UST occorre, parimenti, assicurare la presenza del Presidente e del Vice Presidente dell’Anolf, assicurando almeno una componente di rappresentanza dei lavoratori migranti pari al 5% dei componenti dei Consigli generali. A livello di federazioni di categoria va assicurata nei consigli generali – a tutti i livelli – una percentuale della componente migrante proporzionale   alla percentuale di iscritti.

Occorre promuovere un riequilibrio generazionale, fissando nel regolamento attuativo dello Statuto delle quote di rappresentanza dei giovani under 35 negli organismi delle strutture orizzontali e di categoria a tutti i livelli, salvo motivate eccezioni in relazione alla composizione degli iscritti nelle diverse categorie. Tale azione va accompagnata con specifici percorsi formativi mirati alla crescita e al rafforzamento delle esperienze e delle competenze dei giovani dirigenti.

La Cisl si pone il problema di accompagnare i lavoratori italiani e gli studenti che si recano nei paesi esteri (transfrontalieri, aire, giovani studenti/lavoratori).

Questo percorso migratorio ha la necessità di essere seguito dalla Cisl per farlo interagire attivamente con il tessuto associativo delle comunità italiane all’estero, generando nuovi servizi informativi e di tutela della nuova emigrazione italiana che si affianchino a quelli già erogati oggi dal nostro Patronato. La Commissione chiede la istituzione di almeno un coordinamento nazionale per intercettare e rappresentare nuove generazioni di lavoratori emigranti alla ricerca di un nuovo orizzonte professionale.

La formazione sindacale può svolgere un ruolo fondamentale non solo per rafforzare le conoscenze e le competenze di tutti i soggetti a vario titolo impegnati nell’attività dell’organizzazione ma anche come strumento di selezione dei quadri e dei dirigenti. L’offerta formativa complessiva della Cisl deve evitare duplicazioni di ruoli e di finalità, unendo le funzioni organizzative sino ad oggi divise fra l’Ufficio studi, il Dipartimento formazione confederale e il Centro studi. Tali attività devono raccordarsi con i diversi centri di ricerca e le iniziative delle federazioni di categoria in un sistema a rete. A tale riguardo appare utile confermare l’assetto ormai assunto da qualche anno che assegna la formazione dei RSA e degli RSU alle federazioni di categoria e accentra la formazione d’eccellenza per i quadri e i dirigenti dell’organizzazione presso il polo formativo del Centro Studi di Firenze. Il libretto formativo dovrà registrare la storia professionale nella Cisl, nelle Federazioni di categoria e negli enti e le partecipazioni ai corsi di formazione e aggiornamento, riportando lo stato di avanzamento delle competenze e delle conoscenze dei quadri, nell’ambito dei percorsi di sviluppo programmati.

E’ necessario confrontarsi e assumere degli orientamenti sulla funzione specifica di “politica dei quadri”; essa dovrebbe essere sviluppata anche con il supporto di figure con competenze professionali specifiche e strutturata individuando criteri e strumenti uniformi e condivisi per la selezione e l’inserimento di nuovi operatori ad ogni livello. Potrebbero essere inoltre codificati percorsi per l’acquisizione di esperienze e per la sperimentazione di nuovi operatori.

Sarebbe inoltre opportuno realizzare una banca dati degli operatori delle varie strutture sindacali e dei servizi, contenente percorsi di studio e professionali, formazione al ruolo ricevuta, attitudini e competenze, disponibilità alla mobilità geografica e tra strutture.

La Commissione, infine, nel condividere le sfide di questo processo di riorganizzazione chiede alle strutture orizzontali e alle federazioni di categoria di sostenerlo con decisione ed impegno.

 

Documento Finale
Seconda Commissione

CONFEDERALITA’, CONTRATTAZIONE, BILATERALITA’, WELFARE

RELAZIONI DI PROSSIMITÀ, TERRITORIO, RETE DEL LAVORO, ALLEANZE SOCIALI

RILANCIARE e INNOVARE IL SINDACATO della CONTRATTAZIONE

Lo scenario attuale pone al sindacato una serie di criticità (molte) e di opportunità (poche) che impongono comunque un impegno straordinario di innovazione strategica e organizzativa per rilanciare il ruolo della contrattazione attraverso un progetto politico e propositivo capace di coinvolgere gli attori e le rappresentanze sociali ai vari livelli.

Il problema non è solo quello di riaffermare il ruolo e l’autonomia delle organizzazioni sindacali e datoriali di fronte al maggiore interventismo e unilateralismo che caratterizza l’azione del governo nazionale e delle istituzioni europee, ma quello di rendere evidente che un processo profondo e diffuso di ammodernamento dei modelli gestionali d’impresa e del lavoro, di innovazione organizzativa del sistema paese non può realizzarsi solo attraverso la legge e/o calato dall’alto, ma promuovendo la consapevolezza, la partecipazione ed il consenso nelle aziende e nei territori.

Uno dei mali maggiori della nostra economia è il gap di produttività (di sistema, del capitale e del lavoro) accumulato per oltre vent’anni nei confronti delle maggiori economie e in una fase non ordinaria, ma di competizione globale con trasformazioni inimmaginabili finora, e da sette anni di crisi che esasperano i problemi già esistenti di divario, di squilibri e di debolezze del quadro economico e sociale.

Al riconosciuto e oggettivo interesse generale di aumentare la produttività, vanno finalizzate soprattutto le politiche contrattuali, ma non con una contrattazione qualsiasi, senza progetto, senza regole o nostalgicamente alla rincorsa dei “rapporti di forza” (che magari non ci sono nemmeno!).

Occorre partire proprio da quelle regole che ci siamo dati contrattualmente con i vari accordi sulla rappresentanza e che rendono certi gli accordi siglati nella loro approvazione, efficacia, esigibilità.

Un sistema di relazioni sindacali più moderno e affidabile deve spostare il proprio baricentro laddove la ricchezza si produce (nelle aziende e sui territori), tenendo la barra della governance nelle relazioni interconfederali e con le istituzioni in modo snello, liberandosi dalle ritualità e velocizzando tempi e metodi del confronto e delle decisioni da condividere.

Ormai serve un contratto nazionale che si riqualifica come centro regolatore delle relazioni a livello settoriale e garantisce le normative di base in modo più efficace di quanto possa fare la livella della legge e promuove la diffusione, per quantità e qualità, della contrattazione decentrata.

Il Sindacato ha tutto l’interesse di fare emergere e valorizzare la contrattazione diffusa, e con essa il patrimonio di conoscenze, sapere ed esperienze che i lavoratori possiedono. Con la contrattazione che si relaziona e misura col contesto in cui le persone lavoro e operano, si facilita la capacità di incidere sull’organizzazione del lavoro, sulla professionalità, sull’uso degli orari, sul welfare aziendale in chiave di conciliazione e di benessere organizzativo, sul salario legato ad obiettivi di risultati condivisi.

Un salto di qualità nel modello sindacale che la CISL intende realizzare col coinvolgimento dei lavoratori in chiave partecipativa, di trasparenza e di consapevolezza rispetto alla situazione reale delle imprese, alle prospettive di mercato e alle scelte gestionali e strategiche.

Per questo il progetto della CISL deve essere quello di promuovere una contrattazione basata sulla conoscenza, sulla capacità di proposta e sull’assunzione di responsabilità da parte del suo gruppo dirigente e delle proprie rappresentanze aziendali e sul territorio.

Un progetto che la CISL intende sostenere politicamente, culturalmente e organizzativamente offrendo un quadro di regole certe (un nuovo modello contrattuale), promuovendo la formazione dei quadri, offrendo strumenti di supporto di conoscenza, di analisi e di supporto ed una politica delle risorse e di riforma organizzativa che assuma questo progetto come la scelta prioritaria nella strategia dell’organizzazione.

La priorità che caratterizza la scelta strategica di tutta la Cisl deve ruotare intorno all’asse del Decentramento, della Contrattazione e della Partecipazione.

Indicano l’orientamento da assumere nelle scelte di riforma organizzativa, su quali modelli di relazioni sindacali e industriali investire, sul processo di rigenerazione valoriale e culturale (oltre che competenze e abilità sociali) che dovrà coinvolgere tutto il gruppo dirigente impegnato in ogni livello e struttura sindacale.

Si tratta di definire e realizzare un programma e progetto, in forma congiunta e condivisa dal livello Confederale e delle Federazioni, per un grande investimento organizzativo, sociale, educativo.

Per la CISL la scelta del modello sindacale partecipativo costituisce una strada da perseguire senza tentennamenti. Esso rappresenta la riproduzione contestualizzata dei principi, dei valori e degli obiettivi originari costituenti della nostra Organizzazione.

L’opzione strategica della Cisl di dare centralità alla Contrattazione e di voler affermare la Partecipazione dei lavoratori nel sistema economico, aziendale ed amministrativo rappresenta una sfida epocale nei confronti di un sistema Datoriale privato e pubblico che ricerca l’unilateralismo delle scelte in materia di lavoro e rapporti sociali, seguendo un tendenza affermatosi a livello europeo, e del Governo e Parlamento molto impegnati ad imporre la supremazia della legge rispetto alla contrattazione tra le rappresentanze sociali.

Mentre negli ultimi anni di recessione il sindacato italiano ha manifestato grosse difficoltà in termini di risultati acquisiti in un sistema di relazioni industriali consolidato prevalentemente a livello centrale, nel Paese travolto dalla crisi si è affermato e consolidato una diffusa azione contrattuale e di relazioni sindacali nelle aziende e sul territorio di straordinario valore sociale.

Dal 2008 ad oggi, l’Osservatorio della Contrattazione di Secondo Livello (OCSEL) della Cisl, ha registrato 4520 accordi sindacali realizzati a livello aziendale sui temi delle crisi e tutele occupazionali, delle ristrutturazioni e riorganizzazione produttiva, della produttività, della conciliazione esigenza di vita, famiglia e tempi di lavoro, del welfare aziendale.

Nello stesso periodo l’Osservatorio della Contrattazione Sociale della Cisl ha censito 4123 tra accordi e protocolli sindacali raggiunti con Enti ed Istituzioni territoriali per difendere e/o mantenere il Welfare locale devastato dalla crisi e dai tagli delle risorse per politiche sociali, per contrastare l’aumento della fiscalità e tariffazione locale, del taglio dei servizi, per promuovere politiche territoriali di sviluppo. Impegno questo, realizzato grazie al protagonismo della FNP e alla sinergia con tante strutture confederali territoriali e regionali.

Questo immenso impegno rappresenta un patrimonio relazionale e contrattuale che ha contribuito alla tenuta della legittimazione sociale della Cisl e del sindacato confederale nella crisi, favorendo la crescita e il protagonismo di migliaia di rappresentanti sindacali aziendali e territoriali. Un riferimento concreto che ci incoraggia nella scelta di configurare e far riconoscere la Cisl come il sindacato della contrattazione e capace di erogare servizi di tutela a lavoratori, pensionati, alle comunità. Sindacato al 100%!!!

Da tale esperienze dobbiamo trarne la consapevolezza che il sindacato confederale per riconquistare ed ampliare la propria legittimità sociale, il proprio ruolo di tutela e potere negoziale, la capacità di aggregare realtà sociali e professionali frammentate e disperse sui territori, dovrà spostare l’azione sindacale a livello di posti di lavoro e delle realtà locali.

Le sfide nuove che la CISL deve sapere affrontare, come soggetto della contrattazione economica e sociale, sono la capacità di contribuire alla crescita e competitività di sistema e d’inclusione sociale, e il ruolo di gestore di processi partecipativi e di erogatore di servizi ai lavoratori, ai cittadini, ai consumatori.

In tal senso le politiche di sviluppo organizzativo, del proselitismo e della rappresentanza devono essere capaci di aumentare e ampliare il presidio della CISL sul territorio.

La contrattazione economica, sociale e di sostegno allo sviluppo del territorio deve costituire occasione per costruire Alleanza sociali locali, mantenendo una rigorosa autonomia del sindacato, per dare voce a tanti segmenti sociali del territorio quando rivendicano maggiore giustizia, una partecipazione più incisiva alle scelte locali, un welfare efficiente e meno burocratico, una solidarietà davvero efficace.

Anche nella Pubblica amministrazione e nei servizi pubblici locali la CISL intende conquistare e affermare un nuovo modello di relazioni sindacali e contrattuali. La mancanza di politiche redistributive e dei trasferimenti, aggravata dalla riduzione di entrate erariali e dal taglio degli investimenti, penalizza la qualità dei servizi e mortifica le aspettative e la professionalità dei lavoratori. Ormai il giudizio e l’opinione degli utenti consumatori incide enormemente sul clima sociale che si crea intorno ai lavoratori e le prestazioni dei servizi pubblici.

La CISL vuole che anche nei settori pubblici il sindacato si legittimi socialmente facendosi carico anche di coniugare i diritti dei lavoratori con il dovere di garantire servizi essenziali. Contrattazione di secondo livello, recupero di risorse (riduzione sprechi, risparmi per gestioni efficienti, produttività servizi) e alleanza lavoratori/operatori servizi e utenti debbano rappresentare i cardini di una svolta strategica radicale nei settori dei pubblici servizi.

  • La CISL condivide la necessità che l’azione sindacale debba contemperare le tutele dei lavoratori con le esigenze di flessibilità dei processi lavorativi, con la finalità di affermare una maggiore equità di condizioni tra i lavoratori, superando le disparità dimensionali, settoriali e professionali.
  • Rispetto ai vincoli e alle rigidità del passato, in considerazione delle continue modifiche e rapide decisioni economiche ed organizzative che ormai caratterizza la vita delle imprese, la Cisl riconosce una maggiore flessibilità nella gestione di molti aspetti del rapporto di lavoro, finalizzate ad una più elevata qualità dei prodotti e a ridurne i
  • In tale nuovo contesto anche i lavoratori manifestano l’esigenza di una tutela che consenta maggiori flessibilità, a cui la contrattazione collettiva deve riuscire a dare soddisfazione. Sotto questo profilo la Cisl si impegna a proporre nella contrattazione collettiva opzioni di scelta individuale che sanciscano il diritto di ogni persona, a seconda delle fasi del ciclo di vita, a scegliersi il proprio equilibrio individuale in termini di quantità e tipologia degli orari di lavoro, livelli di reddito, bilanciamento tra tempo di lavoro e tempo di vita, aggiornamento

Particolare attenzione sarà rivolta al bilanciamento delle flessibilità aziendali e di quelle delle lavoratrici e lavoratori, specie in relazione ai periodi di maternità, genitoriali, di cura degli anziani.

  • Le trasformazioni in corso impongono una rapida semplificazione delle relazioni sindacali, della eccessiva numerosità dei contratti e del barocchismo dell’architettura contrattuale con l’obiettivo di realizzare un nuovo modello con due baricentri: il livello nazionale (da rendere più snello) e il livello aziendale/territoriale (molto più ampio).
  • A tal proposito si ritiene indispensabile, nell’ambito delle politiche dei quadri e degli operatori tecnici , definire la strumentazione informativa e metodologica per sostenere in modo efficace la diffusione di una azione di contrattazione aziendale capace di assumere gli elementi di flessibilità, partecipazione, welfare aziendale e democrazia economica; a tal fine dovranno aumentare, per quantità, qualità e coinvolgimento di tutta l’organizzazione, l’investimento e le azioni di formazione dei dirigenti, operatori e quadri sindacali finalizzandola al rafforzamento delle competenze e delle abilità negoziali e la stessa confederalità va reinterpretata all’altezza delle sfide odierne:

Meno presenza onnicomprensiva di tipo “parapolitico”;

Una selezione rigorosa dei temi di confronto su cui investire i governi nazionali, regionali, locali;

Un’azione confederale coerente rispetto alla priorità che diamo alle politiche di crescita, sviluppo e welfare;

Va definito un maggiore e regolare raccordo tra strutture Confederali e di Federazione ad ogni livello per condividere Strategia, obiettivi, indirizzi e modalità per realizzarla nel proprio contesto;

Una maggiore incisività nel coordinamento intercategoriale delle attività di tutela e dei servizi;

  • Nell’obiettivo di ampliare la rappresentanza, assumono rilievo le comunità locali come pure le relazioni di prossimità (associazioni, movimenti, gruppi), che possono costituire ambienti favorevoli all’azione solidaristica nel territorio, momenti di informazione, coinvolgimento e formazione di nuova militanza sindacale, canali per possibili nuove
  • Va aperta una fase di sperimentazione a livello locale, supportata da azioni di sostegno e verificata nei risultati, che consenta di raccogliere elementi di valutazione utili a individuare nuovi percorsi della politica dei quadri che sappiano valorizzare la nostra capacità di relazione con questi
  • La Cisl si impegna a riscoprire il filone mutualistico che fu all’origine del primo sindacalismo, nella convinzione che la novità delle “alleanze sociali” non stia tanto nel “chiedere di più” quanto nel “fare di più”, creando le condizioni per alimentare lo spirito di comunità intorno ad obiettivi di forte interesse e valore sociale universalmente
  • Anche con la contrattazione di alcuni servizi di welfare aziendale si possono alimentare occasioni di sussidarietà allargando l’offerta alle realtà locali limitrofe alla sede. Per esempio, in un asilo aziendale si può prevedere e negoziare anche la compartecipazione degli enti locali o di altri soggetti per favorire la fruizione del servizio dei cittadini col pagamento di tariffe
  • In questa prospettiva anche sul tema della qualità e sostenibilità ambientale e sociale del lavoro si potrebbe costituire un terreno di impegno nel quale fare interagire il contributo degli RLS con quello delle alte professioni
  • I servizi da offrire ai lavoratori ed ai cittadini potranno ampliarsi in connessione con i risultati della contrattazione e con i nuovi ruoli di gestione di alcune politiche pubbliche che lo Stato potrebbe delegare alle associazioni di rappresentanza degli interessi.

Il loro ulteriore ampliamento dipenderà dalla capacità nazionale di svolgere una rappresentanza e una negoziazione efficace per quanto riguarda il mercato del lavoro, la bilateralità, il welfare aziendale e territoriale. Ma molto può dipendere anche dalla rapida emersione di “buone pratiche territoriali” che possano contribuire a definire un modello comune di riferimento.

Va promossa una ulteriore indispensabile crescita della bilateralità, sia come esito dell’azione contrattuale, sia come esito del decentramento di politiche pubbliche verso le parti sociali. Tuttavia è necessario stabilire nuove regole e proposte di rilancio e di innovazione del sistema bilaterale attraverso un percorso da realizzare su alcune direttrici fondamentali:

L’affidamento di compiti e ruoli ad Enti Bilaterali e mutue da parte della contrattazione collettiva risale a molto indietro nel tempo. Eppure si dimostrata una scelta lungimirante e positiva specie per i lavoratori di settori con lavorazioni ed attività molto frammentate.

Permangono di grande visione strategica, anche nel nostro tempo, le componenti essenziali della bilateralità che permettono di coniugare logiche economiche con esigenze solidaristiche, il fatto di avere un approccio collaborativo tra le parti sociali.

Nell’Ente Bilaterale ridotti contributi di tanti creano grandi risorse orientabili nel tempo e nello spazio verso le situazioni di maggior bisogno. Il sistema della bilateralità rappresenta uno strumento concreto di partecipazione e di democrazia economica dove il protagonismo e l’autonomia contrattuale delle parti sociali hanno la possibilità sia di realizzare cambiamenti che di praticare la solidarietà. Una intuizione di grande modernità nelle relazioni sindacali che va valorizzata salvaguardata.

 Finora le principali aree di attività della bilateralità fin qui realizzate sono:

  • La Formazione Continua;
  • L’Assistenza Sanitaria;
  • La Previdenza Integrativa;
  • Salute e Sicurezza;
  • Assistenza e Mutualità;
  • Bilateralità settoriale multiscopo;

L’importanza che la Bilateralità ha assunto nel sistema di relazioni sindacali e per l’erogazione di prestazioni a favore dei lavoratori richiede un efficiente funzionamento del sistema per un ulteriore sviluppo e ampliamento dei soggetti tutelati e dei servizi loro offerti.

E’ importante essere protagonisti di una azione di razionalizzazione ed evitare che decisioni istituzionali possano limitare la capacità di indirizzo e decisione delle parti sociali:

  • Rapporto centro – periferia;
  • Semplificazione e Trasparenza;
  • Revisione del modello di governance;
  • Razionalizzazione-accorpamento delle sedi bilaterali nazionali, siano esse confederali e/o di categoria;
  • Decentramento delle prestazioni e dei servizi alle sedi territoriali, aziendali, categoriali;
  • Adeguamento-semplificazione delle fonti normative-legislative di sostegno alla bilateralità con azione propedeutica alla razionalizzazione dell’intero sistema;
  • Potenziamento del ruolo della bilateralità, soprattutto per quanto riguarda i fondi interprofessionali, nelle politiche attive del lavoro e supporto del grande tema dell’incontro tra domanda-offerta di lavoro;
  • La rappresentanza Cisl nei Fondi e/o Enti Bilaterali va sostenuta anche con percorsi di formazione finalizzati a formare, riqualificare e ampliare competenze e

Inoltre l’Organizzazione va impegnata a fare crescere ulteriolmente la cultura della bilateralità al suo interno ed i sindacalisti impegnati trasversalmente a realizzare assemblee informative sui temi della Previdenza complementare, della sanità Integrativa, dei Fondi di solidarietà integrativi o alternativi.

Dobbiamo qualificare dal punto di vista della gestione e della amministrazione le persone che vogliamo responsabilizzare nei CdA; è inadeguato il sindacalista tuttologo quanto lo è il tecnico senza valori, anima e pensiero sindacale.

Va realizzato l’Osservatorio Nazionale sulla Bilateralità, strumento impegnativo ma prezioso oltre che presupposto per una buona integrazione tra i livelli orizzontali e verticali, nonché tra centro e periferia nel funzionamento efficiente e nella valorizzazione della bilateralità.

L’Osservatorio sulla Bilateralità completerà e integrerà il prezioso ed unico lavoro prodotto da OCSEL sulla Contrattazione di Secondo Livello e quello realizzato dall’Osservatorio sulla Contrattazione Sociale.

Sul piano Politico ed Organizzativo va costituito un Coordinamento permanente degli amministratori Cisl negli enti bilaterali.

Confederalità, Contrattazione e Bilateralità devono essere vissuti dall’Organizzazione come proprio Bene Comune per realizzare un modello economico e sociale solidale e partecipativo

In tale direzione, l’attuale particolare contesto richiede che programmi, progetti, investimenti sulla comunicazione, l’informazione, la formazione di sostegno e per sviluppare competenze ed abilità dei contrattualisti vadano condivisi e realizzati in forma congiunta e su obiettivi condivisi dalle strutture confederale e di federazione ai vari livelli.

Con i tre Osservatori sulla contrattazione di secondo livello, sulla contrattazione sociale e sulla Bilateralità, la Cisl sarà nelle condizione di monitorare, verificare e valutare cosa si realizza, chi lo fà, come lo fa e di poter orientare in modo mirato strategia negoziali e politiche dei quadri mirate alle reali esigenze di diffusione di un modello sindacale partecipativo diffuso e radicato nel lavoro.

  • – Anche se la prospettiva di una convergenza strategica con le altre Confederazioni rimane un obiettivo strategico della Cisl, nel breve/medio periodo si dovrà rafforzare la nostra diversa concezione di sindacato e dei modi con cui promuovere le ragioni del lavoro del nuovo secolo. Per tale motivo l’attuazione degli accordi sull’accertamento della rappresentanza nei comparti privati, che si accompagna alla positiva esperienza del settore pubblico, pone alla Cisl la sfida di aumentare in modo costante e non occasionale il numero dei suoi associati e delle sue Rsu/Rsa, anche attraverso politiche straordinarie di proselitismo e politiche di affiliazione di associazioni di categoria già a tal fine si può accompagnare e sostenere la crescita dell’organizzazione sviluppando un efficace sistema di gestione del rapporto con l’associato che consenta di seguirne l’affiliazione nei vari cambiamenti di settori, di aziende, territoriale e rispetto alla transizione tra età attiva e pensione.

 

Documento finale
Terza Commissione

“ORGANIZZAZIONE E RISORSE”

La terza commissione costituita nella Conferenza Organizzativa e Programmatica, preso atto della relazione di Segreteria, dell’introduzione fatta in Commissione e considerati i contributi emersi dai 60 interventi, ne assume i contenuti e fa proprie le indicazione della relazione conclusiva in Commissione.

A – TRASPARENZA ED EFFICIENZA 

  • Codice Etico

Si condivide la proposta del Codice Etico a cui dovranno attenersi tutti i dirigenti e gli operatori della CISL nello svolgimento della loro attività sindacale a qualsiasi livello e in qualsiasi funzione.

Il Codice deve poggiare sugli imprescindibili valori del rispetto delle norme dello Statuto costitutivo, della legalità e della onestà che tutti i militanti della Cisl sono impegnati a rispettare.

Si approva l’indicazione di una relazione annuale di verifica sull’applicazione del Codice Etico, da parte del Collegio nazionale dei Probiviri Confederali.

Si condivide la necessità della conseguente implementazione di un correlato sistema sanzionatorio finalizzato a perseguire i casi di accertata violazione del Codice Etico e di tutti i regolamenti in vigore nell’Organizzazione.

  • Accountability

Si conferma che a far data dal 1/1/2016 verrà utilizzata per la gestione della contabilità il nuovo programma WebContSirio. Il nuovo sistema garantirà a tutti i livelli dell’organizzazione un’omogeneità d’impostazione dei bilanci consentendo l’elaborazione di consuntivi consolidati a livello Nazionale, Regionale e Territoriale.

Si condivide l’introduzione di una certificazione di qualità dei bilanci consolidati delle Usr, delle Ust e delle Federazioni Nazionali, realizzata da società specializzate e riconosciute.

Al fine di rafforzare la trasparenza nella gestione delle strutture, la CISL propone di realizzare, il Bilancio Sociale a partire dall’anno 2016. L’introduzione del Bilancio Sociale dovrà interessare tutte le strutture dell’organizzazione ed essere disponibile in copia agli associati. Va predisposta una modalità specifica di BS per la Cisl in grado di presentare in modo semplice e comprensibile le voci di entrata e di uscita. Si conferma l’affidamento, alle società regionali che dovranno attrezzarsi con le professionalità necessarie alla tenuta contabile dei bilanci delle Ust, Usr-Usi e delle Federazioni regionali/interregionali e territoriali, ad iniziare dalle buste paga di dirigenti e operatori, ovviamente ferma restando la piena competenza politica e di gestione dei bilanci da parte delle strutture affidatarie. Indica il termine entro il quale completare tale affidamento entro il Congresso 2017 laddove tale soluzione non sia stata ancora realizzata.

Si condivide la necessità di portare a regime la Web application ” Anagrafica degli Immobili” al fine di una completa mappa delle proprietà immobiliari delle strutture Cisl.

  • Verifiche e controlli

Si condivide la proposta di costituire un Ufficio Ispettivo che integra quello istituzionale con il contributo di esperti indicati dalle Federazioni Nazionali e dalle Unioni Regionali/Interregionali .

Ogni anno, a rotazione, tre Federazioni nazionali e tre Usr/Usi indicheranno le figure che svolgeranno i controlli, sulla base di quanto previsto dal Vademecum Confederale.

Inoltre, l’attuale Ufficio Ispettivo Nazionale, potrà disporre verifiche e/o controlli sull’andamento economico, gestionale e finanziario delle Società, Enti Cisl, e associazioni.

A partire dal 2016 bisogna rendere obbligatoria per tutte le strutture della CISL la pubblicazione online dei bilanci e degli atti contabili rilevanti. Una sintesi del bilancio approvato andrà inviata agli iscritti nelle comunicazioni periodiche annuali. Sempre online vanno pubblicati i nominativi dei componenti gli organi sociali delle società, enti associazioni e partecipate dalla Cisl .

Sempre dal 2016 dovrà essere, obbligatoriamente, pubblicato online il quadro C con i redditi da lavoro/pensione percepiti.

L’obbligo della pubblicazione online riguarda tutti i componenti delle Segreterie e dei Comitati Esecutivi di Federazione e confederazione, dei CDA e degli organi di gestione di tutti gli Enti, Associazioni e altre società controllate dalla Cisl a qualsiasi livello oppure dei CdA e degli organi di gestione di tutti gli Enti, Associazioni e altre società terze in cui operano in rappresentanza della Cisl.

La pubblicazione online avviene nel sito della struttura/ente/società presso cui il dirigente opera.

  • Contratto Unico nazionale

Al fine di superare le disomogeneità dei trattamenti economici e normativi all’interno dell’organizzazione si condivide la proposta di valutare la praticabilità e la sostenibilità di adottare un contratto unico. Tale valutazione è affidata al dibattito e conseguentemente alle decisioni del Comitato Esecutivo Nazionale determinando i tempi di attuazione

 

B –   RIORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

  • Livello Nazionale

Tenendo conto delle decisioni assunte nell’ultimo Congresso, le Federazioni devono definire le scelte sugli accorpamenti categoriali e i tempi necessari per la loro realizzazione entro il Congresso del 2017.

A tal fine, si riconfermano le necessarie articolazioni delle scelte organizzative delle singole Federazioni, per quanto riguarda la scelta tra monocomposizione e pluricomposizione.

La Commissione indica al Consiglio Generale di costituire la norma per determinare la composizione della Segreteria Confederale nazionale nella misura massima di 8 componenti. A tale scopo si procederà alla opportuna modifica del Regolamento di attuazione dello Statuto Confederale.

Si condivide la proposta di avviare un percorso di riorganizzazione che comprenda: riconversione e aggiornamento professionale del personale della sede di Via Po finalizzato a valorizzare le competenze dei singoli e le performance dei gruppi in un ottica di servizio alle strutture territoriali.

Si condivide la proposta di istituire presso il dipartimento organizzativo un apposito “Fondo di accompagnamento” con l’obiettivo di monitorare le carriere interne, favorire processi di mobilità e sperimentare procedure di ricollocazione e di accompagnamento alla pensione. Si definiranno i flussi di risorse economiche e la loro suddivisione.

Alla luce del processo di riorganizzazione e accorpamenti ancora in atto si propone al Consiglio Generale di definire il numero massimo dei componenti delle Segreterie delle federazioni pluricomposte e monocomposte.

Si indica il terzo mandato come il periodo massimo inderogabile per i dirigenti a qualsiasi livello confederale e di federazione. Per quanto riguarda i Segretari Generali a tutti i livelli il terzo mandato si può valutare l’opportunità di collegarlo ad una delibera del Consiglio Generale della struttura interessata.

Si propone la cancellazione della norma prevista al 3^ comma dell’art. 13 del Regolamento di attuazione dello Statuto Confederale (67 anni) con il ripristino della norma che prevede la cessazione dalla carica, al raggiungimento del 65° anno di età.

Per i dirigenti che hanno ricoperto il ruolo di segretario generale a qualsiasi livello confederale e di federazione proponiamo che non sarà possibile essere rieletto nella stessa segreteria anche se con ruolo diverso.

Per gli Enti, Associazioni e società Cisl i cui livelli apicali sono indicati dagli organi confederali, il periodo di permanenza nei livelli apicali, non dovrà essere superiore a quello corrispondente a 2 mandati congressuali.

Gli incarichi apicali degli Enti, Associazioni e società Cisl sono incompatibili con altri incarichi.

Si conferma la presenza dei due generi in ogni Segreteria.

Nella composizione dei Consigli Generali dobbiamo promuovere una più incisiva presenza di genere, assicurare almeno il 5% di immigrati provenienti da strutture e da Anolf e valorizzare la presenza di giovani delegati e attivisti.

  • Livello Regionale

Analoga scelta di semplificazione riguarda i livelli regionali confederali e di categoria.

Si riconferma la scelta del livello regionale come livello congressuale e come soggetto di contrattazione e concertazione per le materie di competenza regionale. Le Usr/Usi, oltre alle attuali competenze statutarie svolgono i seguenti compiti:

1) politica        dei      quadri           e          delle  risorse umane           su       tutto   il         territorio regionale/interregionale;

2) coordinamento dei servizi su tutto il territorio, anche attraverso le società regionali/interregionali, a tale proposito si conferma la scelta delle società regionali per il caf;

3) promozione di nuove tutele individuali –servizi-;

4) verifiche rafforzate della corretta gestione amministrativa delle Ust, anche attraverso un unico collegio sindacale regionale/interregionale; coordinamento comunicazione e formazione.

Per quanto riguarda le segreterie Usr-Usi si indica al Consiglio Generale di valutare la flessibilità da un minimo di 3 ad un massimo di 5 compreso il Segretario Generale. Sarà possibile affidare deleghe regionali/interregionali ai segretari generali di Ust metropolitane e Ust per alcune specifiche materie sovra territoriali.

Alla luce dei nuovi assetti organizzativi dopo gli accorpamenti, si è avviato un monitoraggio per valutare se, cosa e come migliorare dei processi in corso anche attraverso commissioni ad “hoc” che relazioneranno alla confederazione. Inoltre, bisogna conformare lo Statuto e regolamento ai nuovi assetti organizzativi definiti con particolare attenzione alle regole per i processi organizzativi di regionalizzazione-interregionalizzazione.

Nelle regioni sotto i 200.000 iscritti, il Consiglio Regionale, può deliberare, attraverso un voto a maggioranza qualificata la regionalizzazione.

A tal fine occorrerà individuare le modalità per legittimare, coinvolgendo il territorio, il responsabile di zona (ex Ust) nella segreteria Regionale.

Per quanto riguarda le USR/USI che hanno già provveduto a riorganizzarsi, si ritiene che la positiva fase costitutiva di tali esperienze debba essere consolidata e rafforzata per arrivare alla realizzazione di un modello più armonico ed omogeneo di funzionamento.

In questa ottica verrà costituito un gruppo di lavoro coordinato dalla Segreteria Confederale che operi per omogeneizzare le diverse esperienze, pervenendo a soluzioni condivise e compatibili con lo Statuto e il Regolamento confederale, anche attraverso eventuali modifiche.

Si auspica che sia individuato, prima del Congresso 2017 un modello funzionale, condiviso e stabile per le strutture regionalizzate e/o interregionalizzate, che favorisca partecipazione interna, efficienza e radicamento sul territorio.

Le esperienze positive sperimentate in alcune Regioni, costituiscono il riferimento per un approfondimento sull’impegno e coinvolgimento delle Ust Aree Metropolitane nelle politiche regionali.

  • Livello Territoriale

La terza Commissione riconferma la scelta degli accorpamenti territoriali, ormai quasi completamente realizzati. Il monitoraggio avviato delle esperienze in corso ci dovrà consentire di valutare le migliori soluzioni per ottimizzare la nostra presenza sul territorio: regionali-interregionali; unioni territoriali; zone.

La riorganizzazione dei livelli territoriali confederali è confermata e indirizzata attraverso i seguenti criteri:

Si da indicazione di prevedere segreterie Ust con 3 segretari compreso il segretario generale, sarà possibile affidare deleghe territoriali agli operatoti politici/responsabili di zona della Ust;

Le Ust si dovranno articolare in zone, che possono anche coincidere con le province amministrative quando lo si ritenga opportuno; senza escludere le Unioni Comunali.

Si ritiene opportuno prevedere un’assemblea degli iscritti di zona, un’assemblea dei delegati di zona e un coordinamento territoriale di zona con compiti consultivi e di iniziativa su territorio e di promozione dei servizi.

  • Risorse al Territorio

Si conferma l’attuazione della scelta, già deliberata il 16/12/2010, di destinare una percentuale non inferiore al 70% delle risorse derivanti dal tesseramento.

Le Federazioni nazionali dovranno deliberare di destinare, alle proprie strutture territoriali e sui luoghi di lavoro, una quota non inferiore al 70 % delle risorse di competenza della Federazione, al netto delle quote ripartite ai livelli confederali dal sistema di riparto automatico.

Si propone di affidare all’Esecutivo un percorso di verifica sui conti ciechi, riparto automatico e delle risorse (tesseramento – quote di servizio).

  • Commissione Statuto

Si propone di istituire, a partire dal 1/1/2016 una Commissione Statuto con il compito di armonizzare le modifiche statutarie da presentare al Congresso 2017 anche con riferimento alle modifiche del Regolamento che saranno deliberate dal Consiglio Generale successivamente e conseguentemente alle indicazione della Conferenza Organizzativa.

C – STRUMENTI OPERATIVI

  • Anagrafe iscritti e tessera Card

A partire dal 1/1/2016, il SI-CISL Web programma per la gestione online degli iscritti diventerà l’unico programma di anagrafe e dovrà essere utilizzato obbligatoriamente, da tutte le strutture CISL per consentire di implementare e completare l’Anagrafe Nazionale Unica con i dati delle Federazioni e dei servizi.

Fermo restando il principio statutario che l’iscrizione alla Cisl avviene unicamente tramite il tesseramento alla Federazione di categoria che rimane il principale interlocutore dell’associato, si propone che la banca dati degli iscritti sia resa accessibile alle strutture di Federazione regionali e Unioni regionali e territoriali di pertinenza.

In quest’ottica le Federazioni e i Servizi dovranno realizzare strumenti idonei, anche informatici, per garantire la continuità associativa.

La realizzazione dell’Anagrafe Unica con i servizi rende possibile avviare d’intesa con le Federazioni Nazionali progetti comuni per il Proselitismo considerando il basso livello di utilizzo dei servizi, a tale scopo le federazioni dovranno monitorare e sanzionare eventuali comportamenti dei dirigenti che orientano il servizio di patronato e/o fiscale all’esterno del circuito CISL.

E’ prorogata anche per l’anno 2016, l’attuale tessera plastificata con chip incorporato impegnando le categorie alla consegna del bollino con l’emblema della Federazione, a tutti gli iscritti.

Proseguirà nei territori già individuati, la sperimentazione del progetto della tessera card con funzioni di pagamento per assumere in occasione del prossimo congresso confederale le decisioni definitive, alla luce anche del processo di accorpamento delle Federazioni di categoria.

  • Ufficio vertenze e legale

Si condivide la costituzione dell’Ufficio vertenze e legale confederale per offrire il necessario supporto a tutte le strutture in ordine a pareri su temi inerenti la vertenzialità, i contenziosi legali e la legislazione giuridica, tributaria e societaria.

L’ufficio vertenze e legale, in raccordo con il dipartimento organizzativo e amministrativo, individuerà convenzioni “tipo” per omologare il tariffario utilizzato dai legali di riferimento a tutti i livelli.

Gli Uffici vertenze devono assumere sempre più rilevanza e attenzione sul versante organizzativo. Il nuovo software predisposto per gli uffici territoriali e la nuova applicazione per i cellulari potrà fornire ai nostri delegati un sistema per la verifica immediata delle buste paga dei lavoratori.

Si stanno raccogliendo i nominativi dei legali di riferimento delle strutture e non appena completata la banca dati si terrà un incontro nazionale per programmare i successi impegni.

Si prevedono almeno 2 riunioni all’anno del “Coordinamento dei Legali” ma il raccordo sarà costante attraverso gli strumenti mediatici (on line).

Funzionando anche come un “Ufficio Studi legale“, deve svolgere una attività di monitoraggio della legislazione del lavoro, della sicurezza sociale in raccordo con i dipartimenti confederali e con l’ufficio studi confederale. I legali presenti nel coordinamento potranno anche essere coinvolti nei percorsi formativi a qualsiasi livello.Sarà costituita una banca dati di legislazione, giurisprudenza aggiornata e sentenze più significative.

Si condivide la ricostituzione della “Consulta Legale” composta da autorevoli accademici ed esperti in grado di supportare le analisi, proposte e attività dell’organizzazione. Sarà predisposta una pubblicazione annuale sui temi più rilevanti individuati dalla consulta.

  • Servizi, associazioni ed Enti CISL nel territorio

La III^ Commissione valuta positivamente la proposta di costruire un “Sistema di offerta” di servizi e alla luce dell’evoluzione della telematica, del cambiamento del sistema di Welfare, della necessità di politiche di fidelizzazione degli associati e delle politiche di proselitismo, occorrono operatori dei servizi formati e in grado di interagire ed integrarsi.

In queste percorso di rafforzamento del Sistema servizi assumono un ruolo fondamentale le Federazioni di categoria per il sostegno e supporto alla creazione di un “sistema di servizi in rete” in ogni territorio.

Si condivide la proposta di costituire ed attivare il Coordinamento dei servizi a livello nazionale (holding) e regionale con il compito di progettare veri e propri piani di sviluppo del sistema servizi anche con riferimento ai “tagli” del governo che stanno diventando abituali e insostenibili e con riferimento a questi ultimi, individuare procedure che possono essere erogate gratuitamente o a sistema tariffario.

In questo contesto diviene strategica l’organizzazione del servizio di accoglienza che con il contributo attivo soprattutto dei pensionati può rafforzare il legame con associati e cittadini; questo avamposto deve rappresentare un investimento per tutta l’organizzazione con delegati, operatori tecnici e politici e pensionati opportunamente formati. Il servizio di accoglienza dovrà essere messo nelle condizioni di poter offrire modalità e spazi riservati esclusivamente ai nostri associati.

Per quanto riguarda l’ISCOS si assume l’indicazione di avviare una riorganizzazione che consenta a questo Ente di autofinanziarsi attraverso un rapporto più forte con le Federazioni per sviluppare progetti comuni di cooperazione in quei paesi ove esistono rapporti economici con l’Italia.

Così come rapporti stretti con ANTEAS e Pensionati nei progetti di cooperazione e sviluppo e un impegno maggiore dei giovani per incrementare l’importanza dell’impegno nei paesi in via di sviluppo.

Il Dipartimento Internazionale insieme ad Enti ed Associazioni devono istituire un coordinamento insieme con i responsabili delle politiche internazionali di Federazioni e USR avvalendosi anche della partecipazione attiva dell’ Ufficio Studi.

Si propone di istituire un osservatorio sui Comitati Aziendali europei e sui Global Frame work aziendali.

Si propone altresì di prevedere una sessione annuale del Consiglio Generale sui temi internazionali.

Occorre intensificare campagne informative verso i nostri associati per promuovere la scelta di indirizzare il 5 x mille verso i nostri Enti e le nostre Associazioni, nel pieno rispetto delle deliberazione del Garante della privacy.

  • Comunicazione e media

Si condivide la costituzione dell’ufficio comunicazione e relazioni esterne composto dai seguenti settori: ufficio stampa, sito confederale, social media e settore grafico-propagandistico, Labor tv, web tv e referenti di Conquiste del lavoro.

Il Team Social Media, nello specifico, si costituisce un Network CISL come infrastruttura e “autostrada digitale” patrimonio dell’organizzazione, a sostegno di una maggiore visibilità dei contenuti nei confronti dell’opinione pubblica. Con questo obiettivo sarà definito un percorso formativo che coinvolgendo tutti gli operatori della comunicazione sviluppi una attenzione ai linguaggi e agli strumenti idonei per veicolare le idee e le proposte della Cisl.

La Conferenza impegna l’Organizzazione a realizzare una campagna straordinaria di abbonamenti a Conquiste Online.

  • Attività formative e Centri di Ricerca

Si propone di unificare sotto un’unica direzione le attività di formazione confederale e le attività di ricerca e archiviazione vicini alla Cisl, le quali devono raccordarsi con le parallele iniziative delle strutture di categoria. Va garantito un finanziamento certo a queste attività di formazione, anche attraverso una specifica voce di bilancio.

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